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XXI secolo

Colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen

Riassunto dell'annuncio: 
Le colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen propose un tour d'horizon épistémologique de l'intermédialité.
Le colloque Formes et (en)jeux de l’intermédialité dans l’espace européen propose un tour d'horizon épistémologique de l'intermédialité. Située dans un « entre-deux » tant méthodologique que disciplinaire – car naviguant en permanence entre systèmes de signes, arts et médias –, la réflexion sur l'intermédialité peut s’organiser selon deux axes principaux : mise(s) en relation intermédiales : le passage du mot à l’image (fixe et/ou mobile) et inversement et mise(s) en scène intermédiales : de l’idéal du Gesamtkunstwerk aux performances contemporaines. Le colloque se tiendra à l'Université Jean Monnet de Saint-Etienne les 27 et 28 septembre 2017.  Voir programme ci-dessous.
Nome del contatto: 
Patricia Viallet & Emmanuel Marigno
Email del contatto: 
viallet.patricia@orange.fr, emmanuel.marigno@univ-st-etienne.fr
Segnalato da: 
elisa bricco
Email: 
Elisa.bricco@unige.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
27/09/2017
Data di fine dell'evento: 
28/09/2017
Luogo dell'evento: 
Université Jean Monnet Saint-Etienne
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Parole chiave: 
Intermedialità, letteratura, cinema, fumetto, fotografia, danza, musica
Sito web di riferimento: 
https://www.univ-st-etienne.fr/fr/celec/agenda/annees-2016-2020/colloque-intermedialite.html

Itinéraires. Littérature, textes, cultures

Contenuto dell'annuncio: 

Ce numéro propose des interrogations concernant les représentations contemporaines des banlieues et des espaces périurbains. Si, à l’origine, la « banlieue » désigne un espace géographique et administratif, il renvoie toutefois depuis longtemps à son usage métaphorique comme « inscription...

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TItolo del numero: 
« Banlieues » : entre imaginaires et expériences
Categoria principale: 
Email: 
nancy.murzilli@unige.it
Direttore(i) scentifico(i): 
Elisa Bricco, Serena Cello, Catherine Douzou, Nancy Murzilli (dir.)
Lingua: 
Data di pubblicazione online: 
Thursday, July 20, 2017
Data di pubblicazione: 
Thursday, July 20, 2017
Segnalato da: 
Nancy Murzilli

Scritture Melomani: tradurre le emozioni musicali

Riassunto dell'annuncio: 
Convegno organizzato dal gruppo di lavoro “Intermédialité et intersémiose” (Do.Ri.F) diretto da Elisa Bricco e Licia Reggiani.
Scritture Melomani: tradurre le emozioni musicali Convegno organizzato dal gruppo di lavoro “Intermédialité et intersémiose” (Do.Ri.F) diretto da Elisa Bricco e Licia Reggiani. Scadenza per le proposte : 15 dicembre 2019 Convegno: 29-30 giugno 2020 a Genova Call for papers Nell’ambito degli studi delle interconnessioni artistiche, lo studio dei legami tra letteratura e musica è spesso trascurato dai ricercatori poiché considerato troppo tecnico, quando invece si ritiene di essere in grado di “leggere” un quadro, una fotografia o un film. Eppure, la musica è parte integrante della nostra esistenza e le sue molteplici forme, tra cui in particolare la canzone, sono oggetto di studi approfonditi. Il progetto intende prendere in esame gli scritti sulla musica che, per la loro diversità e per quello che ci dicono del contesto che li ha visti nascere, meritano anch’essi l’attenzione degli studiosi. In Francia, tali lavori godono già da diversi decenni dell’interesse dei ricercatori. A tal proposito, un lavoro in più volumi sarà pubblicato a breve dalle Presses Universitaires de Rennes sulla critica musicale, esito del programma internazionale “La critique musicale au XXe siècle”. Il progetto si pone come obiettivo lo studio delle forme della musicografia, e in particolare il modo in cui la scrittura traduce e traspone le emozioni provocate dalla musica. La melomania e la questione dell’emozione musicale costituiscono l’oggetto di un paradosso: in effetti se appare evidente che il desiderio di scrivere sulla musica nasce dal piacere dell’ascolto, e di una melomania più o meno affermata, la critica musicale, dall’inizio del XX secolo, si è tuttavia mostrata diffidente nei confronti del linguaggio dei sentimenti e delle emozioni soggettive. A questa diffidenza istituzionale si aggiunge una difficoltà: la questione dell’”emozione musicale” è complessa, poiché il rapporto della musica con le emozioni si è profondamente modificato nel corso del tempo. Se la musica antica poggiava su una griglia prestabilita di legami tra forme musicali e affetti, al contrario il romanticismo ha allargato lo spettro a tutte le emozioni individuali, rendendole fluide e impossibili da cartografare. Dal canto suo il XX secolo modernista, ha spesso tentato di eliminare la possibile empatia delle opere, a favore di una marcata attenzione alla forma. Pertanto, in quest'ottica risulta indispensabile integrare e studiare la nozione di ascolto, ponendoci “all’ascolto dell’ascolto”. In altre parole: in cosa consiste l’esperienza uditiva e perchè fa scaturire tra i melomani un desiderio di scrittura? Questa scrittura vuole essere una trasposizione, una trasformazione, o altro? Quale legame sussiste tra il testo prodotto e la musica che lo ha generato? Inoltre, le emozioni prodotte dalla musica sono assimilabili alle emozioni comuni, o è necessario parlare di un tipo di emozione particolare che non potrebbe essere provocata altro che da se stessa? Infine, sarebbe altresì interessante studiare la funzione sociale che rivestono la melomania e l’espressione dell’emozione musicale. Un saggio americano tradotto e pubblicato recentemente in Francia, Anatomie de la folle lyrique (Wayne Koestenbaum, The Queen’s Throat, 1993) interroga il presunto legame privilegiato tra gli omosessuali e la melomania, e più ampiamente i particolari meccanismi sottesi all’amore folle per l’opera – nella sua dimensione personale, carnale o identitaria. Sarebbe interessante sviluppare una riflessione analoga su altri tipi di melomania. Come si possono qualificare, inoltre, le “emozioni collettive” provocate da un inno patriottico, un canto partigiano, una marcia, etc. espressioni dell’ethos di un popolo, di una comunità, o di un gruppo sociale? Queste emozioni come esprimono se stesse nel discorso sulla musica? Il progetto è interdisciplinare e sono ben accette le proposte provenienti da diversi ambiti scientifici, quali la letteratura, la musicologia, la linguistica, la traduttologia, la storia, la filosofia, le scienze cognitive. Tuttavia, l’accento dovrà essere posto sulla ricezione di – e il discorso su la musica, e non sul modo in cui la musica stessa tenta di trasmettere le emozioni. Oltre alle questioni e agli interrogativi fin qui enucleati, potranno essere studiati anche i seguenti assi di ricerca: • Diversità di espressione (di linguaggio, generica, formale) dell’emozione musicale e della melomania; • Studio linguistico del linguaggio delle emozioni musicali come espresso nei testi musicografici; • Fenomenologia dell’ascolto: cosa succede tra l’esperienza uditiva e la sua trascrizione letteraria o linguistica? • Modalità di trasformazioni linguistiche e letterarie dell’ascolto musicale e in particolare dell’ascolto interiore: come la scrittura riconfigura l’esperienza uditiva, come ricostruisce l’emozione percepita? • Studi sulla posizione dell’autore “musicografo” nel campo musicale (praticanti, critici e dilettanti della musica). Non solo sente spesso il bisogno di giustificare la sua postura, ma è anche talvolta accusato di troppa tecnicità o troppa “letterarietà” (“letterarietà” può significare tendenza alla metafora, utilizzo di un lessico delle emozioni, o altro); • Articolazione tra melomania e melofobia; • Il ruolo dell’emozione nel lessico musicale; • Traduttologia dei testi musicografici. Diversi corpus possono essere presi in considerazione: critica (stampa, radio, web), narrativa (romanzo, racconto, autobiografia, autofiction), saggi (monografie, biografie) ma saranno privilegiati gli approcci non monografici e fortemente contestualizzati. Calendario Le proposte (300 parole), accompagnate da una breve bio-bibliografia, devono essere inviate entro il 15 dicembre 2019 contemporaneamente a elisa.bricco@unige.it e marie.gaboriaud@gmail.com. Le risposte saranno notificate ai partecipanti a partire dal 1° febbraio 2020. Il convegno si terrà a Genova il 29 e il 30 giugno 2020. Comitato organizzativo Margherita Amatulli (Università di Urbino Carlo Bo) Elisa Bricco (Università degli studi di Genova) Serena Cello (Università degli studi di Genova) Giulia D'Andrea (Università del Salento) Bruna Donatelli (Università Roma Tre) Nicola Ferrari (Università degli studi di Genova) Marie Gaboriaud (Università degli studi di Genova) Licia Reggiani (Università di Bologna) Chiara Rolla (Università degli studi di Genova) Laura Santone (Università Roma Tre) Loredana Trovato (Università di Trieste) Bibliografia AUDOIN-ROUZEAU, Stéphane, BUCH, Esteban, CHIMÈNES, Myriam et DUROSOIR, Georgie (dir.), La Grande Guerre des musiciens, Lyon, Symétrie, 2009 BACKES, Jean-Louis, Musique et littérature. Essai de poétique comparée, Paris, P.U.F., 1994. BAILBE, Joseph-Marc (dir.), La Critique artistique, un genre littéraire, Centre d'art esthétique et littérature, Paris, P.U.F., Publications de l'université de Rouen, 1983 BANVILLE, Théodore de, Critique littéraire, artistique et musicale choisie, Tome 1, Paris, Champion, 2003. DONATELLI, Bruna (dir.), Flaubert en musique, revue Flaubert [En ligne], n°21, 2019, URL: https://journals.openedition.org/flaubert/3419 CARON, Sylvain, et DUCHESNEAU, Michel (dir), Musique, art et religion dans l'entre-deux-guerres, Lyon, Symétries, 2009. D’ANDREA, Giulia, “Allegro, octave, ton : termini polisemici nel linguaggio musicale settecentesco », in Jacqueline Lillo (dir.), D’hier à aujourd’hui. Réception du lexique français de spécialité, Monza, Polimetrica International Scientific Publisher, 2011, p. 107-119. - « Le Dictionnaire de Rousseau, un outil toujours actuel pour la traduction spécialisé e», in Emmanuel REIBEL (dir.), Regards sur le Dictionnaire de musique de Rousseau, Paris, Vrin, 2016, p. 249-259. ERGAL, Yves-Michel, et FINCK, Michèle (dir.), Écriture et silence au XXe siècle, Strasbourg, P.U. de Strasbourg, 2010. ESCAL, Françoise, Contrepoints. Musique et littérature, Paris, Méridiens Klincksieck, 1990. GABORIAUD Marie, « Le discours musical, un objet en soi ? », Le Comparatisme comme approche critique. Littérature, arts, sciences humaines et sociales, Tome 2, Anne Tomiche (dir.), Classiques Garnier, 2017, p. 409-423. KELLY Barbara L. (ed.), French Music, Culture, and National Identity, 1870-1939, Rochester (NY) University of Rochester Press, 2008 LANDI, Michela, Il mare e la cattedrale. Il pensiero musicale nel discorso poetico di Baudelaire, Verlaine, Mallarmé, Milano, ETS, 2002. LOCATELLI, Aude, et LANDEROUIN, Yves (dir.), Musique et roman, Paris, Éditions Le Manuscrit, 2008. PICARD, Timothée, Sur les traces d’un fantôme : la civilisation de l’opéra, Paris, Fayard, 2016 - Verdi – Wagner, imaginaire de l’opéra et identités nationales, Arles, Actes Sud, 2013 - Âge d’or – décadence – régénération, un modèle fondateur pour l’imaginaire musical européen, Paris, Classiques Garnier, 2013 - Opéra et cinéma (avec Aude Ameille, Pascal Lécroart et Emmanuel Reibel), Rennes, PUR, coll. « Le Spectaculaire », 2017. REIBEL, Emmanuel, « Musique et littérature : plaidoyer pour la création d’un champ disciplinaire par-delà les disciplines », Fabula-LhT, n° 8, Le partage des disciplines, mai 2011, URL : http://www.fabula.org/lht/8/index.php?id=238, page consultée le 11 juillet 2013. - L'Écriture de la critique musicale au temps de Berlioz, Paris, H. Champion, 2005. SCHER, Steven Paul, Word and Music Studies 5. Essays on Literature and Music (1967-2004), Walter Bernhart and Werner Wolf (ed.), Amsterdam, New York, Rodopi, 2004. SCHLOEZER, Boris de, Comprendre la musique. Contributions à "La nouvelle revue française" et à "La revue musicale", 1921-1956, Timothée Picard (éd.), Rennes, Presses Universitaires de Rennes, 2011. SOUNAC, Frédéric (dir.), La Mélophobie littéraire. Revue littératures n°66, Toulouse, P.U. du Mirail, 2012. SZENDY, Pierre, Écoute : une histoire de nos oreilles, Paris, Éditions de Minuit, 2001. - « Un roi à l'écoute », Vacarme 2006/2, n° 35 [en ligne], p. 68-69. WOJCIECHOWSKA, Barbara (dir.), De la musique avant toute chose. Notes linguistiques et littéraires, Paris, L’Harmattan, 2014 ( textes réunis par Giulia D’ANDREA , Alessandra ROLLO, Maria SPAGNA, et Maria MASIELLO). > Versione francese nel file allegato.
Segnalato da: 
Marie Gaboriaud
Email: 
marie.gaboriaud@institutfrancais.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
15/12/2019
Luogo dell'evento: 
Genova
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
musica, musicografia, emozioni, melomania
Sito web di riferimento: 
https://argec.hypotheses.org/

10a Edizione Premio Murat

Prix Murat. Université de Bari. Un roman français pour l'Italie

Riassunto dell'annuncio: 
Premiazione scrittrice Aliona Gloukhova, autrice del romanzo "Dans l'eau je suis chez moi" (Verticales, 2018).
10a Edizione Premio Murat. Università di Bari. Un romanzo francese per l'Italia Prix Murat. Université de Bari. Un roman français pour l'Italie (Bari, 21 ottobre 2019) Lunedì 21 ottobre alle ore 9.30, presso il cinema-teatro AncheCinema ((ex-cinema Royal, Corso Italia, 112, Bari), in occasione della 10a edizione del “Prix Murat. Università di Bari. Un romanzo francese per l'Italia”, si terrà la premiazione della scrittrice Aliona Gloukhova, con il romanzo Dans l'eau je suis chez moi (Verticales, 2018). Il Premio che coinvolge gli studenti di lingua francese dell’Università di Bari e quelli di ben 32 scuole delle province di Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Taranto e Matera, mira a consolidare l'attenzione per la lettura, l'interesse per la letteratura e l'apertura verso la cultura più specificamente francese. Nata a Minsk (Bielorussia) nel 1984, l'autrice ha studiato Arti visive all'Università di San Pietroburgo prima di lavorare come traduttrice, insegnante e organizzatrice di eventi culturali. Nel 2015, ottiene un Master in creazione letteraria all'Università Paris-8 e si trasferisce in Francia dove risiede tuttora. Il romanzo premiato è la sua opera prima e rientra nel filone dell'autofiction. Aliona aveva 11 anni quando, nel novembre 1995, suo padre scompare nel naufragio di un veliero al largo della costa turca. Poiché il suo corpo non è mai stato ritrovato, il lutto è impossibile. L'acqua è il motore di questa scrittura che racconta l'assenza, tracciando il ritratto di quest'uomo sfuggente. A sua figlia, di fatto, non restano che supposizioni e chimere da condividere con i lettori. Interverranno il Magnifico Rettore, Prof. Stefano Bronzini, il Prof. Antonio Uricchio, Direttivo ANVUR, il Prof. Matteo Majorano, fondatore del Premio, la Prof.ssa Marie Thérèse Jacquet, coordinatrice dell'evento insieme al GREC, la scrittrice e l'editore Yves Pagès delle Edizioni Verticales. Collegati a questa edizione del Premio Murat, due incontri con la scrittrice. Martedì 22 ottobre, alle ore 10.30, al Palazzo Tupputi di Bisceglie, terrà la conferenza "L'écriture chez moi. Le français d’Aliona Gloukhova" e un atelier di scrittura, cui parteciperanno gli studenti dell'Istituto Dell'Olio, coordinati dal Prof. Vincenzo di Noia e da alcuni membri del GREC. Mercoledì 23 ottobre, incontrerà gli studenti di Lingue per un seminario su Une écriture venue d'ailleurs, alle ore 9.50.
Nome del contatto: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC)
Email del contatto: 
grec.prixmurat@uniba.it
Indirizzo postale: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC) - Università degli Studi di Bari - Dip. Lettere Lingue Arti - Palazzo Lingue - Via Garruba, 6 - 70122 BariVia
Segnalato da: 
Groupe de Recherche sur l'Extrême Contemporain (GREC)
Email: 
grec.prixmurat@uniba.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
21/10/2019
Data di fine dell'evento: 
23/10/2019
Luogo dell'evento: 
Bari
Tipo di evento: 
Séminaires et conférences
Categoria principale: 
Parole chiave: 
Premio Murat, letteratura francese extrême contemporain, Aliona Gloukhova
Sito web di riferimento: 
www.grecart.it

La comédie et l'étranger: XVIe-XXIe siècles

Riassunto dell'annuncio: 
Colloque organisé par Florence Bistagne et Jean-Claude Ternaux (Avignon Université)
La comédie et l'étranger: XVIe-XXIe siècles (Avignon, 17-18 octobre 2019) Campus Hannah Arendt Site Centre-Ville 2E07 Colloque organisé par Florence Bistagne et Jean-Claude Ternaux (Avignon Université) Comité scientifique : Antonia Amo-Sanchez, Florence Bistagne, Sophie Gaillard, Maddalena Gonzales, Nathalie Mate-Barbier, Jean-Claude Ternaux (Avignon Université); Richard Cooper (Brasenose College, Oxford); Pascal Debailly (Université Paris Diderot); Rosanna Gorris Camos (Université de Vérone); Isashi Iwan (Université de Osaka); Français Roudaut (Univeristé Paul Valery, Montpellier) Programme complet: https://cutt.ly/Ieifcxh
Nome del contatto: 
rosanna gorris
Email del contatto: 
rosanna.gorris@univr.it
Segnalato da: 
Rosanna Gorris Camos
Email: 
rosanna.gorris@univr.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
17/10/2019
Data di fine dell'evento: 
18/10/2019
Luogo dell'evento: 
Avignon
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Parole chiave: 
comédie; étranger; siècles XVIe-XXIe
Sito web di riferimento: 
http://www.cinquecentofrancese.it/index.php/archivio/443-la-comedie-et-l-etranger-xvie-xxie-siecles-avignon-17-18-octobre-2019?fbclid=IwAR0TgfKhRMuU3MpXo6yjBqs2gjHqwYrroLmIK5z8QsL7WEmhkYXrWtU0vwM

Publif@rum

Contenuto dell'annuncio: 

Un questionnaire envoyé par courriel, vingt artistes et écrivain.e.s ont répondu. Une interrogation sur ce qui motive l’hybridation des pratiques artistiques et littéraires aujourd’hui. Cet ouvrage présente un regard sur les entrecroisements des arts du point de vue de ceux qui en sont les...

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Parole chiave: 
littérature, intermédialité, écrivain, art et écriture
ISSN formato elettronico: 
1824-7482
TItolo del numero: 
La littérature et les arts : paroles d’écrivain.e.s
Categoria principale: 
Email: 
elisa.bricco@unige.it
Direttore(i) scentifico(i): 
Margareth Amatulli, Elisa Bricco, Nancy Murzilli, Chiara Rolla
Editore: 
Dipartimento di Lingue e Culture Moderne - Università di Genova
Lingua: 
Data di pubblicazione online: 
Sunday, September 22, 2019
Data di pubblicazione: 
Sunday, September 22, 2019
Luogo della pubblicazione: 
Genova
Segnalato da: 
Elisa Bricco

Esclandre / Scandalo

Riassunto dell'annuncio: 
Le colloque entend explorer les différentes facettes d’esclandre/scandalo dans la littérature et les arts, en France comme en Italie, depuis le Moyen Age jusqu'à l’âge contemporain.
Proposta di contributo per il convegno "Esclandre - Scandalo", che si terrà all'Università di Macerata nei giorni 5-6 ottobre 2020. Organizzato nell'ambito degli accordi di laurea binazionale Mediazione Linguistica-Macerata/Université Clermont-Auvergne, esso darà luogo alla pubblicazione di Atti nel n°2 della collana internazionale "Regards croisés", pubblicata presso le EUM-Edizioni Università di Macerata. Gli organizzatori sono: - Donatella Bisconti, UCA - IHRIM, - Daniela Fabiani - Università di Macerata, - Cristina Schiavone - Università di Macerata, - Luca Pierdominici - Università di Macerata. Le proposte di intervento andranno inviate entro il 30 marzo 2020 a : Donatella Bisconti (université Clermont Auvergne): donatella.bisconti@uca.fr Cristina Schiavone (università degli Studi di Macerata): cristina.schiavone@unimc.it Dettagli in allegato.
Nome del contatto: 
Luca Pierdominici / Cristina Schiavone
Email del contatto: 
luca.pierdominici@unimc.it / cristina.schiavone@unimc.it
Segnalato da: 
Marie Gaboriaud
Email: 
marie.gaboriaud@institutfrancais.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/03/2020
Luogo dell'evento: 
Macerata
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
scandalo, scandale, esclandre

La plume et la fourchette : de la nourriture en littérature

Nouvelle Fribourg, n. 5

Riassunto dell'annuncio: 
Le prochain numéro de "Nouvelle Fribourg" vise à analyser les représentations de la nourriture dans la littérature française à partir du XIXe siècle jusqu'à l'époque contemporaine.
Qu’est-ce que la nourriture ? Selon Roland Barthes, « ce n’est pas seulement une collection de produits, justiciables d’études statistiques ou diététiques. C’est aussi et en même temps un système de communication, un corps d’images, un protocole d’usage, de situations et de conduites » (Pour une psycho-sociologie de l’alimentation contemporaine, 1961). Si tous les arts, et en particulier la peinture et la photographie, ont toujours célébré la nourriture depuis leur origine, la littérature n’en fait pas moins. Pourquoi tant d’intérêt pour un sujet apparemment banal ? Nous suggérons que c’est en vertu de sa nécessité pour l’être humain, cet humain qui est d’ailleurs au cœur de toute tentative et ambition littéraire. Chaque écrivain traduit par sa plume l’existence sous ses aspects les plus divers, et l’acte vital de manger trouve par conséquent dans la création littéraire une place essentielle. Comme Alexandre Dumas, qui nous a offert sa « bible culinaire », de nombreux artistes ont parsemé en effet leurs ouvrages de gestes liés à ce besoin primordial. Si l’alimentation est indispensable à la survie du corps et de l’esprit, elle est pourtant célébration, consolation, séduction, éros, offrande, soulagement : autrement dit, elle est inscrite en profondeur dans l’expérience perceptive et dans la sensibilité d’un individu et d’une société. La nourriture apparaît en effet comme la marque par laquelle s’exprime un peuple, un ensemble social, dans son rapport au monde. Nous pourrions pour cela affirmer à juste titre qu’elle est mode de vie et langage à la fois. Les descriptions des tables, des repas, les mots que s’échangent les convives ne se bornent pas à donner plus de réalisme aux œuvres littéraires. Ils permettent de découvrir les enjeux constitutifs des sujets romanesques et la vision du monde que ceux-ci incarnent. C’est dans cette perspective qu’il faudrait relire et analyser les comportements et les gestes des mangeurs, afin d’en dégager l’importance au-delà de la fonction thématique dans l’ensemble d’un texte littéraire. En effet, l’acte de s’alimenter implique le plus souvent commensalité, c’est-à-dire convivialité autour d’un repas. Le plaisir de manger, outre à donner libre essor à la jouissance physique, voire charnelle, relève du désir de partage et de la volonté d’établir des liens entre les individus. Cela dit, nous avons considéré jusqu’ici la nourriture comme soumise au geste humain et comme objet de marchandisation. Elle est pourtant sujet actif pourvu de sa propre autonomie et de son existence au-delà de l’individu qui se l’approprie. Pour cette raison, l’homme a voulu donner sa voix à ce qui ne la possède pas, dans l’intention d’explorer un univers étranger et à l’apparence impénétrable. Que l’on songe par exemple à cette célèbre description des légumes dans Le Ventre de Paris : « Les cœurs élargis des salades brûlaient, (…) les carottes saignaient, les navets devenaient incandescents, dans ce brasier triomphal » que Zola essaie d’animer à travers une anthropomorphisation. Suivant l’esthétique zolienne du débordement, très proche du gigantisme rabelaisien, les aliments dépassent ici leurs limites en nombre et en nature, jusqu’à vivre, agir et souffrir comme des êtres. Le monde animal se prête encore mieux à un travail d’identification et de rapprochement visant au développement d’une empathie entre les différentes espèces vivantes. Seulement la reconnaissance de la pleine subjectivité des animaux les affranchit de leur condition de simples biens de consommation, de manière que leur point de vue soit effectivement pris en compte. Toutes ces réflexions, d’une extrême actualité, nous poussent à formuler une question : qu’enseigne la littérature à propos du rapport entre l’homme et l’environnement dans une perspective durable ? Pour conclure, comme le dit Claude Lévi-Strauss, « il ne suffit pas qu’un aliment soit bon à manger, encore faut-il qu’il soit bon à penser ». C’est pour cela que dans le prochain numéro de Nouvelle Fribourg nous vous invitons à alimenter les interrogatifs liés à ce fondement incontournable de la vie quotidienne, en particulier dans la littérature française du XIXe, XXe et XXIe siècles. Nous vous prions de nous envoyer vos propositions d’article avant le 31 octobre 2019 à l’adresse suivante : info@nouvellefribourg.com Calendrier  Date limite pour la remise des propositions :  31 octobre 2019 Date limite pour la remise des contributions : 31 décembre 2019 Vous pouvez envoyer vos propositions de titre accompagnées de 10 lignes de projet et d’une courte biographie professionnelle à l’adresse info@nouvellefribourg.com. Le Comité scientifique de lecture prendra sa décision dans les jours qui suivront et nous communiquerons ensuite les consignes éditoriales aux auteurs sélectionnés. Présentation du projet Nouvelle Fribourg Nouvelle Fribourg est une revue de recherche scientifique en langue française, prioritairement axée sur des questions d’ordre littéraire, stylistique, didactique et interdisciplinaire. Nouvelle Fribourg invite les professeurs, chercheurs et étudiants francophones à contribuer à la publication d’articles consacrés à la littérature française du XIXe, XXe et XXIe siècles, à la critique et à l’enseignement du FLE, mais aussi à la littérature comparée. Chaque article répondant à nos appels à contribution et publié dans Nouvelle Fribourg sera soumis de manière anonyme à un Comité scientifique de lecture (selon la modalité de la double peer review), conformément au protocole des revues savantes. Nous vous invitons à visiter notre site internet et à explorer toutes ses sections à l’URL suivant : http://www.nouvellefribourg.com
Nome del contatto: 
Federica Locatelli, Chiara Nifosi
Email del contatto: 
info@nouvellefribourg.com
Segnalato da: 
Federica Locatelli, Chiara Nifosi
Email: 
info@nouvellefribourg.com
Data di inizio o data limite dell'evento: 
05/08/2019
Data di fine dell'evento: 
31/10/2019
Luogo dell'evento: 
Milan
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Sito web di riferimento: 
http://www.nouvellefribourg.com

Francofonia

Contenuto dell'annuncio: 

Francofonia, n. 76 (printemps 2019)

Les enjeux de la mémoire dans la littérature et les arts contemporains de la République démocratique du Congo

(sous la direction d’Éloïse Brezault)

EAN13 : 9788822266187

SOMMAIRE

Kasongo...

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Parole chiave: 
Congo, mémoire, littérature francophone, Jean Bofane, Fiston Mwanza Mujila, cinéma congolais, littérature congolaise, extrême contemporain
Sottocategorie: 
ISSN formato cartaceo: 
1121-953X
TItolo del numero: 
Les enjeux de la mémoire dans la littérature et les arts contemporains de la République démocratique du Congo
Categoria principale: 
Email: 
mariachiara.gnocchi@unibo.it
francofonia.rivista@unibo.it
Direttore(i) scentifico(i): 
Maria Chiara Gnocchi
Editore: 
Olschki
Data di pubblicazione: 
Sunday, June 2, 2019
Luogo della pubblicazione: 
Firenze
Segnalato da: 
Maria Chiara Gnocchi

Les silences de la montagne. Littérature et discours alpins (XVIIIe-XXIe siècles)

Colloque international organisé par le Département de Sciences humaines et sociales de l’Université de la Vallée d’Aoste en collaboration avec l’Université Catholique de Milan.

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Colloque international organisé par le Département de Sciences humaines et sociales de l’Université de la Vallée d’Aoste en collaboration avec l’Université Catholique de Milan.
Appel à communication Les silences de la montagne. Littérature et discours alpins (XVIIIe-XXIe siècles) Colloque international organisé par le Département de Sciences humaines et sociales de l’Université de la Vallée d’Aoste en collaboration avec l’Université Catholique de Milan. Date du Colloque : jeudi 12 décembre 2019 Organisateurs : Federica Locatelli - Françoise Rigat (Université de la Vallée d’Aoste) Langue du colloque : français Jamais le silence n’a été connu dans les vallées tumultueuses ; ce n’est que sur les cimes froides que règne cette immobilité, cette solennelle permanence que nulle langue n’exprimera, que l’imagination n’atteindra pas. Etienne Pivert de Senancour, Obermann, lettre VII C’est ainsi que parle Obermann, le protagoniste du roman éponyme d’Etienne Pivert de Senancour (1804) ; après avoir fui sa famille parce que celle-ci lui imposait les « misérables chaînes » d’un mariage et d’un métier et s’être réfugié aux alentours de Saint-Maurice (Valais), le héros, désireux de tenter une ascension des Alpes, décrit la « permanence silencieuse des hautes cimes ». La « permanence » et le « silence » apparaissent en effet comme les traits spécifiques du sacré qui entoure, traditionnellement, les sommets : cette sacralité est souvent déclinée sous le signe de l’érémitisme (solitude, marginalité, introspection, abnégation) et de la verticalité (Gal 2018), voire de l’élévation (ascension, questionnement métaphysique, dialogue intime et/ou désespéré avec l’invisible, défi prométhéen). Elle s’exprime à la fois par un langage mystique et par une absence ou, pour mieux dire, une impossibilité de langage : « Je ne saurais vous donner une idée juste de ce monde nouveau, ni exprimer la permanence des monts dans une langue des plaines », déclare en effet Obermann. L’homme des Alpes, dont il est l’emblème comme le suggère son nom, est souvent tenté par le silence, certes plus éloquent qu’une parole menacée par la bassesse de la corruption sociale, plus sonore que la prolifération des bruits et plus profondément inhérent au sujet hanté (Locatelli 2019). Si la ville et plus généralement la plaine se donnent comme le lieu du vacarme, les sites de haute montagne représentent, même dans le rôle de stéréotype, un refuge, un havre de paix, en raison même du silence qui les habite. D’ailleurs, comme le soutenait Pascal dans ses Pensées, si dans le divertissement l’homme se perd, dans le silence il se trouve : autrement dit, le silence renvoie à une épaisseur de l’être, à une valeur ontologique impossible à discerner autre part. Toute la littérature qui s’est développée à partir de l’ascension au mont Blanc jusqu’à nos jours nous témoigne en effet du fait que le silence reste « le plus précieux des plaisirs alpins » (Samivel 1997), car il est étroitement lié aux charmes de la contemplation et à la quête intérieure. On se souvient à ce propos des vertus thérapeutiques et métaphysiques de l’altitude tant célébrées par Rousseau dans sa célèbre Lettre du Valais (La Nouvelle Héloïse) : « […] c’est une impression générale qu’éprouvent tous les hommes, […] que sur les hautes montagnes, où l’air est pur et subtil, on se sent plus de facilité dans la respiration, plus de légèreté dans le corps, plus de sérénité dans l’esprit ; […] Il semble qu’en s’élevant au-dessus du séjour des hommes, on y laisse tous les sentiments bas et terrestres, et qu’à mesure qu’on approche des régions éthérées, l’âme contracte quelque chose de leur inaltérable pureté ». Saussure (éd. 2002), faisant écho à Rousseau, a lui aussi enregistré les effets bienfaisants de la fréquentation des sommets : une fois les cimes atteintes, déclare-t-il, « l’âme s’élève, les vues de l’esprit semblent s’agrandir et, au milieu de ce majestueux silence, on croit entendre la Voix de la Nature et devenir le confident de ses opérations les plus secrètes ». Bien conscientes que tout questionnement sur le « silence » conduit à la confrontation avec ses apories et que « parler du silence » peut paraître paradoxal, pouvons-nous parler d’un silence ou faut-il que nous admettions l’existence de plusieurs formes de silence ? Qu’est-ce au fond que ce ce/s silence/s des sommets célébré/s depuis quatre siècles ? Sommes-nous autorisées à voir dans le silence le langage propre des sommets ? Le Colloque se propose d’analyser la place du silence et ses formes dans les textes littéraires ainsi que dans les discours dits « ordinaires » consacrés aux Alpes, du XVIIIe siècle à nos jours. Les contributions porteront par conséquent sur la problématique de sa reformulation et/ou de sa résolution, ainsi que sur ses marques, ses fonctions et ses enjeux discursifs, à partir d’un ou plusieurs axes ici suggérés : 1. Les typologies du silence : les contributions pourront d’abord s’intéresser aux différentes « gammes ou textures » du silence (Margarito, Celotti 2001 ; Corbin 2016) qui s’éprouvent dans les textes au gré des situations, des époques et des cultures, et sur ce qu’elles véhiculent : du silence de la contemplation, de l’ébranlement pathémique au silence de la méditation, de l’expérience cathartique, jusqu’à la cure de silence vantée par le marketing d’aujourd’hui ; ou encore, du silence solennel, harmonieux de la communion avec la nature au silence oppressant de la solitude, du vertige, de l’horror vacui en passant par le silence « assourdissant » pour conjurer la douleur, la perte, la mort, sans oublier le silence de la cordée et le mutisme des montagnards, parfois vertueux, parfois symbole de la fermeture des hautes terres (les « taiseux »). Cet axe s’intéressera donc à l’expérience du silence, ses valeurs et ses axiologies. 2. Le silence comme mode de connaissance de la montagne : la montagne est par excellence l’espace du silence (on le trouve en entrée dans le dictionnaire de Thiriez 2016). D’ailleurs, pour Elisée Reclus (éd. 2015), la montagne ne se dit pas, mais se vit, parce qu’elle « est une expérience du regard ». Il y aurait donc, pour paraphraser Pucinelli Orlandi (1996), un mode d’être en silence, dans le silence du promeneur des montagnes : il s’ensuit qu’on pourrait entendre le silence comme mode de relation et de médiation à la montagne ou bien considérer le silence en relation avec le geste de la marche : ce n’est en effet pas par hasard si Le Breton (Du silence, 1997) est aussi l’auteur d’un Eloge de la marche (2000). On pourra dans cette veine interroger la figure du pèlerin de montagne ou encore celle du guide en tant que porte-voix d’une montagne muette mais qui communique. 3. Le mythe du silence : on se demandera dans cet axe dans quelle mesure le « silence des sommets » est un topos, un mythe, c’est-à-dire une instrumentalisation poétique et/ou un cliché publicitaire (« un refuge calme et silencieux »), depuis que la montagne est devenue le terrain de jeu de l’Europe, pour reprendre les termes de Leslie Stephen (éd. 2003) et qu’elle est de plus en plus asphyxiée par la « touristication » (De Baecque 2014). Au-delà des « silences d’auteurs » (Mortara Garavelli 2015), une attention particulière pourra être ici accordée à l’analyse en diachronie ou en synchronie des discours des associations telles que le Club Alpin Français, Alpes-là, Fédération européenne de randonnée, Mountain Wilderness France, etc. 4. Le silence et ses dichotomies : dans la foulée de Rousseau (1761), qui focalise l’attention sur la surprenante dichotomie entre le silence intime et le dialogue avec le spectacle alentour, on s’intéressera plus largement dans cet axe aux réseaux dichotomiques qui relaient le silence : montagne vs plaine, sublime vs maudit, solitude vs ville, passé vs modernité, etc. 5. Le silence et l’ineffable : le silence, c’est l’absence de bruit, de voix et de son (silēo, d’après l’étymologie), mais aussi l’absence de mots (tăcĕo), c’est-à-dire la difficulté de nommer, de décrire, de raconter les paysages, les perceptions et les péripéties en altitude et d’en restituer une « idée juste » (Windham 1912). Cet axe étudiera les procédés langagiers employés et, plus largement, les stratégies discursives et rhétoriques pour palier à ce manque. On pourra alors se demander en quoi le silence informe les œuvres qui s’en nourrissent, quels choix stylistiques et formels (les figures : Prandi 1990 ; Paissa 2015), quelles valeurs pragmatiques, quelles portées sémantiques et quelles orientations esthétiques il induit. 6. Les temps du silence : le silence en montagne peut être la possibilité de saisir le passage du temps, de le suspendre, de s’en évader. Le silence serait-il le temps de la lenteur (du « slow »), de l’immuable, du sublime, du divin ou encore de l’infini tel que le découvre Pétrarque au Mont-Ventoux (éd. 2001) ? Ce silence-là pourra être également appréhendé à partir de l’analyse de la photographie (Mons 1998) qui, depuis les premiers clichés des frères Bisson, a tant contribué à façonner l’image des Alpes (Frangne 2019). 7. Le silence comme oubli : on pourra enfin aborder le silence comme l’absence des récits d’ascension dans l’Histoire de la littérature de langue française, bien que la montagne offre de multiples facettes à l’imagination des écrivains, et semble s’imposer aujourd’hui comme un cadre romanesque à en juger par l’avalanche des récits et des autobiographies dans les rayons des librairies (Siestrunck 2005). Certes, tout un filon de la littérature alpine demeure plutôt médiocre, mais la froideur de la critique littéraire est-elle justifiée ? On pense bien évidemment aux ouvrages de Frison-Roche, de Rébuffat, de Samivel. Peut-on être d’accord avec De Luca (2017) lorsqu’il affirme que la littérature alpestre n’existe pas ? On pourra par ailleurs appréhender un autre manque, celui des femmes, longtemps bannies des récits de voyage et d’ascension ou reléguées dans l’anonymat, à l’exception de quelques intrépides (Georges Sand), de quelques images archétypales (Heidi), de « pastourelles » dans la narration (par exemple Peyré 1939) ou de jeunes « fiancées » (Marie Paradis), et mettre en lumière les autrices et/ou les récits contemporains. Les propositions de communication sont à adresser avec un titre, un bref résumé (200-250 mots environ) avant le 30 septembre 2019 aux adresses suivants : f.locatelli@univda.it / f.rigat@univda.it Les décisions du comité scientifique du colloque seront communiquées le 15 octobre 2019. Les articles définitifs pour la publication seront à remettre avant le 29 février 2020. Conférencières/conférenciers plénières/pléniers : Pierre-Henry Frangne, Professeur de philosophie et alpiniste, Université de Rennes Alain Guyot, Professeur de littérature, Université de Lorraine Paola Paissa, Professeur de langue et culture françaises, Università di Torino Fabio Scotto, Professeur de littérature, Università di Bergamo Marisa Verna, Professeur de littérature, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Comité scientifique : Federica Locatelli (Université de la Vallée d’Aoste) Mariagrazia Margarito (Università di Torino) Ida Merello (Università di Genova) Michele Prandi (Università di Genova) Françoise Rigat (Université de la Vallée d’Aoste) Les actes du colloque seront publiés en volume. Références citées CELOTTI Nadine. « La Linguistique à l’écoute des silences », a cura di M. Margarito, E. Galazzi, M. Lebbar Politi, Oralità nella parola e nella scrittura/Oralité dans la parole et l’écriture, Torino, Edizioni Libreria Cortina, 2001, p. 91-105 Corbin Alain, Histoire du silence, de la Renaissance à nos jours, Paris, Albin Michel 2016 DE BAECQUE Antoine. La Traversée des Alpes : essai d’histoire marchée, Paris, NRF, 2014 DE LUCA Erri, Introduction, In Movimento, numéro spécial, 27 avril 2017 FRANGNE Pierre-Henry. De l’Alpinisme, Presses Universitaires de Rennes, 2019 GAL Stéphane. Histoires verticales : Les usages politiques et culturels de la montagne : XIVe – XVIIIe siècles, Paris, Champ Vallon, 2018 LE BRETON David. Du silence, Paris, Métailié, 1997 LOCATELLI Federica. Les Alpes, singuliers spectacles, Milan, Educatt, 2019 MARGARITO Mariagrazia. « Le Silence du dictionnaire », a cura di M. Margarito, E. Galazzi, M. Lebbar Politi, Oralità nella parola e nella scrittura / Oralité dans la parole et l’écriture, Torino, Edizioni Libreria Cortina, 2001, 107-118 MONS Alain. « Le silence de la photographie, la brulure de l’image », Médiation et information, n°9, 1998 MORTARA GARAVELLI Bice. Silenzi d’autore, Milano, Editori Laterza, 2015 PAISSA Paola. « Le silence sur la torture pendant la guerre d’Algérie. Analyse d’un corpus de presse française (1957 et 2000) », Mots. Les langages du politique [En ligne], 103 | 2013, mis en ligne le 16 décembre 2015 PETRARQUE. L’Ascension du mont Ventoux, Éd. Mille et une nuits, 2001 PEYRÉ Joseph, Matterhorn, Grasset, 1939 PUCINELLI ORLANDI Eni. Les Formes du silence, Paris, Ed. des Cendres, 1996 PRANDI Michele. « Una Figura testuale del silenzio : la reticenza », in M.E. Conte, A. Giacolone Ramat, P. Ramat (a cura di), Dimensioni della linguistica, Milano, Franco Angeli, 1990 RECLUS Elisée, Les Alpes, Editions Héros-Limite, 2015 ROUSSEAU, Jean-Jacques. Julie ou la Nouvelle Héloïse (1761), Paris, Garnier, 1960 SAMIVEL (Paul Gayet-Tancrède, dit). L’Amateur d’abîmes, Paris, Hoëbeke, 1997 SAUSSURE, Horace-Bénédict de. Voyages dans les Alpes, Neuchâtel, Fauche, 1779, t. I ; Genève, 1786, t. II ; Neuchâtel, 1795, t. III-IV ; Relation abrégée d’un voyage à la cime du Mont-Blanc : en août 1787, Genève, 1787 ; Voyages dans les Alpes (1852), Julie Boch (éd.), Genève, Georg, 2002 SENANCOUR, Etienne Pivert de. Obermann (1804), Paris, Gallimard, 1984 SIESTRUNCK René, « Le roman de la montagne », Alpe, n. 26, p. 33-41, 2005 STEPHEN Leslie. Le Terrain de jeu de l’Europe, Paris, Hoëbeke, éd. 2003 THIRIEZ Frédéric. Dictionnaire amoureux de la montagne, Paris, Plon, 2016 WINDHAM, William. Relation d’un voyage aux Glacières en 1741 par M. Windham, copie manuscrite, in Lettres de Windham et de Martel. Premiers voyages à Chamouni, Lyon, A. Geneste, 1912
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Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/09/2019
Data di fine dell'evento: 
30/09/2019
Luogo dell'evento: 
Aoste
Tipo di evento: 
Appels à contribution
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Parole chiave: 
Littérature, discours alpins, montagne

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