La prima metà del XVI secolo vede la pubblicazione delle prime traduzioni francesi delle tragedie classiche. Nel 1544, una traduzione in versi dell’Ecuba di Euripide, opera di Guillaume Bochetel, viene pubblicata a Parigi da Robert Estienne. L’unico antecedente dell’Ecuba di Bochetel è la traduzione latina di Erasmo (1504-1506), pensata per fornire un aiuto ai lettori che non riuscivano a comprendere perfettamente il testo greco. È precisamente nella prospettiva di offrire uno strumento di supporto ai lettori che si collocano i primi traduttori francesi in lingua volgare. Negli stessi anni compare anche la traduzione italiana dell’Ecuba ad opera di Matteo Bandello, autore che ha svolto un ruolo importante alla corte di Francia e che ha intrattenuto stretti rapporti con la famiglia reale. È quindi possibile che la traduzione di Erasmo sia servita da intermediario tra l’originale greco e i due traduttori. Il prof. Fassina proporrà quindi un’analisi comparativa di questi testi, al fine di comprendere meglio il fenomeno della traduzione e della riscrittura nel Rinascimento tra Italia e Francia.
Filippo Fassina è professore associato di Letteratura francese all’Università del Piemonte Orientale. Le sue ricerche si concentrano sullo studio della ricezione e della traduzione dei classici nel Rinascimento francese, in particolare delle tragedie greche e latine, delle opere di Plutarco e della poesia alessandrina. Tra le sue pubblicazioni più importanti: Lazare de Baïf, Tragedie de Sophoclés intitulee Electra, edizione critica a cura di F. Fassina, Vercelli, Edizioni Mercurio, 2011 ; Guillaume Bochetel, La tragedie d’Euripide, nommee Hecuba, edizione critica a cura di F. Fassina, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2014 ; Pierre Brumoy e il «Théâtre des Grecs», Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2017 ; Mercurino Arborio Gattinara. Carteggi inediti, manoscritti autografi e ricostruzione storiografica, a cura di A. Borgna, F. Fassina, M. Mastroianni, C. Rosso, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2025 ; L’attribution à Jacques Amyot d’un corpus de manuscrits anonymes: une question encore ouverte, « Bibliothèque d’Humanisme et Renaissance », tome LXXXVII, n° 2, 2025, p. 321-341.
Filippo Fassina è inoltre membro del Progetto PRIN PNRR 2022 - Revisiting and E-Mapping Theatre Translations of Ancient and Modern Classics in 16th-century France (sedi consorziate: Università di Ferrara, Università di Verona, Università del Piemonte Orientale, Università di Torino, Università di Catania).