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Parler dulcement d’amur. Identità, desiderio, racconto nei testi antico-francesi della leggenda di Tristano (XII sec.)

Contenuto dell'annuncio: 

" Nella cosiddetta fine lunga del romanzo di Thomas d’Angleterre, Isotta, giunta troppo tardi, si rivolge al corpo esanime dell’amato e scandisce un’ipotesi impossibile, fantasticando che, se fosse arrivata in tempo, avrebbe salvato la vita a Tristano e gli avrebbe parlato – dulcement – del loro amore. Anche se solo per via ipotetica, l’eroina si appropria, con le sue ultime parole, del ruolo che la tradizione attribuisce notoriamente al protagonista maschile: quello di cantore della sua storia, di narratore della parabola tristaniana. Il quadro perfetto dell’idillio amoroso è, per quest’amante esemplare, una fusione di baci e racconto, abbracci e memoria. La condizione dell’amore è contemplata come una condizione narrativa. Amare è raccontare il proprio amore, figurarsi come personaggi, inscriversi in un narrato. L’amore è un atto di parola, senza essere per questo negato come atto fissato da una performance dei corpi, evento che si dipana tra due esistenze.

Note sull'autore
Teodoro Patera è ricercatore presso la Georg-August-Universität di Göttingen. Laureato in Lettere all’Università di Roma Tor Vergata, specializzato in Studi medievali a Ginevra, ha conseguito il dottorato in Scienze linguistiche, filologiche, letterarie presso l’Università di Macerata."

Fonte: http://eum.unimc.it/it/catalogo/567-parler-dulcement-damur

Segnalato da: 
Luca Pierdominici
Email: 
luca.pierdominici@unimc.it
Autore: 
Teodoro Patera
Editore: 
EUM Edizioni Università di Macerata
Luogo della pubblicazione: 
Macerata
Data di pubblicazione: 
05/02/2018
Data di pubblicazione online: 
05/02/2018
ISBN: 
978-88-6056-534-1
Categoria principale: 
Sito web di riferimento: 
http://eum.unimc.it/it/catalogo/567-parler-dulcement-damur