
Il convegno fa seguito
all’incontro organizzato a marzo 2014, all’Institut français Firenze,
intitolato “L’immagine oltre il quadro”. Accolto con entusiasmo dalla
comunità universitaria di Firenze, ha ricevuto un pubblico numeroso e
vario. Il tema allora era il rapporto tra testo ed immagine nelle arti,
in Francia e in Italia, dal X al XVII secolo.
In
continuità col precedente – attraverso l’attualità della ricerca in
Storia dell’arte – il convegno 2015 avrà come scopo quello di proporre
un asse di studio innovatore e trasversale intorno al concetto di
medialità delle immagini nelle arti, dal Medioevo all’età barocca, in
Francia e in Italia.
Nel
corso degli ultimi decenni, gli studi iconografici e iconologici hanno
fatto appello a nuovi metodi di analisi e ad un approccio incrociato
delle discipline, come l’antropologia, la teologia, la semiologia, la
filologia, l’archeologia dell’edificato etc. Questo rinnovamento della
ricerca ha fatto nascere prospettive inedite per la comprensione
dell’immagine in collegamento con il suo contesto. Hans Belting e
Jean-Claude Schmitt hanno aperto la strada analizzando le immagini a
seconda dei loro usi e delle loro funzioni e mettendole in relazione con
le rappresentazioni mentali che partecipavano alla loro concezione.
Occorre anche citare i lavori pionieri di Jean Wirth, che ha dedicato il
suo lavoro all’immagine medievale, alla sua genesi e ai sistemi che
regolano il suo funzionamento all’interno della società. Jérôme Baschet e
Éric Palazzo si sono consacrati allo studio delle rappresentazioni
religiose e alle loro espressioni visive nel loro spazio di accoglienza e
secondo i riti liturgici. Nicolas Reveyron, specialista
dell’archeologia del costruito e iconografo, ha associato il contributo
di queste scienze con i testi per analizzare l’immagine monumentale e le
sue funzioni. In Italia, ricercatori autorevoli hanno portato avanti un
approccio trasversale associando testo ed immagine: Roberto Guerrini,
filologo specialista di letteratura classica, Maria Monica Donato,
storica dell’arte che ha studiato l’arte civica, e Mino Gabriele che ha
analizzato le immagini come strumenti esplicativi e retorici dell’ars memoriae.
Infine, nell’area di cultura tedesca, gli studi sul funzionamento dei
vettori di trasmissione culturale, come l’immagine, sono numerosi; per
esempio, quelli di Dieter Mersch e di David Freedberg, nonché quelli di
René Wetzel, che si interessa alle relazioni tra testo, immagine e
oralità nella letteratura religiosa medievale. Vari laboratori di
ricerca riuniscono oramai studiosi che dedicano i loro lavori
all’immagine.
Il nostro convegno propone di affrontare la medialità iconica analizzando le forme e i supporti dell’immagine nonché il suo uso e le sue funzioni. In questo modo, la tematica interroga la performance dell’immagine, la sua efficacia e la sua potenza.
Si tratterrà così di esaminare le problematiche della messa in scena
dell’immagine, della sua trasmissione e della sua percezione nelle opere
e nei monumenti, dal Medioevo fino al periodo barocco, in Francia e in
Italia.
La
questione dell’immagine sarà messa in relazione con la spazializzazione
e la luce nella sfera religiosa, cosa che offre ampio spazio agli
imperativi della liturgia. Sarà anche messa in relazione con la
distribuzione e gli usi dello spazio privato della residenza: il luogo
residenziale potrà essere quello dei laici ma anche del clero.
L’immagine
è ancora orale e musicale, cosa che permetterà di interessarsi ai suoi
supporti immateriali e ai mezzi adottati per renderla visibile.
Simbolica, l’immagine è anche uno strumento delle arti della memoria,
legata all’impatto che deve produrre sugli spiriti; emblematica, diventa
un segno d’identità come in araldica.
La
problematica della sua restituzione potrà essere studiata attraverso le
scienze applicate all’immagine (restauro d’arte) che arricchiscono la
sua comprensione. Infine, la questione della percezione, sollevata in
ciascuno dei casi, condurrà a discutere dello “sguardo” nel corso dei
secoli e dell’“archeologia dello sguardo”.
Il
convegno riunirà storici, storici dell’arte, archeologi, filologi,
musicologi, restauratori e specialisti delle arti dello spettacolo.
Gli
interventi saranno in italiano e in francese, ed è prevista la loro
pubblicazione. Le proposte d’intervento (circa 250 parole) con titolo e
una biografia, devono essere inviate a noelle-christine.rebichon@institutfrancais.it prima del 1° febbraio 2015.
Comitato
scientifico: Fulvio Cervini (Università di Firenze), Mino Gabriele
(Università di Udine), Isabelle Mallez (Institut français Firenze),
Noëlle-Christine Rebichon (Institut français Firenze), Nicolas Reveyron
(Université Lyon 2), Philippe Vendrix (Centre d’Études Supérieures de la
Renaissance de Tours).