Lettera aperta sulla traduzione e sua valutazione

Date et lieu

Milano - Date limite: 18/5/2012

Publié par: Nancy Murzilli, Mercredi 28/3/2012

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La valutazione della ricerca è tema destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore nella vita universitaria. I settori scientifico-disciplinari L-LIN, si sono per la prima volta confrontati con la delicata questione della valutazione della traduzione. A questo proposito si propone un dibattito i cui temi saranno presentati e discussi nel corso di una Giornata seminariale dedicata alla traduzione, già prevista per il 18 maggio 2012, presso l’Università Statale di Milano.

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Come ben sapete la valutazione della ricerca è tema destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore nella vita universitaria. Infatti, da esso dipenderanno in futuro le sorti delle nostre discipline, sia per quanto riguarda i finanziamenti, sia per quanto riguarda i criteri di reclutamento a cui ispirarsi nelle prossime tornate di “abilitazioni nazionali”. Proprio per l’importanza della questione, l’Agenzia ANVUR sta svolgendo in questi mesi un grande lavoro di ricognizione dello stato delle ricerche nei vari settori e ha recentemente elaborato dei criteri generali (criteri GEV per valutazione prodotti ricerca del 29/2/2012- GEV 10).


Fra i vari e spinosi problemi legati a questo tema, i settori scientifico-disciplinari L-LIN, si sono per la prima volta confrontati con la delicata questione della valutazione della traduzione (vedi l’ampio spazio che riserva a questo aspetto il Documento sulla valutazione delle Associazioni “Stranieristi”, pubblicato sul sito SUSLLF, al punto 7).

Da quanto questo documento propone, dagli orientamenti assunti dal CUN (Criteri, parametri e indicatori per l’abilitazione scientifica nazionale del 24/5/2011) e dall’ANVUR (criteri GEV 10 del 29/2/2012) , sarà ammessa, ai fini della VQR, la valutazione della traduzione, a condizione che essa sia accompagnata da una riflessione che attesti il lavoro di ricerca scientifica che ha generato e accompagnato il processo traduttivo (o con pubblicazione contestuale di un apparato metatraduttivo, oppure rinviando a pubblicazione pertinente apparsa altrove). Due novità caratterizzano questa impostazione: da un lato, il riconoscimento della traduzione come “prodotto” valutabile costituisce in sé stesso una novità, che viene a compensare una tradizione di sottovalutazione del grande lavoro di studio che la traduzione richiede; dall’altro, il perimetro di “valutabilità” della traduzione risulta disegnato in questi documenti abbastanza nettamente: la traduzione sarà presa in conto, secondo i termini adottati dall’ANVUR, “nella sua duplice accezione di riflessione traduttologica e di esperienza traduttiva di rilevante impegno culturale” e, in questo secondo caso, la garanzia che il lavoro derivi da principi teorici e scientifici coerenti e comporti una consapevolezza meta-traduttiva, non potrà evincersi soltanto dall’analisi della qualità della traduzione stessa, bensì anche dall’apparato critico che ne costituisce il corredo.

Proprio perché la valutazione del “prodotto” traduttivo costituisce una novità, si rende necessaria una riflessione, che auspichiamo più ampia possibile, per dare adeguata collocazione alla sua valutazione, all’interno del perimetro tracciato dal CUN e dall’ANVUR, in ogni tipo di procedura valutativa. Oltre che ai fini della VQR, è infatti necessario pervenire a dei criteri comuni per la valutazione di questo prodotto ai fini delle procedure di valutazione comparativa, sia in ordine al settore scientifico-disciplinare competente a valutare, sia nei confronti delle altre tipologie di “prodotti” che rientrano nel medesimo settore. In questa delicata fase, riteniamo pertanto doveroso che le associazioni dei francesisti svolgano un ruolo propositivo e si facciano luogo attivo di dibattito, vista l’importanza della questione nella vita e nel rinnovamento dei nostri settori scientifico-disciplinari.

A questo proposito, si sottolineano alcune criticità, sulle quali  i soci sono invitati ad esprimersi, formulando un loro commento (rinvio a blog Dorif / blog SUSLLF).


I risultati di questa discussione saranno presentati e discussi nel corso di una Giornata seminariale dedicata alla traduzione, già prevista per il 18 maggio 2012, presso l’Università Statale di Milano (Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università di Milano- Sesto S. Giovanni), il cui programma sarà diffuso prossimamente.
Di seguito si fanno presenti i principali punti critici del dibattito:

1) poiché le declaratorie dei settori L-LIN (tanto nella formulazione separata del D.M. 4 ottobre 2000, che nella formulazione congiunta del D.M. 366 del 29 luglio 2011) si riferiscono non già alle traduzioni, bensì agli “studi finalizzati alla pratica e alla riflessione sull’attività traduttiva”, è lecita e praticabile, secondo Voi, nelle procedure di valutazione comparativa, la valutazione della traduzione in termini di “qualità” della traduzione stessa (a condizione che essa sia accompagnata da apparato meta-traduttivo, conformemente ai criteri CUN e ANVUR)? E, in caso di risposta affermativa, in quale conto potrà essere tenuto l’apparato meta-traduttivo, a seconda che esso sia presentato in forma congiunta o disgiunta rispetto alla traduzione stessa?
2) Se la traduzione è ammessa alla valutazione concorsuale, quale dei due settori ha preminente pertinenza in tale valutazione? Stando alle declaratorie del DM 4 ottobre 2000, qualunque natura abbia il testo di partenza (letterario o extra-letterario), la valutazione della qualità della traduzione è di specifica e precipua competenza dei settori L-LIN “Lingua e traduzione”, poiché essi presentano il riferimento alla traduzione nella loro denominazione e poiché soltanto le declaratorie di tali settori prevedono la dicitura “comprende inoltre gli studi finalizzati alla pratica e alla riflessione sull’attività traduttiva, scritta e orale, nelle sue molteplici articolazioni, non letteraria, generica e specialistica e nelle applicazioni multimediali”, benché il D.M.366 del 29 luglio 2011, come sappiamo, abbia raggruppato i prodotti dei settori linguistico e letterario.
3) se, oltre agli “studi finalizzati alla pratica e alla riflessione sull’attività traduttiva”, è comunque oggetto di valutazione anche la qualità della traduzione stessa, non Vi pare  opportuno, se non necessario, richiedere in tutte le sedi che, contestualmente alla traduzione, venga allegata alla procedura di valutazione, tanto ai fini dei finanziamenti della ricerca  (VQR) che ai fini delle procedure di valutazione comparativa, anche il testo originale di partenza?
4) se la traduzione, accompagnata da apparato meta-traduttivo ed eventualmente da testo originale, conformemente a quanto sopra esposto, è ammessa alla valutazione, si pone il problema del rapporto che è ragionevole stabilire, in termini di punteggio, tra la traduzione e gli altri “prodotti” oggetto di valutazione nello stesso settore. Nel caso di traduzioni “di rilevante impegno culturale” (criteri ANVUR, GEV 10), nelle quali l’esperienza traduttiva richiede un grande lavoro di ricerca e di presa in conto del polisistema linguistico e culturale di arrivo (come recita il Documento sulla valutazione delle Associazioni “Stranieristi” al punto 7.3, laddove fa riferimento alla “creazione di nuovi lessici e linguaggi critici”, per le “traduzioni italiane di pensatori quali Barthes, Greimas, Adorno, Foucault, Northrop Frye, Heidegger, Derrida, Ortega y Gasset, María Zambiano…”) è proponibile, secondo voi, che la traduzione di un articolo, un saggio, una monografia, diano luogo all’attribuzione di un punteggio equivalente a quello di un articolo, saggio, monografia originali? E se il punteggio sarà diverso, in quale misura potrà attestarsi la differenza? Come si valuterà la natura così profondamente diversa dell’innovatività (criterio fondamentale dell’attività valutativa) tra un contenuto scientifico nuovo, di cui l’autore si assume in toto la responsabilità di fronte alla comunità scientifica internazionale, e la creazione di nuovi lessici, nuove terminologie, nuovi contesti, che derivano dal lavoro di mediazione e di adattamento culturale proprio all’opera di traduzione?

I documenti citati sono reperibili ai siti:

http://www.anvur.org/ (documento di accompagnamento criteri GEV per VQR 2004-2010)
http://www.anvur.org/?q=content/composizione-dei-gruppi-di-esperti-della-valutazione
http://www.francesisti.it/node/3773
(Adesione Direttivo SUSLLF a documento valutazione Associazioni 'Stranieristi', con pubblicazione documento in allegato)
www.cun.it/media/113271/do_2011_05_24_002.pdf (Criteri, parametri e indicatori per l’abilitazione scientifica del 24/5/2011)
http://attiministeriali.miur.it/anno-2000/ottobre/dm-04102000.aspx
http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/luglio/dm-29072011.aspx

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Nancy Murzilli 28/3/2012

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