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Prospettive critiche

Résumé de l'annonce (2 lignes maximum): 
Parte "Prospettive critiche", nuovo ciclo di incontri nelle scienze umane e sociali. Dal 30 settembre al 3 dicembre l'Institut francais italia invita 4 pensatori francesi in scienze umane e sociali.<br>

Parte la prima stagione di Prospettive Critiche,
un ciclo di incontri nel campo delle scienze umane e sociali,
organizzato dall'Institut français Italia, per illustrare le novità
della ricerca francese, pubblicate di recente in Italia e presentate
dagli stessi autori.

L’Institut français Italia intende in questo modo partecipare ai
dibattiti che animano la società italiana, contribuendo a far luce su
questi, attraverso la riflessione di ricercatori, docenti universitari,
saggisti.

Nell’autunno del 2014,
attraverso i diversi punti di vista dei nostri autori sulla crisi
globale, il pubblico italiano avrà l’opportunità di scoprire l’approccio
sociologico di Serge Paugam, che si concentra sul fenomeno della povertà (La forme elementari della povertà, Il Mulino, 2013), quello più filosofico di Myriam Revault d’Allonnes, che analizza le diverse implicazioni dell’uso della parola “crisi“ (La crisi senza fine, O barra O, 2014) mentre François Cusset tornerà sul concetto di “French Theory“ e sugli autori ad esso legati (French Theory, il Saggiatore, 2012). Infine, Catherine Wihtol de Wenden
si concentrerà sul caso particolare di migrazione e migranti, così
d’attualità in Italia (Atlante mondiale delle migrazioni, Vallardi,
2012).

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DI QUESTA STAGIONE

 

Serge Paugam
è direttore di ricerca all’École des hautes études en sciences sociales
e presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi.

Avrete l'opportunità d'incontrarlo :
- all'Institut français di Napoli il 30 settembre alle 18.30 (incontro con traduzione consecutiva, nell’ambito del festival l’Arte della Felicità)
- all'Università degli Studi di Firenze il 2 ottobre alle 10.00 (incontro moderato dal Prof. Fulvio Conti, con traduzione consecutiva)
intorno al suo libro Le forme elementari della povertà (il Mulino, 2013)

La povertà è un fenomeno ingombrante, espressione di una disuguaglianza
difficile da accettare in società complessivamente ricche e
democratiche. Il destino cui l’Occidente moderno ha creduto di poter
sfuggire non è forse rappresentato proprio dai poveri? Questo originale
studio si concentra non tanto sulla povertà in sé, definita attraverso
soglie quantitative e misurata con indicatori di vario tipo, quanto
sulle relazioni tra una società e i “suoi” poveri. Le rappresentazioni
sociali della povertà, da un lato, e l’esperienza vissuta dagli
individui etichettati come poveri, dall’altro, consentono di cogliere,
oltre le variazioni di intensità del fenomeno, la sua diversa “qualità”,
secondo tre principali forme tipiche: povertà integrata, marginale e
squalificante.

 

Myriam Revault d’Allonnes è professore ordinario di Filosofia politica all’École Pratique des Hautes Études e a Sciences Po“.

 

Avrete l'opportunità d'incontrarla
- all'Università di Firenze il 28 ottobre alle 11.00 (incontro con traduzione consecutiva nell’ambito del seminario Proxemics, in collaborazione con Universita’ di Firenze, IMLR
International Mind Laboratory Research e con Istituto Superiore di
Sanita’ Dip. di Neuroscienze, Consiglio Superiore di Sanita’. Relatori:
Mario Pissacroia - MyRed’Al, Alberto Peruzzi - UniFi, Marco Costa -
UniBo, Federico Brunetti - Politecnico di Milano, Enrico Alleva - ISS)
- al Circolo dei Lettori di Torino il 30 ottobre alle 18.00 (incontro con traduzione consecutiva).
intorno al suo libro La crisi senza fine (O barra O, 2014) .

Oggi non parliamo più delle crisi – singolarità plurali legate ad
ambiti specifici – ma della crisi: singolare collettivo che ingloba
registri completamente differenti.” Da qui la filosofa Myriam Revault
d’Allonnes esamina il significato originario della parola “crisi”, che
nell’accezione antica di Krisis indicava lo stadio più critico della
malattia, il momento estremo da cui si doveva uscire. Oggi, invece,
tutto avviene come se la crisi fosse diventata permanente. Non ne
vediamo l’uscita, è la trama stessa della nostra esistenza. La crisi,
che all’origine segnava il momento risolutivo, è diventata il termine
con cui si spiega tutto.

 

François Cusset è professore ordinario di studi americani all’Università Paris-Ouest.
 

Avrete l'opportunità d'incontrarlo
- all'Università di Palermo il 27 novembre alle 17.00
sul tema «teoria critica francese e anticipazione del nostro momento
presente» (incontro con il Prof. Salvo Vaccaro, il Prof. Gianfranco
Marrone e la Prof.ssa Laura Bizzicalupo dell'Università di Salerno, con
traduzione consecutiva)
- al Circolo dei Lettori di Torino il 24 novembre alle 18.00
- all'Università della Sapienza a Roma il 25 novembre alle 16.30 sul
tema «Dialogo tra French theory e Italian theory» (incontro con il
Prof. Dario Gentili, moderato dal Prof. Stefano Petrucciani, con
traduzione consecutiva)
intorno al suo libro French Theory (il Saggiatore, 2012)

“La
fantascienza americana, dal Cyberpunk a Matrix, discende da
Baudrillard. La musica elettronica e l’idea stessa di Internet da
Deleuze e Guattari.”
“Foucault, Deleuze e Derrida &
Co”, che nella Francia degli anni ‘70 non formavano un gruppo omogeneo
di pensiero, furono definiti come “scuola”, quella della French theory,
dal mondo accademico statinutense. All’incrocio fra formalismo, Cultural
studies, New Historicism e Queer studies, François Cusset ripercorre il
destino nord-americano dei «maîtres à penser» francesi e espone il loro
ruolo nella riconfigurazione della teoria filosofica, culturale e
politica degli Stati Uniti.

 

Catherine Wihtol de Wenden
è giurista, direttrice di ricerca del Centre National de la Recherche
Scientifique e consulente di diverse organizzazioni, tra cui l’OCSE, la Commissione Europea, l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU e il Consiglio d’Europa.

Avrete l'opportunità d'incontrarla
- all'Institut français di Napoli il 1 dicembre alle 18.30 (conferenza in italiano)
- all'Università degli Studi di Bari il 2 dicembre alle 15.30 sul tema «migrazioni e frontiere» (conferenza in italiano moderata dal Prof. Daniele Petrosino)
- all'Università di Palermo il 3 dicembre alle 17.00
intorno sul tema «sfide e opportunità dello spazio migratorio
euro-mediterraneo» (conferenza in italiano con la Prof.ssa Jacqueline
Lillo e il Prof. Marcello Saija)
intorno al suo libro Atlante mondiale delle migrazioni (Villardi, 2012)

Fin dalle sue origini l’umanità si è spostata in maniera incessante
alla ricerca di condizioni di vita migliori, da una regione all’altra,
da un continente all’altro. Oggi con la globalizzazione le dimensioni
del fenomeno e la velocità degli spostamenti sono cambiate in maniera
radicale: su una popolazione mondiale di oltre 6 miliardi di persone,
circa 200 milioni sono migranti. Nel grande scenario dei movimenti delle
popolazioni, ci sono da una parte persone spesso giovani e istruite
che, per sfuggire a crisi politiche o ambientali, sfidano enormi
pericoli sperando in un futuro migliore; dall’altra, i Paesi meta delle
migrazioni, alle prese con l’invecchiamento dei propri abitanti e la
scarsità di manodopera in settori come l’edilizia, l’agricoltura e i
servizi assistenziali. L’Atlante mondiale delle migrazioni spiega come
migrazione e sviluppo siano interdipendenti, ognuno causa e insieme
effetto dell’altro, e come sia possibile una strategia che benefici il
Paese d’origine, quello d’accoglienza e i migranti stessi.

Suggéré par: 
Nancy Murzilli
Courriel: 
nancy.murzilli@unige.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
30/09/2014
Date de fin de l'événement: 
03/12/2014
Ville de l'événement: 
Bari, Firenze, Napoli, Palermo, Roma, Torino
Type d'événement: 
Séminaires et conférences
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
prospettive critiche