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Arts

Scritti letterari di artisti non letterati

Call for papers di "Poli-Femo", n.24

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Si accettano contributi in italiano, inglese e francese : verrano mandati a redazione.polifemo@iulm.it un abstract (min.10/max.20 righe), keywords e un breve curriculum vitae del proponente, entro il 28 febbraio 2022. EDIT : Prorogato al 20 marzo 2022.
Scritti letterari di artisti non letterati La scrittura degli artisti non letterati è un genere eterogeneo in cui produzioni di natura finzionale o poetica si affiancano a scritti più tipici, come il manifesto programmatico, il saggio, l’epistola, l’intervista, l’articolo di taglio pubblicistico. Molta di questa produzione ha dichiarate ambizioni letterarie o rivela un’intenzione, pur non esplicita, in questo senso. Sarà proprio tale intenzione letteraria l'oggetto dell’indagine del numero 24 della rivista Poli-Femo. Sia anzitutto delimitato il campo per esclusione: questo numero in elaborazione di «Poli-Femo» non si occupa dell’opera di quella categoria di artisti che sono gli autori letterari: scrittori di poesie, romanzi, racconti, fiabe, drammi ecc.; si occupa bensì – in positivo – dell’opera scritta di tutti gli artisti di altra specie, rappresentanti non della letteratura ma delle diverse altre arti. Una classificazione rudimentale delle quali comprenderà le arti visive (pittura, scultura ecc.), quelle performative (musica, danza, teatro, teatro musicale ecc.), quelle costruttive (architettura, design), le arti della tecnologia mediale elettr(on)ica (fotografia, cinema, videoarte, radiodramma ecc.) e tutte quelle nate più di recente come ibridi o estensioni o torsioni delle arti tradizionali (arte concettuale, installazione, performance art, land art, net art, fumetto, videogame ecc.). Nell’ultima fase storica, dal modernismo in avanti, è forte la tendenza a decostruire i codici espliciti e impliciti del sistema della letteratura (o latamente della scrittura). Compresi i codici relativi ai generi e alla loro classificazione. Sul fronte creativo, gli autori sono sempre più propensi a trasgredire l’ordinamento dei generi secolari o millenari codificati, varcando o abolendo i confini – su piani diversi – tra poesia e prosa, tra fictio e dictio, tra letteratura alta e bassa, tra scrittura pura e scrittura commista con altri mezzi materiali, ecc. Sul fronte storico-teorico-critico, gli studiosi riconoscono sempre più la labilità delle categorie di genere consolidate, anche nella loro applicazione alla storia: per cui quelle categorie si rivelano non del tutto efficaci a dar conto dei fenomeni del passato, figurarsi del presente. In un quadro simile, volendo occuparsi di un genere testuale ulteriore rispetto a quelli codificati, sarà opportuno procedere con cautela. La scrittura degli artisti non letterati non forma un genere unico, separato, compatto; al contrario, prende le forme più diverse e costituisce un insieme eterogeneo. All’interesse palese che rappresentano per questo numero le produzioni di natura più specificamente finzionale o poetica, si affianca quello per altre categorie di scritti d’artista, quali, tipicamente, il manifesto programmatico, o la presentazione del proprio lavoro, oppure il saggio (concernente l’arte propria o anche le altre arti o campi non artistici), l’epistola, l’intervista, l’articolo di taglio pubblicistico. Molta di questa produzione ha dichiarate ambizioni letterarie o rivela un’intenzione, pur non esplicita, in questo senso. Sarà proprio tale intenzione letteraria l’oggetto dell’indagine del numero della rivista. Nonostante l’eterogeneità di forme e obbiettivi, la scrittura degli artisti non letterati è una categoria abbastanza chiara e distinta da poter essere fatta oggetto di un’indagine specifica, dedicata. Merita isolare e focalizzare questo campo d’indagine, che non pare privo d’interesse scientifico. L’ipotesi di lavoro è che, senza postulare l’esistenza di un (macro)genere “scritti di artisti non letterati” unico e autonomo, sia però utile, quanto meno in prospettiva euristica, riunire in un unico volume un insieme di analisi e di approfondimenti teorici su testi scaturiti da artisti di diversa provenienza artistica al fine di permettere l’emersione di tratti caratterizzanti o di elementi comuni significativi insiti nel cosiddetto “doppio talento”. Tra l’altro, mentre esistono raccolte di scritti d’autore (talora in collane editoriali specializzate), approfondimenti su scritti di singoli artisti-autori, riflessioni sugli scritti di autori appartenenti a singoli campi artistici (gli scritti dei pittori, gli scritti dei compositori…), nonché analisi puntuali su esempi significativi di doppio talento (cfr. “Letteratura e arte”, n.18, 2020), non risulta che sia già solidamente fondato, anzi forse è quasi da inventare, lo studio generale sugli scritti d’artista, trasversale alle diverse arti (studio che presumibilmente sarà di necessità collettivo e interdisciplinare). L’interrogativo di fondo potrebbe essere il seguente: le inevitabili interferenze fra i linguaggi artistici che caratterizzano la produzione di artisti non letterati possono essere ricondotte a una serie di tratti caratterizzanti? Gli scritti degli artisti non letterati (a dire il vero, riguardo a quanto segue, anche quelli degli autori di letteratura) possono essere ripartiti in due macro-categorie (dal confine ovviamente sfrangiato ma non inconsistente né del tutto arbitrario): - scritti letterari, appartenenti a generi più o meno consolidati, tipicamente – ma non esclusivamente – finzionali, come ad esempio il romanzo di un pittore o la poesia di un compositore ecc.; - scritti non letterari, non appartenenti a generi letterari consolidati e tipicamente non finzionali, tra cui ad esempio manifesti, autopresentazioni, saggi, analisi, epistolari. Il volume collettaneo cui la presente call for papers dà abbrivio sarà di conseguenza suddiviso in due sezioni, rispettivamente concernenti le due suddette macro-categorie (senza d’altronde escludere contributi che pure le mettano proficuamente in discussione). «Poli-Femo» sollecita dunque i ricercatori delle varie discipline – quelle inerenti alla letteratura e quelle inerenti alle altre arti – a proporre articoli rivolti allo studio della scrittura, letteraria e non, degli artisti non letterati. Il tema monografico del numero potrà essere approcciato in maniera assolutamente libera, ma si suggeriscono già qui alcune linee d’indagine percorribili: - nell’opera di un medesimo singolo autore, l’unità o separazione – genetica e poi effettiva – fra i prodotti della sua arte non letteraria e quelli della scrittura; - anche nel caso di separazione fra i prodotti delle due distinte attività, l’eventuale interferenza della poetica individuale dell’artista nella sua arte (non letteraria) con la sua scrittura; - la capacità dell’artista di innovare rispetto ai generi di scrittura canonici; - eventuali tendenze storiche o di ambito geografico relative alla propensione di certune categorie d’artista a scrivere, sia sull’arte propria (testi di poetica, critici, teorici, didattici ecc.), sia su un’arte diversa, sia su tutt’altro; - l’eventuale impatto della produzione finzionale di artisti non letterati sulla letteratura coeva; - la questione del “doppio talento” (laddove pertinente) affrontata dal punto di vista teorico; - esplorazione di affinità/differenze di linguaggi. Le proposte di studio sull’argomento offerte da quanti intendono collaborare al volume verranno vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista. Si accettano contributi in italiano, inglese e francese. A tal fine la Redazione propone il seguente calendario di scadenze: passaggio preliminare ed essenziale è l’invio, all’indirizzo redazione.polifemo@iulm.it, di un abstract (min.10/max.20 righe), keywords e di un breve curriculum vitae del proponente, entro il 28 febbraio 2022 (termine ultimo). La Redazione confermerà agli autori l’accettazione dei contributi entro il 15 marzo 2022. La consegna del contributo è fissata al 15 giugno 2022. Tutti i contributi saranno sottoposti a double blind peer review. Il numero, curato dalla Prof.ssa Laura Brignoli e dal Prof. Stefano Lombardi Vallauri, sarà pubblicato nel dicembre 2022
Nom du contact: 
Laura Brignoli
Courriel du contact: 
laura.brignoli@iulm.it
Adresse postale: 
via Carlo Bo 1
Suggéré par: 
Laura Brignoli
Courriel: 
laura.brignoli@iulm.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
28/02/2022
15/06/2022
Ville de l'événement: 
Milano
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Mots-clés: 
letteratura, arte, saggistica
Site web de référence: 

Esclandre. Figures et dynamiques du scandale du Moyen Âge à nos jours

Contenu de l'annonce: 

Indice / Sommaire

9 Introduzione / Introduction

I – Femmes à scandale : désordre moral et ordre social

27 - Florent Libral, L’Histoire tragique, miroir d’une élite hypocrite ? L’affaire criminelle Violante de Bats selon Ségla (Toulouse, 1609-1613)
45 - Helga Zsák,...

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Catégorie principale: 
Suggéré par: 
Luca Pierdominici
Courriel: 
luca.pierdominici@unimc.it
ISBN: 
978-88-6056-776-5
Collection: 
Regards croisés, 2
Anonyme
Éditeur: 
EUM
Lieu de parution: 
Macerata
Date de mise en ligne: 
Dimanche, Janvier 2, 2022
URL: 
http://eum.unimc.it/it/catalogo/755-esclandre
Mots-clés: 
esclandre, scandale, scandalo, littérature française, letteratura italiana
Site web de référence: 
http://eum.unimc.it/it/catalogo/755-esclandre

Parole che non c'erano. La lingua e le lingue nel contesto della pandemia

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La lingua è in continua evoluzione e si adatta a realtà e a circostanze sempre nuove come quella dell’attuale pandemia, che ne è la prova più recente. In tutti i momenti di crisi storica e sociale, ciò si verifica infatti in maniera più rapida ed evidente. Fin dall’inizio di una situazione...

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Catégorie principale: 
Suggéré par: 
Irene Zanot
Courriel: 
irenezanot@gmail.com
ISBN: 
979-12-5977-065-3
Collection: 
XENIA. STUDI UMANISTICI, STUDI LINGUISTICI, LETTERARI E INTERCULTURALI
Anonyme
Éditeur: 
ROMATRE-PRESS
Lieu de parution: 
Roma
Date de parution: 
Jeudi, Décembre 23, 2021
URL: 
https://romatrepress.uniroma3.it/libro/parole-che-non-cerano-la-lingua-e-le-lingue-nel-contesto-della-pandemia/
Mots-clés: 
COVID-19, LINGUISTICA, NEOLOGISMI, STUDI LETTERARI E INTERCULTURALI
Site web de référence: 
https://romatrepress.uniroma3.it/libro/parole-che-non-cerano-la-lingua-e-le-lingue-nel-contesto-della-pandemia/

Ibrido : call for papers per il n.2 di InterArtes

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Ibrido : call for papers per il n.2 di InterArtes
Call for papers InterArtes, n° 2, 2022 Diretta da: Laura Brignoli, Silvia Zangrandi Dipartimento di «Studi Umanistici» Università IULM – Milano Ibrido Se il primo numero della rivista si è occupato di permeabilità dei confini – segno stesso dell’attualità – come condizione che avvalora un’estetica dell’ibrido, il secondo numero di InterArtes intende domandarsi in quale modo questo processo di ibridazione di generi, contenuti, temi, stili e linguaggi diversi tra loro modifichi la natura e la struttura del testo, quale sia il prodotto finale nato da questa interazione e se veramente da esso possano scaturire livelli di lettura molteplici generati dalla presenza di mezzi espressivi diversi tra loro; ma si apre anche all’indagine attorno ai limiti stessi dell’ibridazione e ai nuovi orizzonti che questo concetto porta con sé. Gli incroci tra le diverse arti (letteratura, fotografia, cinema, fumetto, pittura, danza, musica…) sono possibili in molte direzioni che non necessariamente devono privilegiare la letteratura come prospettiva di confronto. Anche in questo secondo numero InterArtes apre alla possibilità di assumere un punto di vista ontologico o una prospettiva pragmatica o analitica, con lo scopo finale di esplorare un campo d’indagine che continua a offrire prospettive di ampliamento. Conferenze ibride, spazi museali ibridi, usi ibridi di materiali… la nozione di ibrido sembra ergersi a motore propulsivo della contemporaneità. Se nel passato ibrido portava con sé connotazioni negative dovute alla presenza di elementi eterogenei considerati male assortiti e privi di armonia, oggi ibrido ha assunto una valenza neutra e indica l’esistenza di due o più modelli che si incrociano contaminandosi e si appropria di discorsi e livelli di scrittura diversi, rielaborandoli. Ogni elemento, sia esso un testo compiuto o un frammento di linguaggio, va considerato nella sua capacità di intrattenere rapporti con altri elementi: ci ricorda Bachtin che il linguaggio letterario è un ibrido linguistico (cfr. Estetica e romanzo, 1975). La questione dell’eterogeneità viene letta così nei termini di una creazione su livelli plurimi che necessita di una visione multidisciplinare e che incrocia generi diversi tra loro: la letteratura si ibrida con il cinema e viceversa, la pittura contamina la musica... Ibrido annulla le barriere esistenti tra i generi, tempo e spazio diventano elementi porosi che si incrociano e da questo processo di ibridazione nascono prodotti nuovi capaci di inglobare tecniche, contenuti, stili diversi, ibridi appunto. Nel settore televisivo si notano con più vigore queste ibridazioni, si pensi alla docufiction, all’infotainment, ma anche al reportage narrativo, con le sue ibridazioni tra letteratura e resoconto giornalistico (da Goethe a Truman Capote a Tiziano Terzani). Ci sono poi ibridazioni meno scontate, come quella proposta negli anni Trenta del Novecento da Massimo Bontempelli, il cui 522. Romanzo di una giornata (1932) costituisce un esempio di ibridazione tra letteratura e pubblicità. La spinta tecnologica sembra aver accelerato le possibilità di ibridazione e lo stesso concetto di ibridazione diviene una chiave di lettura per tornare a esaminare oggetti e pratiche e riflettere sui principi di categorizzazione (cfr. Jean-Jacques Wünenberger, «Pratiques artistiques post-modernes et hybridité» in L. Gwiazdzinski, L’hybridation des mondes. Territoires et organisations à l’épreuve de l’hybridation, Seyssinet-Pariset, Elya Éditions, 2016). Un approccio metodologico e teorico è offerto da diversi studi (cfr. tra i tanti, Georges Barski, Yves Demarly, Simone Gilgenkrantz, «Hybridation», Encyclopædia Universalis, https://www.universalis.fr/encyclopedie/hybridation/; Dominique Budor, Walter Geerts, Le Texte hybride, Paris, Presses Sorbonne Nouvelle, 2004; Guido Gallerani, «The Hybrid Essay in Europe in the Late Nineteenth and Early Twentieth Century», Comparaison: An International Journal of Comparative Literature, «Narration and Reflection», Christy Wampole and Stefano Ercolino (eds.), 33, 2015); tuttavia, la nozione di ibrido apre ancora a vaste possibilità di analisi e di interpretazione grazie alla moltitudine di pratiche e di soggetti. Se il primo numero della rivista si è occupato di permeabilità dei confini – segno stesso dell’attualità – come condizione che avvalora un’estetica dell’ibrido, il secondo numero di InterArtes intende domandarsi in quale modo questo processo di ibridazione di generi, contenuti, temi, stili e linguaggi diversi tra loro modifichi la natura e la struttura del testo, quale sia il prodotto finale nato da questa interazione e se veramente da esso possano scaturire livelli di lettura molteplici generati dalla presenza di mezzi espressivi diversi tra loro; ma si apre anche all’indagine attorno ai limiti stessi dell’ibridazione e ai nuovi orizzonti che questo concetto porta con sé. Gli incroci tra le diverse arti (letteratura, fotografia, cinema, fumetto, pittura, danza, musica…) sono possibili in molte direzioni che non necessariamente devono privilegiare la letteratura come prospettiva di confronto. Anche in questo secondo numero InterArtes apre alla possibilità di assumere un punto di vista ontologico o una prospettiva pragmatica o analitica, con lo scopo finale di esplorare un campo d’indagine che continua a offrire prospettive di ampliamento Modalità I testi proposti, che avranno un impianto teorico o analitico con premesse teoriche, devono essere inediti e redatti in word, nel rispetto delle norme editoriali della rivista pubblicate sul sito, e saranno sottoposti a valutazione in doppio cieco. Lingue accettate: italiano, inglese, francese. Gli articoli vanno inviati, accompagnati da una breve notizia bio-bibliografica, entro il 15 giugno 2022 all’indirizzo: interartes@iulm.it
Nom du contact: 
Laura Brignoli
Courriel du contact: 
laura.brignoli@iulm.it
Adresse postale: 
via Carlo Bo 1 Milano
Suggéré par: 
Laura Brignoli
Courriel: 
laura.brignoli@iulm.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
15/06/2022
Ville de l'événement: 
Milano
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Ibrido, contaminazioni studi interartistici
Site web de référence: 

Retour à la Villa - Hervé Guibert d'hier à aujourd'hui

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
À l’occasion du trentième anniversaire de la mort d’Hervé Guibert (27 décembre 1991), ce colloque international propose de revenir sur la figure de l’écrivain, photographe, cinéaste et journaliste qui fut pensionnaire à la Villa Médicis de 1987 à 1989.
À l’occasion du trentième anniversaire de la mort d’Hervé Guibert (27 décembre 1991), ce colloque international propose de revenir sur la figure de l’écrivain, photographe, cinéaste et journaliste qui fut pensionnaire à la Villa Médicis de 1987 à 1989. Hervé Guibert, dont l’œuvre fait aujourd’hui encore l’objet de beaucoup d’attention, tant dans le milieu universitaire que chez nombre de jeunes écrivains pour qui il reste une référence incontournable de la fin du XXe siècle, sera célébré tout au long de cette année (dossiers spéciaux dans la presse, documentaire sur Arte en décembre, colloques). Il s’agira plus précisément à l’occasion de ce colloque, d’interroger son œuvre et son héritage et de revenir à la passion de l’écrivain pour l’Italie : Rome, l’île d’Elbe mais aussi Florence et Bagheria où il a pu admirer la Villa des monstres. Les dialogues s’organiseront principalement autour de deux axes : Ce qu’il reste d’Hervé Guibert : héritage et héritiers Hervé Guibert et l’Italie : cadre romanesque, cadre cinématographique, cadre photographique, influences artistiques.
Nom du contact: 
Fabio Libasci
Courriel du contact: 
flibasci@unimore.it
Adresse postale: 
via zanardi 21 Bologna
Suggéré par: 
Fabio Libasci
Courriel: 
flibasci@unimore.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
03/12/2021
Date de fin de l'événement: 
03/12/2021
Ville de l'événement: 
Roma, Villa Medici, Salle Michel Piccoli
Type d'événement: 
Colloques
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Mots-clés: 
letteratura, fotografia, AIDS

InterArtes : Confini

Contenu de l'annonce: 

Pubblicazione del primo numero della rivista online InterArtes, incentrata sui "confini" della transfinzionalità.

Articoli di : Silvia Albertazzi, Maria Cristina Assumma, Federico Bocchi, Laura Brignoli, Laurence De La Poterie-Sienecki, Maria Chiara Gnocchi, Philippe Alexandre Gonçalves...

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Mots-clés: 
Réécriture, transfictionnalité
Catégorie principale: 
Courriel: 
laura.brignoli@iulm.it
Directeur(s) scientifique(s): 
Laura Brignoli - Sivlia Zangrandi
Éditeur: 
Dipartimento di Studi Umanistici - Università IULM
Date de mise en ligne: 
Mardi, Novembre 23, 2021
Date de parution: 
Mardi, Novembre 23, 2021
Lieu de parution: 
Milano
Suggéré par: 
Laura Brignoli

Appel à chapitres pour un ouvrage sur le Théâtre du Soleil intitulé « Les marges du Soleil »

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Les éditrices recherchent quelques contributions ciblées pour compléter un ouvrage sur la notion de marge dans l'oeuvre et le travail du Théâtre du Soleil d'Ariane Mnouchkine.
Les éditrices de l’ouvrage Les Marges du Soleil recherchent encore quelques contributions ciblées pour compléter l’ouvrage. Nous recherchons plus particulièrement (mais pas exclusivement) des chapitres portant sur le costume, le lieu Cartoucherie, la scénographie. La réalisation de ce projet étant assez avancée, la date de remise est impérative (il restera, toutefois, du temps pour les relectures). Les articles devront nous parvenir le vendredi 11 février au plus tard. Ils devront faire entre 10 et 15 pages (6000 à 10 000 mots ou 30 000 à 45000 caractères environ). Les propositions de communication de 250-300 mots (titre, grandes lignes), ainsi qu’une biobliographie succincte de l’auteur, sont à envoyer dès que possible conjointement à Sandrine Siméon (ssimeon@soka.edu) et Agathe Torti Alcayaga (agathetorti@yahoo.fr). Thème général de l’ouvrage : Cet ouvrage souhaite avant tout présenter des aspects moins souvent abordés mais tout aussi éloquents du décentrage comme parti pris, ce qui « fait marge » dans l’œuvre et le travail de la troupe du Théâtre du Soleil. Les façons dont il joue sur et avec les marges géographique, organisationnelle, esthétique, thématique, entre autres, nous permettent d’explorer plus avant l’intimité du lien qu’il crée avec son public et sa place dans le panorama théâtral mondial. En effet, dès 1964, lorsqu’Ariane Mnouchkine crée le Théâtre du Soleil, la troupe affiche sa volonté de ne pas fonctionner selon les modèles en vigueur à l’époque. Elle se place du côté des novateurs de la scène qui lient leur engagement dans la recherche de nouvelles voies théâtrales à celui de nouvelles voies sociales. Installé à la périphérie de Paris, Le Théâtre du Soleil se situe « en marge », dans tous les sens du terme, du paysage théâtral français contemporain. Pourtant, malgré ou à cause de cette originalité, il est internationalement reconnu. Comment Ariane Mnouchkine et sa troupe ont-ils réalisé et tenu sur près de soixante ans leur projet artistique face à la commercialisation progressive de la scène contemporaine ? La facture éclectique de ses spectacles, qui va puiser son inspiration dans les cultures du monde, la maîtrise de la troupe de techniques à la périphérie du théâtre (masques, marionnettes, danse, etc.), la place de la musique, le lieu total de vie et d’art que constitue le bâtiment, construisent un théâtre sans pareil dont les formes originales proposent au public de se prêter au jeu de la « défamiliarisation » de manière à la fois exigeante et bienveillante. Le décentrage semble bien jouer un rôle-clef dans le succès de cette entreprise. Les propositions pourront aborder la transformation de la Cartoucherie, ancienne usine désaffectée en un espace modulable qui remet en question la scène à l’italienne ; la construction d’espaces scéniques au sein desquels les corps des acteurs permettent à des histoires fragmentaires de retrouver une unité dans l’activité théâtrale proprement dite ; la fonction des lieux annexes à la scène (atrium, librairie) ; la scénographisation d’espaces atypiques, et leur influence sur les dispositifs des spectacles, ainsi que ceux remaniés pour leur filmage ; les manières dont les costumes participent à l’économie générale des spectacles, leur processus de création accompagnant celui du spectacle, leur esthétique et symbolisme, déterminante pour la caractérisation des personnages. Il ne s’agit là que de suggestions ; toutes les propositions seront étudiées.
Nom du contact: 
Agathe Torti Alcayaga
Courriel du contact: 
agathetorti@yahoo.fr
Suggéré par: 
Agathe Torti Alcayaga
Courriel: 
agathetorti@yahoo.fr
Date de début ou date limite de l'événement: 
14/11/2021
Ville de l'événement: 
Paris
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Théâtre, Mnouchkine, Marges

MemWar II

Memorie e oblii delle guerre e dei traumi del XX secolo

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
La seconda edizione del convegno del gruppo di ricerca MemWar (Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell'Università di Genova) si terrà il 2 e il 3 dicembre nell'Aula Magna della Scuola di Scienze Umanistiche e online sulla piattaforma Zoom (si vedano indicazioni sulla locandina). Il convegno affronterà in ottica multidisciplinare la memoria dei traumi e delle guerre del XX secolo.
Il XXI secolo nasce dalla storia tormentata del XX, con le sue due Guerre Mondiali e altri conflitti di dimensione europea, come la Guerra Civile Spagnola. Questo convegno, organizzato dal gruppo di ricerca “MemWar. Memorie e oblii delle guerre e dei traumi del XX secolo” del Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova, punta a indagare le modalità con le quali la memoria di questi conflitti è tramandata nel XXI secolo, quali rappresentazioni ne vengono fornite, quali sono i punti ciechi e/o oscuri di tale processo memoriale, anche in un’ottica critica (Ricoeur, 2003) e come si sviluppano i rapporti di forza tra discorso ufficiale e controdiscorsi. Rispetto alla prima edizione, i confini della memoria si allargano verso oriente e al tema della memoria coloniale. Le aree di cui si indagherà la memoria sono l’Italia, la Cina, il Portogallo, la Polonia, gli Stati Uniti, l’America del Sud, la Francia, la ex Jugoslavia, la Spagna, la Bielorussia, la Grecia e la Svezia. Sarà inoltre dato ampio spazio alla relazione tra memoria e arti visive, con la partecipazione dell’artista Daniel Blaufuks e la presenza di alcuni interventi sugli aspetti visuali della memoria. Lingue del convegno: italiano, inglese, francese. Comitato scientifico Elisa Bricco, Alessia Cassani, Roberto Francavilla, Anna Giaufret, Simona Leonardi, Laura Quercioli Mincer, Marco Succio, Stefano Vicari Comitato organizzativo Roberto Francavilla, Anna Giaufret, Laura Quercioli (con la collaborazione di Vittoria Bottani)
Nom du contact: 
Giaufret Anna
Courriel du contact: 
anna.giaufret.unige@gmail.com
Adresse postale: 
Piazza S. Sabina, 2
Suggéré par: 
Giaufret Anna
Courriel: 
anna.giaufret.unige@gmail.com
Date de début ou date limite de l'événement: 
03/12/2021
02/12/2021
Date de fin de l'événement: 
03/12/2021
Ville de l'événement: 
Genova
Type d'événement: 
Colloques
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Memoria, XX secolo

Il corpo sonoro della scrittura

Seminario con Martin Rueff

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Seminario tenuto dal prof. Martin Rueff (Université de Genève) nell'ambito del gruppo di ricerca dipartimentale "Rimediare, performare, intermediare", coordinato dalla prof.ssa Laura Santone
"Il corpo sonoro della scrittura" - 5 novembre 2021 - ore 11-13 Sala Ignazio Ambrogio - via del Valco di San Paolo 19 Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere
Nom du contact: 
Laura Santone
Courriel du contact: 
laura.santone@uniroma3.it
Adresse postale: 
via del Valco di san Paolo 19 - Università Roma Tre
Suggéré par: 
Laura Santone
Courriel: 
laura.santone@uniroma3.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
05/11/2021
Date de fin de l'événement: 
05/11/2021
Ville de l'événement: 
Roma
Type d'événement: 
Séminaires et conférences
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
rimediazione, intermedialità, scrittura

Declinazioni del rischio / Déclinaisons du risque

Per un'archeologia degli immaginari estetico-letterari dal Novecento ad oggi. - Une archéologie des imaginaires esthético-littéraires du vingtième siècle à nos jours.

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Il convegno si propone di mostrare la presenza e la rilevanza del concetto di rischio in ambito letterario e artistico lungo tutto il Novecento europeo fino alla contemporaneità.
[Version française en bas de page - English below] Declinazioni del rischio - Per un’archeologia degli immaginari estetico-letterari dal Novecento ad oggi 28-30 marzo 2022, Università di Torino. Organizzato da: Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino in collaborazione con l’ANR Project ALEA Nonostante la sua centralità in un vasto spettro di discipline – dalla matematica alla fisica passando per l’economia e le scienze sociali – il concetto di rischio, elemento cruciale nelle società post-industriali emerse dal processo di modernizzazione (Beck, 1986), ha ad oggi ricevuto scarsa attenzione nell’ambito delle discipline umanistiche. Parliamo di rischio nei casi in cui una progettualità viene commisurata a possibili avvenimenti nefasti, suscettibili di minacciare l’integrità o l’incolumità di individui, società, sistemi o organizzazioni. Il rischio implica, in questo senso, la possibilità di un imprevisto, l’esistenza di un margine di incertezza quanto al futuro e la questione della sua gestione (attraverso il calcolo delle probabilità, l’invenzione di narrazioni anticipatorie, ecc.). Il convegno, che si terrà dal 28 al 30 marzo 2022 a Torino, si propone di mostrare la presenza e la rilevanza del concetto di rischio in ambito letterario e artistico lungo tutto il Novecento europeo fino alla contemporaneità. In particolare, vorremmo capire in che modo il rischio intervenga nelle pratiche artistico-letterarie, permettendo di plasmare non soltanto nuove pratiche sociali e stili di vita, ma anche nuove forme di progettualità, di razionalità e di cura del mondo. Il rischio, in effetti, può apparire come il modo in cui un progetto (razionale o, più generalmente, di configurazione del mondo) viene messo in discussione attraverso l'ipotesi del suo possibile fallimento. Ci chiederemo se attraverso la valorizzazione o lo svilimento del rischio nell’arte e nella letteratura del Novecento sia ancora possibile individuare tracce di una definizione umanistica e illuministica delle arti, coerente con una progettualità razionale. A partire da queste premesse, il convegno indagherà i seguenti oggetti: le opere artistiche, letterarie, musicali, ecc., che mettono in gioco rappresentazioni o attuazioni del rischio dalle avanguardie del primo Novecento europeo fino alla contemporaneità e agli interrogativi estetici sull’antropocene (Logé, 2019), il “capitalocene” (Bourriaud, 2017) o il post-futurismo (Berardi, 2013); i discorsi sulle opere letterarie, musicali, artistiche, ecc., che tematizzano direttamente o indirettamente rappresentazioni o attuazioni del rischio; i discorsi teorici provenienti da altri campi (filosofia, scienza, sociologia, antropologia, linguistica) che fungono esplicitamente da riferimento per i discorsi sulle opere menzionate o che costituiscono il loro contesto implicito. Il Convegno si propone di avviare un lavoro di ricerca mirato alla redazione di una Storia delle idee e delle tematizzazioni del rischio dal Novecento alla contemporaneità. Lo scopo del progetto è quello di fare emergere i meccanismi di costituzione di immaginari e complessi teorici legati al rischio. Il comitato scientifico del convegno prenderà in esame le proposte di comunicazione che si iscriveranno negli seguenti assi. a. Come evolve nel corso del secolo l’idea comune nata nell’Ottocento secondo la quale esisterebbe un’isomorfia tra arte e rischio? Sembra che nel Novecento prenda forma e consistenza l’idea secondo la quale l’opera d’arte può o deve essere definita attraverso nozioni quali rottura, innovazione e sorpresa (Benjamin, 2012) come se fosse impensabile un’esperienza artistica o letteraria che faccia a meno di un’apertura al rischio. È possibile storicizzare questa concezione ponendola all'interno dei possibili estetici con e contro i quali ha preso forma? Quali sono le retoriche narrative che rispecchiano l’isomorfia in questione (si pensi alle mitobiografie o ai biopics cinematografici)? b. Come definire la situazione contestuale dei discorsi di valorizzazione del rischio? In che modo le valorizzazioni del rischio in ambito artistico rispecchiano i discorsi che trattano del rischio fuori dalla sfera estetica? Come queste valorizzazioni entrano in risonanza con eventi storici e con discorsi sulla storia che enfatizzano o meno la possibilità di una fine inevitabile? Quali posture etiche e politiche di creatori, critici, teorici si delineano a seconda dell’adesione o meno alle diverse valorizzazioni o svalutazioni del rischio nel campo artistico (Jullien, 2018)? Esiste una connessione tra pratiche estetiche di rischio e teorie rivoluzionarie da un lato (si pensi a Brecht o Piscator) e posizioni conservatrici dall’altro (come nell’opera di Jünger)? c. Come si costruisce e si articola nel discorso critico l’ipotesi del fallimento (definitoria del rischio)? Qual è la funzione di questa ipotesi (Le Breton propone di considerare il rischio come un modo per “pallier un sentiment de perte de sens et d’identité”)? L’eventualità del fallimento permette di fare emergere in maniera contrastiva nuove definizioni dell’arte in un’epoca in cui le definizioni tradizionali sono in crisi (T. Macrì, 2017)? Quali sono i criteri del possibile fallimento? Cosa implicano rispetto a un possibile successo dell’opera? Le proposte di comunicazione, di circa 250 parole, vanno indirizzate al comitato organizzatore tramite la casella email convegnorischio2022@gmail.com, entro il 20/12/2021, insieme a un breve profilo biografico. Le proposte saranno valutate entro il 10/01/2022. Gli interventi dovranno essere di 20 minuti ciascuno. COMITATO ORGANIZZATIVO: Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti COMITATO SCIENTIFICO Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli convegnorischio2022@gmail.com ********************************************************************************************** Déclinaisons du risque - Une archéologie des imaginaires esthético-littéraires du vingtième siècle à nos jours. 28-30 mars 2022, Université de Turin Organisé par : Dipartimento di Studi Umanistici, Université de Turin en collaboration avec le projet ANR “ALEA” En dépit de son importance cruciale dans un large éventail de disciplines ⎯ des mathématiques à la physique en passant par l'économie et les sciences sociales ⎯ le concept de risque, élément fondamental des sociétés post-industrielles issues du processus de modernisation (Beck, 1986), a reçu peu d'attention dans le champ des humanités. On parle généralement de risque dans les cas où l’établissement d’un projet se mesure à l’hypothèse d’événements indésirables mais possibles qui peuvent menacer l'intégrité ou la sécurité d’individus, de sociétés ou plus généralement de systèmes ou d’organisations. En ce sens, le risque implique la possibilité de l'inattendu, l'existence d'une marge d'incertitude quant à l'avenir ainsi que la question de savoir comment gérer cette incertitude (par le calcul de probabilités, l'invention de récits d'anticipation, etc.) Le colloque “Déclinaisons du risque”, qui se tiendra du 28 au 30 mars 2022 à Turin, vise à montrer la présence et la pertinence de ce concept dans la littérature et l'art tout au long du vingtième siècle européen jusqu'à aujourd’hui. Nous tâcherons de comprendre comment le risque intervient dans les pratiques artistiques et littéraires, comment il permet de façonner non seulement de nouvelles pratiques sociales et de nouveaux modes de vie, mais aussi de nouvelles formes de rationalité et de soin du monde, de nouvelles manières de penser la formation d’objets et de projets ⎯ en effet, il y a risque dès lors qu’un projet (rationnel ou, plus généralement, de mise en forme du monde) se trouve mis en question par l'hypothèse d’un échec possible. Nous nous demanderons donc ce qui demeure, dans les valorisations et les dévalorisations du risque dans l'art et la littérature du vingtième siècle, d'une définition humaniste des arts encore cohérente avec un projet rationnel. Dans le cadre de cette interrogation générale, le colloque s’attachera à l’étude des objets suivants : les œuvres artistiques, littéraires, musicales, etc., qui mettent en jeu des représentations ou des actualisations du risque, depuis les avant-gardes européennes du début du XXe siècle jusqu'au contemporain et aux questionnements esthétiques sur l'anthropocène (Logé, 2019), le " capitalocène " (Bourriaud, 2017) ou le post-futurisme (Berardi, 2013) ; les discours sur les œuvres littéraires, musicales, artistiques, etc., qui thématisent directement ou indirectement des représentations ou effectuations du risque ; les discours théoriques d'autres domaines (philosophie, sciences, sociologie, anthropologie, linguistique) qui servent explicitement de référence aux discours sur les œuvres ou qui constituent leur contexte implicite. Le but du colloque est de jeter les bases d’une histoire des idées et des thématisations du risque du 20ème siècle à nos jours, en mettant en évidence les mécanismes de constitution des imaginaires et des complexes théoriques liés à cette notion. Le comité scientifique de la conférence examinera les propositions de communication qui s'inscriront dans les axes suivants: a. Comment a évolué au cours du siècle l'idée commune, née au XIXe siècle, selon laquelle il existe un isomorphisme entre art et prise de risque ? Au XXe siècle, l'idée qu'une œuvre d'art peut ou doit être définie par des notions telles que la rupture, l'innovation et la surprise (Benjamin, 2012) s’est affirmée avec la force et la constance que l’on sait, comme s'il était devenu impensable qu’une expérience artistique ou littéraire s’effectue sans prise de risque. Est-il possible d'historiciser une telle conception en la situant dans les possibles esthétiques avec et contre lesquels elle a pris forme ? Quelles sont les rhétoriques narratives qui reflètent une telle isomorphie ? b. Comment définir la situation contextuelle des discours de valorisation du risque ? Comment les évaluations du risque dans la sphère artistique reflètent-elles les discours traitant du risque en dehors de la sphère esthétique? Comment ces valorisations résonnent-elles avec les événements historiques et les discours sur l'histoire qui soulignent (ou non) la possibilité d'une fin inévitable? Quelles sont les postures éthiques et politiques de créateurs, de critiques ou de théoriciens qui émergent selon qu’on adhère ou non à telles ou telles valorisations ou à telles ou telles dévalorisations du risque dans le champ artistique (Jullien, 2018)? Y a-t-il un lien entre les pratiques esthétiques du risque et les théories révolutionnaires ou bien, au contraire, ces pratiques peuvent-elles s’articuler à certaines positions nettement conservatrices ? c. Comment l'hypothèse de l'échec (définitoire du risque) s’articule-t-elle dans le discours critique ? Quelle est la fonction de cette hypothèse (Le Breton propose de considérer le risque comme un moyen de "pallier un sentiment de perte de sens et d'identité") ? La reconnaissance de la possibilité de l'échec permet-elle de faire émerger, par contraste, de nouvelles définitions de l'art à un moment où ses définitions traditionnelles sont en crise (T. Macrì, 2017) ? Quels sont les critères d'un éventuel échec ? Qu'impliquent-ils quant à une éventuelle réussite de l'œuvre ? Les propositions, d'environ 250 mots, doivent être adressées au comité d'organisation à l’adresse convegnorischio2022@gmail.com, avant le 20/12/2021. Elles seront accompagnées d'un bref profil bio-bibliographique et seront évaluées avant le 10/01/2022. Les interventions retenues seront de 20 minutes chacune. COMITÉ D'ORGANISATION Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti COMITÉ SCIENTIFIQUE Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli ********************************************************************************************** Declinations of risk - An archeology of aesthetic-literary imaginaries from the 20th century to the present. 28-30 March 2022, University of Turin Organised by: Department of Humanities, University of Turin in collaboration with the ANR Project ALEA Despite its centrality in a wide range of disciplines - from mathematics to physics through economics and social sciences - the concept of risk, a crucial element in post-industrial societies that have emerged from the modernisation process (Beck, 1986), has so far received little attention in the humanities. One speaks about risk when a project is commensurate with possible adverse events that could threaten the integrity or safety of individuals, companies, systems or organisations. Thus risk implies the possibility of the unexpected, the existence of some uncertainty about the future and the question of how to manage it (by calculating probabilities, inventing anticipatory narratives, etc.). The conference, to be held from 28 to 30 March 2022 in Turin, aims to show the presence and relevance of the concept of risk in literature and art throughout the European 20th century up to contemporary times. We would like to understand how risk is involved in artistic and literary practices, allowing us to shape not only new social practices and lifestyles, but also new forms of planning, rationality, and care for the world. Indeed, risk may appear as the way a project (rational or, more generally, of configuring the world) is challenged by the hypothesis of its possible failure. We will thus ask ourselves what remains, in the valuations and devaluations of the risk in the art and the literature of the twentieth century, of a humanist definition of arts still coherent with a rational project. Based on these premises, the conference will investigate the following objects: the artistic, literary, musical works, etc., that bring into play representations or realisations of risk from the avant-garde of the early 20th century in Europe up to contemporary times and the aesthetic questions about the Anthropocene (Logé, 2019), the "Capitalocene" (Bourriaud, 2017) or the Post-Futurism (Berardi, 2013); discourses on literary, musical, artistic works, etc., which directly or indirectly focus on representations or implementations of risk; theoretical discourses from other fields (philosophy, science, sociology, anthropology, linguistics) that explicitly serve as a reference for the above-mentioned discourses on the artwork or constitute their implicit context. The aim of the conference is to sketch a History of the ideas and themes of risk from the 20th century to the present day by bringing out the mechanisms of constitution of imaginaries and theoretical complexes related to risk. The scientific committee of the conference will consider communication proposals that fit into the following axes. a. How has the common idea, born in the 19th century, according to which there is an isomorphism between art and risk, evolved over the 20th century? It seems that in the 20th century the idea that a work of art can or should be defined through notions such as rupture, innovation and surprise (Benjamin, 2012) took shape and consistency, as if an artistic or literary experience were unthinkable without an openness to risk. Is it possible to historicize this notion by placing it within the aesthetic possibilities with and against which it developed? Which rhetorical narratives reflect the isomorphy in question (think of mythobiographies or biopics)? b. How to define the contextual situation of risk valorization discourses? How do valorizations of risk in the artistic sphere reflect discourses dealing with risk outside the aesthetic sphere? How do these valuations echo historical events and discourses on history that do or do not underline the possibility of an inevitable end? What ethical and political posture of creator, critic and theorist emerges depending on whether or not one adheres to this or that valorization or devaluation of risk in the artistic field (Jullien, 2018)? Is there a link between aesthetic practices of risk and revolutionary theories or, on the contrary, can these practices be articulated with certain fiercely conservative positions? c.How is the hypothesis of failure ( which defines risk) articulated in the critical discourse? What is the function of this hypothesis (Le Breton proposes to consider risk as a way of "pallier un sentiment de perte de sens et d'identité")? Does the recognition of the possibility of failure allow for the emergence, by contrast, of new definitions of art at a time when its traditional definitions are in crisis (T. Macrì, 2017)? What are the criteria for a possible failure? What do they imply about the eventual success of the work? Proposals of about 250 words may be submitted to convenors through convegnorischio2022@gmail.com by 20 December 2021, together with a bio-bibliographical profile. Proposals will be read and evaluated by 10 January 2022. The time of delivery for each paper should be no more than 20 minutes. ORGANIZING COMMITTEE: Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti SCIENTIFIC COMMITTEE: Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli
Nom du contact: 
Comitato organizzativo
Courriel du contact: 
convegnorischio2022@gmail.com
Suggéré par: 
Benoît Monginot
Courriel: 
benoit.monginot@unito.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
20/12/2021
Ville de l'événement: 
Torino
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Letteratura Filosofia Storia dell'arte Estetica Storia dell'idee

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