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Histoire de la culture

Colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen

Résumé de l'annonce: 
Le colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen propose un tour d'horizon épistémologique de l'intermédialité.
Le colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen propose un tour d'horizon épistémologique de l'intermédialité. Située dans un « entre-deux » tant méthodologique que disciplinaire – car naviguant en permanence entre systèmes de signes, arts et médias –, la réflexion sur l'intermédialité peut s’organiser selon deux axes principaux : mise(s) en relation intermédiales : le passage du mot à l’image (fixe et/ou mobile) et inversement et mise(s) en scène intermédiales : de l’idéal du Gesamtkunstwerk aux performances contemporaines. Le colloque se tiendra à l'Université Jean Monnet de Saint-Etienne les 27 et 28 septembre 2017.  Voir programme ci-dessous.
Nom du contact: 
Patricia Viallet & Emmanuel Marigno
Courriel du contact: 
viallet.patricia@orange.fr, emmanuel.marigno@univ-st-etienne.fr
Suggéré par: 
elisa bricco
Courriel: 
Elisa.bricco@unige.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
27/09/2017
Date de fin de l'événement: 
28/09/2017
Ville de l'événement: 
Université Jean Monnet Saint-Etienne
Type d'événement: 
Colloques
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Intermedialità, letteratura, cinema, fumetto, fotografia, danza, musica
Site web de référence: 
https://www.univ-st-etienne.fr/fr/celec/agenda/annees-2016-2020/colloque-intermedialite.html

Itinéraires. Littérature, textes, cultures

Contenu de l'annonce: 

Ce numéro propose des interrogations concernant les représentations contemporaines des banlieues et des espaces périurbains. Si, à l’origine, la « banlieue » désigne un espace géographique et administratif, il renvoie toutefois depuis longtemps à son usage métaphorique comme « inscription...

Image de l'annonce: 
Titre du numéro: 
« Banlieues » : entre imaginaires et expériences
Catégorie principale: 
Courriel: 
nancy.murzilli@unige.it
Directeur(s) scientifique(s): 
Elisa Bricco, Serena Cello, Catherine Douzou, Nancy Murzilli (dir.)
Langue: 
Date de mise en ligne: 
Jeudi, Juillet 20, 2017
Date de parution: 
Jeudi, Juillet 20, 2017
Suggéré par: 
Nancy Murzilli

Scritture Melomani: tradurre le emozioni musicali

Résumé de l'annonce: 
Convegno organizzato dal gruppo di lavoro “Intermédialité et intersémiose” (Do.Ri.F) diretto da Elisa Bricco e Licia Reggiani.
Scritture Melomani: tradurre le emozioni musicali Convegno organizzato dal gruppo di lavoro “Intermédialité et intersémiose” (Do.Ri.F) diretto da Elisa Bricco e Licia Reggiani. Scadenza per le proposte : 15 dicembre 2019 Convegno: 29-30 giugno 2020 a Genova Call for papers Nell’ambito degli studi delle interconnessioni artistiche, lo studio dei legami tra letteratura e musica è spesso trascurato dai ricercatori poiché considerato troppo tecnico, quando invece si ritiene di essere in grado di “leggere” un quadro, una fotografia o un film. Eppure, la musica è parte integrante della nostra esistenza e le sue molteplici forme, tra cui in particolare la canzone, sono oggetto di studi approfonditi. Il progetto intende prendere in esame gli scritti sulla musica che, per la loro diversità e per quello che ci dicono del contesto che li ha visti nascere, meritano anch’essi l’attenzione degli studiosi. In Francia, tali lavori godono già da diversi decenni dell’interesse dei ricercatori. A tal proposito, un lavoro in più volumi sarà pubblicato a breve dalle Presses Universitaires de Rennes sulla critica musicale, esito del programma internazionale “La critique musicale au XXe siècle”. Il progetto si pone come obiettivo lo studio delle forme della musicografia, e in particolare il modo in cui la scrittura traduce e traspone le emozioni provocate dalla musica. La melomania e la questione dell’emozione musicale costituiscono l’oggetto di un paradosso: in effetti se appare evidente che il desiderio di scrivere sulla musica nasce dal piacere dell’ascolto, e di una melomania più o meno affermata, la critica musicale, dall’inizio del XX secolo, si è tuttavia mostrata diffidente nei confronti del linguaggio dei sentimenti e delle emozioni soggettive. A questa diffidenza istituzionale si aggiunge una difficoltà: la questione dell’”emozione musicale” è complessa, poiché il rapporto della musica con le emozioni si è profondamente modificato nel corso del tempo. Se la musica antica poggiava su una griglia prestabilita di legami tra forme musicali e affetti, al contrario il romanticismo ha allargato lo spettro a tutte le emozioni individuali, rendendole fluide e impossibili da cartografare. Dal canto suo il XX secolo modernista, ha spesso tentato di eliminare la possibile empatia delle opere, a favore di una marcata attenzione alla forma. Pertanto, in quest'ottica risulta indispensabile integrare e studiare la nozione di ascolto, ponendoci “all’ascolto dell’ascolto”. In altre parole: in cosa consiste l’esperienza uditiva e perchè fa scaturire tra i melomani un desiderio di scrittura? Questa scrittura vuole essere una trasposizione, una trasformazione, o altro? Quale legame sussiste tra il testo prodotto e la musica che lo ha generato? Inoltre, le emozioni prodotte dalla musica sono assimilabili alle emozioni comuni, o è necessario parlare di un tipo di emozione particolare che non potrebbe essere provocata altro che da se stessa? Infine, sarebbe altresì interessante studiare la funzione sociale che rivestono la melomania e l’espressione dell’emozione musicale. Un saggio americano tradotto e pubblicato recentemente in Francia, Anatomie de la folle lyrique (Wayne Koestenbaum, The Queen’s Throat, 1993) interroga il presunto legame privilegiato tra gli omosessuali e la melomania, e più ampiamente i particolari meccanismi sottesi all’amore folle per l’opera – nella sua dimensione personale, carnale o identitaria. Sarebbe interessante sviluppare una riflessione analoga su altri tipi di melomania. Come si possono qualificare, inoltre, le “emozioni collettive” provocate da un inno patriottico, un canto partigiano, una marcia, etc. espressioni dell’ethos di un popolo, di una comunità, o di un gruppo sociale? Queste emozioni come esprimono se stesse nel discorso sulla musica? Il progetto è interdisciplinare e sono ben accette le proposte provenienti da diversi ambiti scientifici, quali la letteratura, la musicologia, la linguistica, la traduttologia, la storia, la filosofia, le scienze cognitive. Tuttavia, l’accento dovrà essere posto sulla ricezione di – e il discorso su la musica, e non sul modo in cui la musica stessa tenta di trasmettere le emozioni. Oltre alle questioni e agli interrogativi fin qui enucleati, potranno essere studiati anche i seguenti assi di ricerca: • Diversità di espressione (di linguaggio, generica, formale) dell’emozione musicale e della melomania; • Studio linguistico del linguaggio delle emozioni musicali come espresso nei testi musicografici; • Fenomenologia dell’ascolto: cosa succede tra l’esperienza uditiva e la sua trascrizione letteraria o linguistica? • Modalità di trasformazioni linguistiche e letterarie dell’ascolto musicale e in particolare dell’ascolto interiore: come la scrittura riconfigura l’esperienza uditiva, come ricostruisce l’emozione percepita? • Studi sulla posizione dell’autore “musicografo” nel campo musicale (praticanti, critici e dilettanti della musica). Non solo sente spesso il bisogno di giustificare la sua postura, ma è anche talvolta accusato di troppa tecnicità o troppa “letterarietà” (“letterarietà” può significare tendenza alla metafora, utilizzo di un lessico delle emozioni, o altro); • Articolazione tra melomania e melofobia; • Il ruolo dell’emozione nel lessico musicale; • Traduttologia dei testi musicografici. Diversi corpus possono essere presi in considerazione: critica (stampa, radio, web), narrativa (romanzo, racconto, autobiografia, autofiction), saggi (monografie, biografie) ma saranno privilegiati gli approcci non monografici e fortemente contestualizzati. Calendario Le proposte (300 parole), accompagnate da una breve bio-bibliografia, devono essere inviate entro il 15 dicembre 2019 contemporaneamente a elisa.bricco@unige.it e marie.gaboriaud@gmail.com. Le risposte saranno notificate ai partecipanti a partire dal 1° febbraio 2020. Il convegno si terrà a Genova il 29 e il 30 giugno 2020. Comitato organizzativo Margherita Amatulli (Università di Urbino Carlo Bo) Elisa Bricco (Università degli studi di Genova) Serena Cello (Università degli studi di Genova) Giulia D'Andrea (Università del Salento) Bruna Donatelli (Università Roma Tre) Nicola Ferrari (Università degli studi di Genova) Marie Gaboriaud (Università degli studi di Genova) Licia Reggiani (Università di Bologna) Chiara Rolla (Università degli studi di Genova) Laura Santone (Università Roma Tre) Loredana Trovato (Università di Trieste) Bibliografia AUDOIN-ROUZEAU, Stéphane, BUCH, Esteban, CHIMÈNES, Myriam et DUROSOIR, Georgie (dir.), La Grande Guerre des musiciens, Lyon, Symétrie, 2009 BACKES, Jean-Louis, Musique et littérature. Essai de poétique comparée, Paris, P.U.F., 1994. BAILBE, Joseph-Marc (dir.), La Critique artistique, un genre littéraire, Centre d'art esthétique et littérature, Paris, P.U.F., Publications de l'université de Rouen, 1983 BANVILLE, Théodore de, Critique littéraire, artistique et musicale choisie, Tome 1, Paris, Champion, 2003. DONATELLI, Bruna (dir.), Flaubert en musique, revue Flaubert [En ligne], n°21, 2019, URL: https://journals.openedition.org/flaubert/3419 CARON, Sylvain, et DUCHESNEAU, Michel (dir), Musique, art et religion dans l'entre-deux-guerres, Lyon, Symétries, 2009. D’ANDREA, Giulia, “Allegro, octave, ton : termini polisemici nel linguaggio musicale settecentesco », in Jacqueline Lillo (dir.), D’hier à aujourd’hui. Réception du lexique français de spécialité, Monza, Polimetrica International Scientific Publisher, 2011, p. 107-119. - « Le Dictionnaire de Rousseau, un outil toujours actuel pour la traduction spécialisé e», in Emmanuel REIBEL (dir.), Regards sur le Dictionnaire de musique de Rousseau, Paris, Vrin, 2016, p. 249-259. ERGAL, Yves-Michel, et FINCK, Michèle (dir.), Écriture et silence au XXe siècle, Strasbourg, P.U. de Strasbourg, 2010. ESCAL, Françoise, Contrepoints. Musique et littérature, Paris, Méridiens Klincksieck, 1990. GABORIAUD Marie, « Le discours musical, un objet en soi ? », Le Comparatisme comme approche critique. Littérature, arts, sciences humaines et sociales, Tome 2, Anne Tomiche (dir.), Classiques Garnier, 2017, p. 409-423. KELLY Barbara L. (ed.), French Music, Culture, and National Identity, 1870-1939, Rochester (NY) University of Rochester Press, 2008 LANDI, Michela, Il mare e la cattedrale. Il pensiero musicale nel discorso poetico di Baudelaire, Verlaine, Mallarmé, Milano, ETS, 2002. LOCATELLI, Aude, et LANDEROUIN, Yves (dir.), Musique et roman, Paris, Éditions Le Manuscrit, 2008. PICARD, Timothée, Sur les traces d’un fantôme : la civilisation de l’opéra, Paris, Fayard, 2016 - Verdi – Wagner, imaginaire de l’opéra et identités nationales, Arles, Actes Sud, 2013 - Âge d’or – décadence – régénération, un modèle fondateur pour l’imaginaire musical européen, Paris, Classiques Garnier, 2013 - Opéra et cinéma (avec Aude Ameille, Pascal Lécroart et Emmanuel Reibel), Rennes, PUR, coll. « Le Spectaculaire », 2017. REIBEL, Emmanuel, « Musique et littérature : plaidoyer pour la création d’un champ disciplinaire par-delà les disciplines », Fabula-LhT, n° 8, Le partage des disciplines, mai 2011, URL : http://www.fabula.org/lht/8/index.php?id=238, page consultée le 11 juillet 2013. - L'Écriture de la critique musicale au temps de Berlioz, Paris, H. Champion, 2005. SCHER, Steven Paul, Word and Music Studies 5. Essays on Literature and Music (1967-2004), Walter Bernhart and Werner Wolf (ed.), Amsterdam, New York, Rodopi, 2004. SCHLOEZER, Boris de, Comprendre la musique. Contributions à "La nouvelle revue française" et à "La revue musicale", 1921-1956, Timothée Picard (éd.), Rennes, Presses Universitaires de Rennes, 2011. SOUNAC, Frédéric (dir.), La Mélophobie littéraire. Revue littératures n°66, Toulouse, P.U. du Mirail, 2012. SZENDY, Pierre, Écoute : une histoire de nos oreilles, Paris, Éditions de Minuit, 2001. - « Un roi à l'écoute », Vacarme 2006/2, n° 35 [en ligne], p. 68-69. WOJCIECHOWSKA, Barbara (dir.), De la musique avant toute chose. Notes linguistiques et littéraires, Paris, L’Harmattan, 2014 ( textes réunis par Giulia D’ANDREA , Alessandra ROLLO, Maria SPAGNA, et Maria MASIELLO). > Versione francese nel file allegato.
Suggéré par: 
Marie Gaboriaud
Courriel: 
marie.gaboriaud@institutfrancais.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
15/12/2019
Ville de l'événement: 
Genova
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
musica, musicografia, emozioni, melomania
Site web de référence: 
https://argec.hypotheses.org/

10a Edizione Premio Murat

Prix Murat. Université de Bari. Un roman français pour l'Italie

Résumé de l'annonce: 
Premiazione scrittrice Aliona Gloukhova, autrice del romanzo "Dans l'eau je suis chez moi" (Verticales, 2018).
10a Edizione Premio Murat. Università di Bari. Un romanzo francese per l'Italia Prix Murat. Université de Bari. Un roman français pour l'Italie (Bari, 21 ottobre 2019) Lunedì 21 ottobre alle ore 9.30, presso il cinema-teatro AncheCinema ((ex-cinema Royal, Corso Italia, 112, Bari), in occasione della 10a edizione del “Prix Murat. Università di Bari. Un romanzo francese per l'Italia”, si terrà la premiazione della scrittrice Aliona Gloukhova, con il romanzo Dans l'eau je suis chez moi (Verticales, 2018). Il Premio che coinvolge gli studenti di lingua francese dell’Università di Bari e quelli di ben 32 scuole delle province di Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Taranto e Matera, mira a consolidare l'attenzione per la lettura, l'interesse per la letteratura e l'apertura verso la cultura più specificamente francese. Nata a Minsk (Bielorussia) nel 1984, l'autrice ha studiato Arti visive all'Università di San Pietroburgo prima di lavorare come traduttrice, insegnante e organizzatrice di eventi culturali. Nel 2015, ottiene un Master in creazione letteraria all'Università Paris-8 e si trasferisce in Francia dove risiede tuttora. Il romanzo premiato è la sua opera prima e rientra nel filone dell'autofiction. Aliona aveva 11 anni quando, nel novembre 1995, suo padre scompare nel naufragio di un veliero al largo della costa turca. Poiché il suo corpo non è mai stato ritrovato, il lutto è impossibile. L'acqua è il motore di questa scrittura che racconta l'assenza, tracciando il ritratto di quest'uomo sfuggente. A sua figlia, di fatto, non restano che supposizioni e chimere da condividere con i lettori. Interverranno il Magnifico Rettore, Prof. Stefano Bronzini, il Prof. Antonio Uricchio, Direttivo ANVUR, il Prof. Matteo Majorano, fondatore del Premio, la Prof.ssa Marie Thérèse Jacquet, coordinatrice dell'evento insieme al GREC, la scrittrice e l'editore Yves Pagès delle Edizioni Verticales. Collegati a questa edizione del Premio Murat, due incontri con la scrittrice. Martedì 22 ottobre, alle ore 10.30, al Palazzo Tupputi di Bisceglie, terrà la conferenza "L'écriture chez moi. Le français d’Aliona Gloukhova" e un atelier di scrittura, cui parteciperanno gli studenti dell'Istituto Dell'Olio, coordinati dal Prof. Vincenzo di Noia e da alcuni membri del GREC. Mercoledì 23 ottobre, incontrerà gli studenti di Lingue per un seminario su Une écriture venue d'ailleurs, alle ore 9.50.
Nom du contact: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC)
Courriel du contact: 
grec.prixmurat@uniba.it
Adresse postale: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC) - Università degli Studi di Bari - Dip. Lettere Lingue Arti - Palazzo Lingue - Via Garruba, 6 - 70122 BariVia
Suggéré par: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC)
Courriel: 
grec.prixmurat@uniba.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
21/10/2019
Date de fin de l'événement: 
23/10/2019
Ville de l'événement: 
Bari
Type d'événement: 
Séminaires et conférences
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Premio Murat, letteratura francese extrême contemporain, Aliona Gloukhova
Site web de référence: 
www.grecart.it

La comédie et l'étranger: XVIe-XXIe siècles

Résumé de l'annonce: 
Colloque organisé par Florence Bistagne et Jean-Claude Ternaux (Avignon Université)
La comédie et l'étranger: XVIe-XXIe siècles (Avignon, 17-18 octobre 2019) Campus Hannah Arendt Site Centre-Ville 2E07 Colloque organisé par Florence Bistagne et Jean-Claude Ternaux (Avignon Université) Comité scientifique : Antonia Amo-Sanchez, Florence Bistagne, Sophie Gaillard, Maddalena Gonzales, Nathalie Mate-Barbier, Jean-Claude Ternaux (Avignon Université); Richard Cooper (Brasenose College, Oxford); Pascal Debailly (Université Paris Diderot); Rosanna Gorris Camos (Université de Vérone); Isashi Iwan (Université de Osaka); Français Roudaut (Univeristé Paul Valery, Montpellier) Programme complet: https://cutt.ly/Ieifcxh
Nom du contact: 
rosanna gorris
Courriel du contact: 
rosanna.gorris@univr.it
Suggéré par: 
Rosanna Gorris Camos
Courriel: 
rosanna.gorris@univr.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
17/10/2019
Date de fin de l'événement: 
18/10/2019
Ville de l'événement: 
Avignon
Type d'événement: 
Colloques
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
comédie; étranger; siècles XVIe-XXIe
Site web de référence: 
http://www.cinquecentofrancese.it/index.php/archivio/443-la-comedie-et-l-etranger-xvie-xxie-siecles-avignon-17-18-octobre-2019?fbclid=IwAR0TgfKhRMuU3MpXo6yjBqs2gjHqwYrroLmIK5z8QsL7WEmhkYXrWtU0vwM

Au commencement était la traduction

L'antichambre grecque de la tragédie française

Résumé de l'annonce: 
Tristan Alonge (Université de la Réunion) terrà una lezione nell’ambito del Seminario Dottorale "Editoria ed Eresia". L’accordo Erasmus tra l’Università di Verona e l’Université de la Réunion verrà presentato in questa occasione.
➡️ 22 ottobre 2019, ore 15,40 Aula T.7 Palazzo di Lettere/Lingue Via San Francesc 22, Verona Con la lezione si coglierà l'occasione di presentare l'accordo Erasmus tra l’Università di Verona e l’Université de la Réunion Docente responsabile: Prof. Rosanna Gorris Camos Contrairement aux apparences, en matière théâtrale la Renaissance fut grecque avant que latine : c’est en lisant et en traduisant les tragiques athéniens que les humanistes français redécouvrent le drame antique, qu’ils prennent conscience de l’écart existant entre la structure classique de ce dernier et les Moralités issues du Moyen-âge. À travers l’analyse des huit traductions qui nous sont parvenues – dont l’une inédite –, l'intervention se propose d’anticiper d’une vingtaine d’année la date de naissance de la tragédie française, en la déplaçant aux années 1530. Elle montre que le développement du genre, qui rivalise à armes égales avec l'Italie, se situe à ce moment-là à un carrefour décisif, dans un entre-deux, soumis encore aux logiques des Moralités et du théâtre médiéval, tout en aspirant à reproduire le théâtre antique. Une comparaison minutieuse avec leurs sources athéniennes permet de démontrer que les huit traductions s’apparentent par moments à de réelles adaptations et représentent donc un passage obligé, une antichambre ouvrant la voie à la naissance de la tragédie française humaniste.
Nom du contact: 
Rosanna Gorris Camos
Courriel du contact: 
rosanna.gorris@univr.it
Suggéré par: 
Rosanna Gorris Camos
Courriel: 
rosanna.gorris@univr.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
22/10/2019
Date de fin de l'événement: 
22/10/2019
Ville de l'événement: 
Verona
Type d'événement: 
Séminaires et conférences
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
tragédie française
Site web de référence: 
https://www.facebook.com/dlls.univr/photos/a.2062383650506596/2457529534325337/?type=3&theater&ifg=1

Histoire d’entalenter.

Les émotions dans le récit bref européen, entre Moyen Âge et première modernité.

Résumé de l'annonce: 
Journée d’étude, le 9 décembre 2020
« Histoire d’entalenter : Les émotions dans le récit bref européen, entre Moyen Âge et première modernité » Mercredi 9 décembre 2020 Université Littoral – Côte d’Opale, Boulogne-sur-Mer Unité de Recherche H.L.L.I. (EA 4030) Ces dernières années, les recherches sur les émotions n’ont eu cesse de se développer dans le domaine des études médiévales, littéraires et historiques et bien au-delà. En effet, la question des émotions, qui relève de celle des mentalités, paraît essentielle pour mieux appréhender l’objet que constitue toute œuvre littéraire, qu’elle soit fictionnelle ou réelle. L’objectif de cette journée d’étude est de s’interroger sur la place occupée par les émotions dans le récit bref en Europe au Moyen Âge et au début de la Renaissance. Étant donné sa forme courte, le plus souvent synonyme de concision et d’économie textuelle, ce genre est-il propice à l’expression paroxystique, ciblée, efficace des émotions ? Comment les actes émotifs (Reddy, The Navigation of Feeling. A Framework for the History of Emotions, 63 sq.) sont-ils mis en scène dans ces textes baignant dans l’oralité autant que dans la mouvance de plus en plus maîtrisée de la textualité ? Quel est le lexique employé pour dire et faire le jeu des émotions ? Qu’en est-il de la gestuelle et de la physionomie associées à leur expression ? Existe-il des émotions sous-entendues plutôt que dites ? Tabouées ? Prônées ? Politiquement (in)correctes ? Les émotions, qu’elles soient individuelles ou collectives, sont à comprendre ici dans leur acception la plus large, qui comprend les passions, les sentiments et les affects (cf. B. Rosenwein, Emotional communities, p. 4-5). Dans le cadre de cette réflexion, l’on s’intéressera au récit bref sous toutes ses formes : exemplum, dit, fabliau, lai, nouvelle et conte. La confrontation de récits issus de différentes aires géographiques européennes (Allemagne, Espagne, France, Grande-Bretagne, Italie …) sera aussi l’occasion de s’interroger sur l’émergence d’une sensibilité narrativement efficace, relevant de la poétique de la brièveté et de la pragmatique de l’acmé. Les propositions de communications (résumé de 10 lignes + un bref CV) sont à adresser, avant le 15 novembre 2019, aux deux adresses mail suivantes : alexandra.velissariou@univ-littoral.fr brindusagrigoriu@yahoo.fr Les frais de déplacement des participants ne pourront pas être pris en charge dans le cadre de la journée d’étude. Organisateurs : Brindusa Grigoriu (Université de Iasi) Alexandra Velissariou (Université Littoral – Côte d’Opale) Comité scientifique : Jean Devaux (Université Littoral – Côte d’Opale) Luca Pierdominici (Université de Macerata) Danielle Quéruel (Université de Reims – Champagne Ardenne)
Nom du contact: 
Alexandra Velissariou ; Brindusa Grigoriu
Courriel du contact: 
alexandra.velissariou@univ-littoral.fr ; brindusagrigoriu@yahoo.fr
Suggéré par: 
Luca Pierdominici
Courriel: 
luca.pierdominici@unimc.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
15/11/2019
Ville de l'événement: 
Boulogne-sur-Mer
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
émotions, récit bref, Moyen Âge, Renaissance, première modernité
Site web de référence: 
https://www.fabula.org/actualites/les-emotions-dans-le-recit-bref-europeen-entre-moyen-ge-et-premiere-modernite_92765.php

Les impressions d’un instant: les échos croisés de Proust et Woolf

Quaderni proustiani, n. 14, 2020, a cura di E. Bolchi e D. Vago

Résumé de l'annonce: 
AàC pour le numéro 14 de la revue Quaderni proustiani (2020). Date limite pour l'envoi des articles: le 30 avril 2020
Argumentaire Dans son essai Phases of fiction, Virginia Woolf encadre Marcel Proust parmi les écrivains «psychologues»e n le définissant «tellement poreux, tellement flexible, voire parfaitement réceptif, que nous ne le sentons que comme un fourreau, fin et néanmoins élastique, s’allongeant toujours davantage et servantn on pas à imposer une opinion, mais à renfermer un univers». Cette affirmation pourrait bien être référée à Woolf elle-même, flexible et réceptive, possédant cette «porosité» d’esprit dont elle parle dans A Room of One’s Own. D’ailleurs, l’adjectif «poreux» pourrait s'étendre au protagoniste de la Recherche qui, grâce à son hyperesthésie, tente de restituer une unité aux rapports hétérogènes qu’il a instaurés avec le monde sensible. Virginia Woolf aussi bien que Marcel Proust cherchent tous les deux à concrétiser les impressions fugitives d’un instant en leur donnant une forme solide, dont font partie intégrante les objets matériels tout comme les espaces physiques. Cette double porosité a été l’objet d’analyses différentes, qui se sont concentrées en particulier sur la réception et les influences de Proust chez Woolf (Painter 1972, Dezon-Jones 1978, Eells 1996, Chelain 2013, Lewis 2008, Wolkenstein 2010), aussi bien que sur l’analyse de la temporalité dans leur prose (Delaplace 2007, Chaudier 2009, Giulietti 2013). Une autre convergence dans les études concerne les rapports entre écriture et peinture (Leonard 1981, Mares 1989, Godeau 2003), à l’égard de l’esthétique impressionniste et postimpressionniste, aussi bien qu’en relation à la transformation esthétique de la réalité, vue à travers une fenêtre ou des vitraux. Dans la plupart de ces études, les chercheurs ont souligné les correspondances stylistiques existant entre les deux écrivains, leur tension entre l’éphémère et le durable, les aspects les plus intimes de leur écriture aussi bien que la modernité de leur prose (qui détruit toute illusion de linéarité temporelle, par exemple); il faut néanmoins tenir compte, comme S. Chaudier l’a intelligemment montré, de la différence qui existe entre leurs deux postures d’auteur. Beaucoup ont souligné comment Woolf, en se confrontant avec Proust, craignait d’être en retard, ou inférieure, par rapport à l’auteur de la Recherche (Cheilan, Giulietti). Dans ce tableau, il nous semble manquer une analyse plus approfondie des échos réciproques existant au niveau de la réception des deux écrivains, dans leur pays natal aussi bien qu’en Italie, par exemple. Ces interférences agissent surtout sur–et par le bais –des traductions. En nous inspirant de la méthodologie proposée par Gilles Philippe dans son essai French style (2016), nous voudrions retrouver des échos et des consonances, stylistiques aussi bien que structurelles, dans les traductions de deux écrivains et à partir de celles-ci. Scott-Moncrieff, qui le premier atraduit Proust en anglais, a permis à Woolf et à toute sa génération de découvrir l’auteur de la Recherche: Woolf a été influencée par Scott-Moncrieff, à tel point que Cheilan a pu affirmer qu’«à partir de 1922, tous les romans woolfians seront proustians». Jusqu’à quel point le Proust «imparfait» de Moncrieff (souvent un «Anglicized Proust» qui renvoie aussi à la prose d’un Henry James) a facilité son assimilation de la part de Woolf, qui en effet lisait Proust en original aussi bien que dans sa traduction anglaise? Dans une perspective plus ample, comment «le moment français» de la littérature anglaise (moment qui s’étend selon G. Philippe de 1880 à 1930) a pu favoriser et remodeler les échos entre Proust et Woolf? Vice-versa, nous invitons les chercheurs à étudier si, et jusqu’à quel point, les traductions de Woolf en français gardent ou nient des traces proustiennes, à partir des premières traductions des années 1920 jusqu’aux versions plus récentes (Woolf a été plusieurs fois traduite en français, même récemment). Y a-t-il des échos plus profonds entre ces deux auteurs dans une tierce langue, comme par exemple l’italien? En revenant à l’idée de «porosité», jusqu’à quel point la littérature nationale du XXe siècle est redevable d’influences ressortant des échos croisés entre Proust et Woolf? Voici quelques pistes pour lesquelles nous invitons les chercheurs en études anglaises, françaises, italiennes, en littérature comparée, en stylistique et en traductologie à proposer leur contribution pour ce numéro thématique des Quaderni proustiani. Pour son issue de 2020, ce numéro est ouvert à d’autres contributions revoyant aux relations obliques existant entre les deux écrivains du «Modernisme». Modalité de présentation des contributions Date d’échéance pour l’envoi des articles définitifs: le 30 avril 2020 •Résumé de 500 signes, espaces comprises •Biobibliographie de 300 signes, espaces comprises •Article de maximum 50.000 signes, espaces comprises •Bibliographie en fin d’article •Mise en page selon le modèle Word et les normes de la revue (téléchargeable sur le site de Padova University Press). Révision en double aveugle •Retour des avis: pour le 15 mai 2020. •Réponse de la revue: le 15 juin 2020. •Correction des épreuves: juillet 2020
Nom du contact: 
Davide Vago
Courriel du contact: 
davide.vago@unicatt.it
Suggéré par: 
Davide Vago
Courriel: 
davide.vago@unicatt.it
elisa.bolchi@unicatt.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
30/04/2020
Ville de l'événement: 
Padova
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Proust, Marcel; Woolf, Virginia; comparatisme; stylistique; traduction
Site web de référence: 
https://quaderniproustiani.padovauniversitypress.it/quaderni-proustiani-14-2020

La langue ne rougit pas. Essai

Contenu de l'annonce: 

Parler à langue déliée, sans langue de bois, de cette langue du Moyen Âge au prisme du contemporain : telle est la vocation de cette langue qui ne rougit pas. En faisant du récit scientifique une aventure personnelle, Nelly Labère propose une leçon d’étonnement qui permet d’aborder de manière...

Image de l'annonce: 
Catégorie principale: 
Suggéré par: 
Luca Pierdominici
Courriel: 
luca.pierdominici@unimc.it
ISBN: 
9788899913748
Collection: 
Piccola Biblioteca di Studi Medievali e Rinascimentali, 3 (ISSN 2039-1412)
Anonyme
Éditeur: 
Aras Edizioni
Lieu de parution: 
Fano (Pesaro Urbino)
Date de parution: 
Vendredi, Août 30, 2019
Date de mise en ligne: 
Vendredi, Août 30, 2019
URL: 
https://www.arasedizioni.com/catalogo/la-langue-ne-rougit-pas-essai/
Langue: 
Francese
Mots-clés: 
Moyen Âge, littérature, essai, égo-histoire, histoire
Site web de référence: 
https://www.arasedizioni.com/catalogo/la-langue-ne-rougit-pas-essai/

La plume et la fourchette : de la nourriture en littérature

Nouvelle Fribourg, n. 5

Résumé de l'annonce: 
Le prochain numéro de "Nouvelle Fribourg" vise à analyser les représentations de la nourriture dans la littérature française à partir du XIXe siècle jusqu'à l'époque contemporaine.
Qu’est-ce que la nourriture ? Selon Roland Barthes, « ce n’est pas seulement une collection de produits, justiciables d’études statistiques ou diététiques. C’est aussi et en même temps un système de communication, un corps d’images, un protocole d’usage, de situations et de conduites » (Pour une psycho-sociologie de l’alimentation contemporaine, 1961). Si tous les arts, et en particulier la peinture et la photographie, ont toujours célébré la nourriture depuis leur origine, la littérature n’en fait pas moins. Pourquoi tant d’intérêt pour un sujet apparemment banal ? Nous suggérons que c’est en vertu de sa nécessité pour l’être humain, cet humain qui est d’ailleurs au cœur de toute tentative et ambition littéraire. Chaque écrivain traduit par sa plume l’existence sous ses aspects les plus divers, et l’acte vital de manger trouve par conséquent dans la création littéraire une place essentielle. Comme Alexandre Dumas, qui nous a offert sa « bible culinaire », de nombreux artistes ont parsemé en effet leurs ouvrages de gestes liés à ce besoin primordial. Si l’alimentation est indispensable à la survie du corps et de l’esprit, elle est pourtant célébration, consolation, séduction, éros, offrande, soulagement : autrement dit, elle est inscrite en profondeur dans l’expérience perceptive et dans la sensibilité d’un individu et d’une société. La nourriture apparaît en effet comme la marque par laquelle s’exprime un peuple, un ensemble social, dans son rapport au monde. Nous pourrions pour cela affirmer à juste titre qu’elle est mode de vie et langage à la fois. Les descriptions des tables, des repas, les mots que s’échangent les convives ne se bornent pas à donner plus de réalisme aux œuvres littéraires. Ils permettent de découvrir les enjeux constitutifs des sujets romanesques et la vision du monde que ceux-ci incarnent. C’est dans cette perspective qu’il faudrait relire et analyser les comportements et les gestes des mangeurs, afin d’en dégager l’importance au-delà de la fonction thématique dans l’ensemble d’un texte littéraire. En effet, l’acte de s’alimenter implique le plus souvent commensalité, c’est-à-dire convivialité autour d’un repas. Le plaisir de manger, outre à donner libre essor à la jouissance physique, voire charnelle, relève du désir de partage et de la volonté d’établir des liens entre les individus. Cela dit, nous avons considéré jusqu’ici la nourriture comme soumise au geste humain et comme objet de marchandisation. Elle est pourtant sujet actif pourvu de sa propre autonomie et de son existence au-delà de l’individu qui se l’approprie. Pour cette raison, l’homme a voulu donner sa voix à ce qui ne la possède pas, dans l’intention d’explorer un univers étranger et à l’apparence impénétrable. Que l’on songe par exemple à cette célèbre description des légumes dans Le Ventre de Paris : « Les cœurs élargis des salades brûlaient, (…) les carottes saignaient, les navets devenaient incandescents, dans ce brasier triomphal » que Zola essaie d’animer à travers une anthropomorphisation. Suivant l’esthétique zolienne du débordement, très proche du gigantisme rabelaisien, les aliments dépassent ici leurs limites en nombre et en nature, jusqu’à vivre, agir et souffrir comme des êtres. Le monde animal se prête encore mieux à un travail d’identification et de rapprochement visant au développement d’une empathie entre les différentes espèces vivantes. Seulement la reconnaissance de la pleine subjectivité des animaux les affranchit de leur condition de simples biens de consommation, de manière que leur point de vue soit effectivement pris en compte. Toutes ces réflexions, d’une extrême actualité, nous poussent à formuler une question : qu’enseigne la littérature à propos du rapport entre l’homme et l’environnement dans une perspective durable ? Pour conclure, comme le dit Claude Lévi-Strauss, « il ne suffit pas qu’un aliment soit bon à manger, encore faut-il qu’il soit bon à penser ». C’est pour cela que dans le prochain numéro de Nouvelle Fribourg nous vous invitons à alimenter les interrogatifs liés à ce fondement incontournable de la vie quotidienne, en particulier dans la littérature française du XIXe, XXe et XXIe siècles. Nous vous prions de nous envoyer vos propositions d’article avant le 31 octobre 2019 à l’adresse suivante : info@nouvellefribourg.com Calendrier  Date limite pour la remise des propositions :  31 octobre 2019 Date limite pour la remise des contributions : 31 décembre 2019 Vous pouvez envoyer vos propositions de titre accompagnées de 10 lignes de projet et d’une courte biographie professionnelle à l’adresse info@nouvellefribourg.com. Le Comité scientifique de lecture prendra sa décision dans les jours qui suivront et nous communiquerons ensuite les consignes éditoriales aux auteurs sélectionnés. Présentation du projet Nouvelle Fribourg Nouvelle Fribourg est une revue de recherche scientifique en langue française, prioritairement axée sur des questions d’ordre littéraire, stylistique, didactique et interdisciplinaire. Nouvelle Fribourg invite les professeurs, chercheurs et étudiants francophones à contribuer à la publication d’articles consacrés à la littérature française du XIXe, XXe et XXIe siècles, à la critique et à l’enseignement du FLE, mais aussi à la littérature comparée. Chaque article répondant à nos appels à contribution et publié dans Nouvelle Fribourg sera soumis de manière anonyme à un Comité scientifique de lecture (selon la modalité de la double peer review), conformément au protocole des revues savantes. Nous vous invitons à visiter notre site internet et à explorer toutes ses sections à l’URL suivant : http://www.nouvellefribourg.com
Nom du contact: 
Federica Locatelli, Chiara Nifosi
Courriel du contact: 
info@nouvellefribourg.com
Suggéré par: 
Federica Locatelli, Chiara Nifosi
Courriel: 
info@nouvellefribourg.com
Date de début ou date limite de l'événement: 
05/08/2019
Date de fin de l'événement: 
31/10/2019
Ville de l'événement: 
Milan
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Site web de référence: 
http://www.nouvellefribourg.com

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