Il volume – in lingua francese – analizza alcuni racconti transbiografici del XXI secolo scritti da autori provenienti dall’immigrazione mediterranea degli anni Sessanta. Ciò che accomuna concretamente Samuel Benchetrit, Carlos Batista e Laura Ulonati – che hanno chiaramente origini, vite e soprattutto percorsi professionali diversi – è il rapporto con l’esperienza post-migratoria, affrontata e percepita in modo distinto in relazione alla storia, all’ambiente e al contesto che li ha circondati. Dalla periferia del piccolo Bench di Samuel Benchetrit, alla scuola frequentata dal giovane Antonio Salgado di Carlos Batista, passando per il focolare familiare denso di ricordi e segreti di Ariane, descritto da Laura Ulonati, i nostri tre autori ci restituiscono un’immagine molto realistica dell’invisibilità e delle diverse difficoltà di integrazione nella Francia della post-migrazione. I loro romanzi, attraverso la memoria di esistenze ordinarie, fanno emergere una storia personale e collettiva rimasta nascosta nell’ombra delle case popolari, nelle squallide abitazioni cedute dai datori di lavoro o nei vecchi cassetti di una casa dove la polvere e il dolore di una storia mutilata si sovrappongono.
Presentato sotto forma di un trittico, il volume mette in luce la prospettiva sociale e letteraria plurale dell’autosociofiction post-migratoria dell’area mediterranea francese, divisa tra rivendicazioni identitarie e sociali, processi di integrazione e, soprattutto, riconciliazioni con gli ambienti e i paesi d’origine.
