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Scrittura, arte e pathos

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Convegno internazionale organizzato dal Dipartimento di Lingue letterature culture straniere dell'Università Roma Tre a cura di a cura di Bruna Donatelli e Chiara Pasetti.

Camille Claudel, Antonia Pozzi, Séverine: tre donne e tre artiste
che, con modalità differenti, si sono distinte nel campo dell’arte,
della poesia e della scrittura, percorrendo strade innovative per
la loro epoca. Tutte e tre possono essere descritte come figure
ed esistenze dell’arte e per l’arte; parafrasando un’espressione
simmeliana, non sono soltanto delle vite, ma più che vite, che
spesso pagarono il prezzo del pathos affiorante, e suscitato, nelle
loro modalità espressive.
La prima, Camille Claudel (1864-1943), di cui ricorre quest’anno
il centocinquantesimo anniversario della nascita, dopo aver
lavorato con Alfred Boucher ed essere stata allieva di Rodin, si
differenzia dai maestri per una poetica considerata scandalosa
ai tempi: non teme di mostrare il corpo nudo, né di rivelare i segni
dell’invecchiamento nelle figure che scolpisce. Il suo talento la porta
all’attenzione dei principali critici d’arte della fine dell’Ottocento,
e certamente avrebbe potuto arricchire il campo della scultura
del secolo scorso di nuove e affascinanti opere, se la madre e il
fratello Paul Claudel, in seguito a disturbi mentali classificati dai
medici come “deliri di persecuzione”, non l’avessero fatta internare
nel 1913 in un manicomio fino alla fine della sua vita.
Antonia Pozzi (1912-1938), poetessa allieva di Antonio Banfi e
amica dei principali intellettuali (scrittori, poeti, filosofi) degli anni
Trenta del Novecento, si accosta per prima, in Italia, agli scritti
giovanili di Gustave Flaubert, presentando un’analisi dei testi
flaubertiani assolutamente originale e inedita per quegli anni.
Il suo nome si impone tra gli allievi di Banfi con una sua particolare
aura, dovuta anche, ma non solo, alla sua storia personale: morì
suicida a soli ventisei anni, lasciando inedite tutte le sue poesie
e i suoi scritti che testimoniano l’intensità con la quale visse
sulla propria pelle il tema (centrale nel pensiero di Banfi e di
tutta la sua scuola) della «crisi» dell’arte tra decadentismo e
avanguardie.
Séverine, pseudonimo di Caroline Rémy (1855-1929), fu una delle
prime donne che riuscì a distinguersi nel campo del giornalismo,
da lei considerato un mezzo di denuncia sociale. Allieva di
Jules Vallès, fu una delle firme di punta del giornale fondato da
Marguerite Durand, La Fronde. Frondista nella penna e nell’anima,
denunciò ogni forma di prevaricazione sociale e di ingiustizia.
Schierandosi sempre dalla parte dei poveri e degli oppressi,
condusse battaglie a favore della riabilitazione del capitano
Dreyfus, della cui innocenza non dubitò mai, di alcuni anarchici
del tempo, e, fra gli ultimi, a favore di Sacco e Vanzetti. Scelse di
non aderire al nascente movimento femminista per conservare
la propria indipendenza, ma si batté per il diritto di voto per le
donne, scrisse un articolo in cui si mostrò favorevole all’aborto,
e denunciò aspramente le violenze perpetrate all’interno delle
famiglie, secondo lei da attribuire al fatto che l’uomo considerava
ancora la donna una “sua proprietà”.

Programma

a cura di Bruna Donatelli e Chiara Pasetti

►7 aprile ore 9,30
Saluti delle autorità

Apertura dei lavori
Bruna Donatelli

Ore 10,00
Camille Claudel a 150 anni dalla sua nascita
Presiede: Aurelio Principato (Università Roma Tre)
Le sculture di Camille Claudel: anatomie della vita interiore
Sandro Parmiggiani (Università Cattolica di Milano)
«C'è sempre qualcosa di assente che mi tormenta»
Domenico Nano (Dipartimento di Salute Mentale ASL Novara)

Discussione

Pausa: ore 11,15

Ore 11,30 Proiezione del film: Camille Claudel di Bruno Nuytten.

Pausa pranzo

►Ore 15,30
Presiede: Alessandro Parmiggiani
La femme, la folie, la création
Mireille Tissier (Université Paris VIII):
Presentazione del libro di Odile Ayral-Clause, Camille Claudel,
edizioni Castelvecchi a cura di Chiara Pasetti (Université de Haute
Normandie- Roma Tre)

Ore 17,00
Mise en espace:
Camille. Un fiore che non cambia affatto
Tratta dalle lettere di Camille Claudel.
Interprete Silvia Lorenzo. La voce di Rodin in scena è di Massimo Popolizio
Testi e regia di Chiara Pasetti.

Introducono Chiara Pasetti e Andrea Pescio

►8 aprile ore 9,30
Antonia Pozzi: «l’adesione innata» alla poesia
Presiede: Marco Federici Solari

La scrittura come vita. Banfi e Antonia Pozzi
Daniela Angelucci (Università Roma Tre)
La scuola di Milano e la cultura tedesca: il caso Kafka
Francesco Fiorentino (Università Roma Tre)
Facoltà di sogno e facoltà di ironia. Antonia Pozzi e l’anima di Gustave Flaubert
Chiara Pasetti (Université de Haute Normandie-Roma Tre)
Lettura di brani in prosa e poesia di Antonia Pozzi a cura di Silvia Lorenzo
Discussione

Pausa: ore 11,30

Ore 11,45 Proiezione del documentario di Silvio Raffo: Antonia Pozzi.
L'anima delle cose. Prodotto da Elena Beccalli con Silvio Raffo.

Pausa Pranzo

►Ore 15,30
Séverine la combattente
Presiede: Chiara Pasetti
Séverine et le reportage moderne
Géraldine Muhlmann (Université Panthéon-Assas, Paris 2)
Vallès/Séverine: lezioni di giornalismo a una donna
Silvia Disegni (Università di Napoli Federico II):
Séverine e il caso Dreyfus
Agnese Silvestri (Università di Salerno):
Ritratti di Séverine: i «lavis» di Colette Deblé
Bruna Donatelli (Università Roma Tre)

Discussione
Intervengono:
Lorenzo Del Bocca e Armando Massarenti

Conclusioni

 

Indirizzo:

Dipartimento di Lingue littérature culture straniere

Università Roma Tre

Sala Ignazio Ambrogio

Roma - Via del Valco di San Paolo, 19

Suggéré par: 
Micaela Rossi
Courriel: 
micaela.rossi@unige.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
07/04/2014
Date de fin de l'événement: 
08/04/2014
Ville de l'événement: 
Roma
Type d'événement: 
Colloques
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Camille Claudel, Antonia Pozzi, Séverine