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Culture e scienze umane

Colonies, traite et esclavage des noirs dans la presse à la veille de la Révolution. 1er février 1788-16 juin 1789

Contenuto dell'annuncio: 

Le dossier "Des Antilles aux Indes orientales, la Révolution française et la question coloniale" (Annales historiques de la Révolution française, janvier-mars 2019) montre l’intérêt, voire la nécessité, de porter un regard global sur la colonisation, les liens entre l’Europe, les Indes...

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Categoria principale: 
Segnalato da: 
Carminella Biondi
Email: 
carminella.biondi@unibo.it
ISBN: 
978-2-343-25682-5; 978-2-343-25682-2; 978-2-343-25682-9
Collezione: 
"Autrement memes"
Anonyme
Editore: 
L'Harmattan
Luogo della pubblicazione: 
Paris
Data di pubblicazione: 
Friday, February 25, 2022
Data di pubblicazione online: 
Saturday, December 25, 2021
Parole chiave: 
Presse, Indes occidentales, Indes orientales, Ile de France, Afrique, traite et esclavage des noirs, Révolution française.
Sito web di riferimento: 
Site de l'Harmattan

Le relazioni italo-francese tra passato e presente

Le opportunità per le imprese in un contesto europeo in evoluzione

Riassunto dell'annuncio: 
Dopo il Trattato del Quirinale: legami storici e prospettive nei rapporti culturali e commerciali tra Italia e Francia
La recente “ritrovata e rinsaldata” sintonia nei rapporti già di per sé più che buoni tra Italia e Francia può generare molteplici opportunità per i cittadini, le istituzioni e le imprese di questi due Paesi, soprattutto se si considera il contesto in continua evoluzione in Europa. Riprendendo un antico e mai interrotto legame tra il saper fare e il sapere commerciare, obiettivo di questo evento è offrire agli studenti, agli operatori economici e alle istituzioni alcuni spunti di riflessione sugli sviluppi attesi dalle forme di collaborazione che si possono realizzare per valorizzare le relazioni non solo economiche ma anche culturali tra il nostro Paese e i vicini francesi. Per gli insegnanti: iniziativa di formazione e aggiornamento del personale della scuola organizzate dall’Università Cattolica, in quanto Soggetto qualificato dal MIUR ai sensi della Direttiva n. 170 del 21/03/2016. La partecipazione dà luogo agli effetti previsti dalla normativa vigente (nota MIUR n. 2915 del 15/09/2016).
Indirizzo postale: 
Largo Gemelli 1, Milano
Segnalato da: 
Sara Cigada
Email: 
sara.cigada@unicatt.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
26/03/2022
Città dell'evento: 
Milano
Tipo di evento: 
Séminaires et conférences
Categoria principale: 

Scritti letterari di artisti non letterati

Call for papers di "Poli-Femo", n.24

Riassunto dell'annuncio: 
Si accettano contributi in italiano, inglese e francese : verrano mandati a redazione.polifemo@iulm.it un abstract (min.10/max.20 righe), keywords e un breve curriculum vitae del proponente, entro il 28 febbraio 2022. EDIT : Prorogato al 20 marzo 2022.
Scritti letterari di artisti non letterati La scrittura degli artisti non letterati è un genere eterogeneo in cui produzioni di natura finzionale o poetica si affiancano a scritti più tipici, come il manifesto programmatico, il saggio, l’epistola, l’intervista, l’articolo di taglio pubblicistico. Molta di questa produzione ha dichiarate ambizioni letterarie o rivela un’intenzione, pur non esplicita, in questo senso. Sarà proprio tale intenzione letteraria l'oggetto dell’indagine del numero 24 della rivista Poli-Femo. Sia anzitutto delimitato il campo per esclusione: questo numero in elaborazione di «Poli-Femo» non si occupa dell’opera di quella categoria di artisti che sono gli autori letterari: scrittori di poesie, romanzi, racconti, fiabe, drammi ecc.; si occupa bensì – in positivo – dell’opera scritta di tutti gli artisti di altra specie, rappresentanti non della letteratura ma delle diverse altre arti. Una classificazione rudimentale delle quali comprenderà le arti visive (pittura, scultura ecc.), quelle performative (musica, danza, teatro, teatro musicale ecc.), quelle costruttive (architettura, design), le arti della tecnologia mediale elettr(on)ica (fotografia, cinema, videoarte, radiodramma ecc.) e tutte quelle nate più di recente come ibridi o estensioni o torsioni delle arti tradizionali (arte concettuale, installazione, performance art, land art, net art, fumetto, videogame ecc.). Nell’ultima fase storica, dal modernismo in avanti, è forte la tendenza a decostruire i codici espliciti e impliciti del sistema della letteratura (o latamente della scrittura). Compresi i codici relativi ai generi e alla loro classificazione. Sul fronte creativo, gli autori sono sempre più propensi a trasgredire l’ordinamento dei generi secolari o millenari codificati, varcando o abolendo i confini – su piani diversi – tra poesia e prosa, tra fictio e dictio, tra letteratura alta e bassa, tra scrittura pura e scrittura commista con altri mezzi materiali, ecc. Sul fronte storico-teorico-critico, gli studiosi riconoscono sempre più la labilità delle categorie di genere consolidate, anche nella loro applicazione alla storia: per cui quelle categorie si rivelano non del tutto efficaci a dar conto dei fenomeni del passato, figurarsi del presente. In un quadro simile, volendo occuparsi di un genere testuale ulteriore rispetto a quelli codificati, sarà opportuno procedere con cautela. La scrittura degli artisti non letterati non forma un genere unico, separato, compatto; al contrario, prende le forme più diverse e costituisce un insieme eterogeneo. All’interesse palese che rappresentano per questo numero le produzioni di natura più specificamente finzionale o poetica, si affianca quello per altre categorie di scritti d’artista, quali, tipicamente, il manifesto programmatico, o la presentazione del proprio lavoro, oppure il saggio (concernente l’arte propria o anche le altre arti o campi non artistici), l’epistola, l’intervista, l’articolo di taglio pubblicistico. Molta di questa produzione ha dichiarate ambizioni letterarie o rivela un’intenzione, pur non esplicita, in questo senso. Sarà proprio tale intenzione letteraria l’oggetto dell’indagine del numero della rivista. Nonostante l’eterogeneità di forme e obbiettivi, la scrittura degli artisti non letterati è una categoria abbastanza chiara e distinta da poter essere fatta oggetto di un’indagine specifica, dedicata. Merita isolare e focalizzare questo campo d’indagine, che non pare privo d’interesse scientifico. L’ipotesi di lavoro è che, senza postulare l’esistenza di un (macro)genere “scritti di artisti non letterati” unico e autonomo, sia però utile, quanto meno in prospettiva euristica, riunire in un unico volume un insieme di analisi e di approfondimenti teorici su testi scaturiti da artisti di diversa provenienza artistica al fine di permettere l’emersione di tratti caratterizzanti o di elementi comuni significativi insiti nel cosiddetto “doppio talento”. Tra l’altro, mentre esistono raccolte di scritti d’autore (talora in collane editoriali specializzate), approfondimenti su scritti di singoli artisti-autori, riflessioni sugli scritti di autori appartenenti a singoli campi artistici (gli scritti dei pittori, gli scritti dei compositori…), nonché analisi puntuali su esempi significativi di doppio talento (cfr. “Letteratura e arte”, n.18, 2020), non risulta che sia già solidamente fondato, anzi forse è quasi da inventare, lo studio generale sugli scritti d’artista, trasversale alle diverse arti (studio che presumibilmente sarà di necessità collettivo e interdisciplinare). L’interrogativo di fondo potrebbe essere il seguente: le inevitabili interferenze fra i linguaggi artistici che caratterizzano la produzione di artisti non letterati possono essere ricondotte a una serie di tratti caratterizzanti? Gli scritti degli artisti non letterati (a dire il vero, riguardo a quanto segue, anche quelli degli autori di letteratura) possono essere ripartiti in due macro-categorie (dal confine ovviamente sfrangiato ma non inconsistente né del tutto arbitrario): - scritti letterari, appartenenti a generi più o meno consolidati, tipicamente – ma non esclusivamente – finzionali, come ad esempio il romanzo di un pittore o la poesia di un compositore ecc.; - scritti non letterari, non appartenenti a generi letterari consolidati e tipicamente non finzionali, tra cui ad esempio manifesti, autopresentazioni, saggi, analisi, epistolari. Il volume collettaneo cui la presente call for papers dà abbrivio sarà di conseguenza suddiviso in due sezioni, rispettivamente concernenti le due suddette macro-categorie (senza d’altronde escludere contributi che pure le mettano proficuamente in discussione). «Poli-Femo» sollecita dunque i ricercatori delle varie discipline – quelle inerenti alla letteratura e quelle inerenti alle altre arti – a proporre articoli rivolti allo studio della scrittura, letteraria e non, degli artisti non letterati. Il tema monografico del numero potrà essere approcciato in maniera assolutamente libera, ma si suggeriscono già qui alcune linee d’indagine percorribili: - nell’opera di un medesimo singolo autore, l’unità o separazione – genetica e poi effettiva – fra i prodotti della sua arte non letteraria e quelli della scrittura; - anche nel caso di separazione fra i prodotti delle due distinte attività, l’eventuale interferenza della poetica individuale dell’artista nella sua arte (non letteraria) con la sua scrittura; - la capacità dell’artista di innovare rispetto ai generi di scrittura canonici; - eventuali tendenze storiche o di ambito geografico relative alla propensione di certune categorie d’artista a scrivere, sia sull’arte propria (testi di poetica, critici, teorici, didattici ecc.), sia su un’arte diversa, sia su tutt’altro; - l’eventuale impatto della produzione finzionale di artisti non letterati sulla letteratura coeva; - la questione del “doppio talento” (laddove pertinente) affrontata dal punto di vista teorico; - esplorazione di affinità/differenze di linguaggi. Le proposte di studio sull’argomento offerte da quanti intendono collaborare al volume verranno vagliate dal Comitato Scientifico, al fine di ampliare l’esplorazione intrapresa in questo numero della Rivista. Si accettano contributi in italiano, inglese e francese. A tal fine la Redazione propone il seguente calendario di scadenze: passaggio preliminare ed essenziale è l’invio, all’indirizzo redazione.polifemo@iulm.it, di un abstract (min.10/max.20 righe), keywords e di un breve curriculum vitae del proponente, entro il 28 febbraio 2022 (termine ultimo). La Redazione confermerà agli autori l’accettazione dei contributi entro il 15 marzo 2022. La consegna del contributo è fissata al 15 giugno 2022. Tutti i contributi saranno sottoposti a double blind peer review. Il numero, curato dalla Prof.ssa Laura Brignoli e dal Prof. Stefano Lombardi Vallauri, sarà pubblicato nel dicembre 2022
Nome del contatto: 
Laura Brignoli
Email del contatto: 
laura.brignoli@iulm.it
Indirizzo postale: 
via Carlo Bo 1
Segnalato da: 
Laura Brignoli
Email: 
laura.brignoli@iulm.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
28/02/2022
15/06/2022
Città dell'evento: 
Milano
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Sottocategoria: 
Parole chiave: 
letteratura, arte, saggistica
Sito web di riferimento: 

Declinazioni del rischio / Déclinaisons du risque

Per un'archeologia degli immaginari estetico-letterari dal Novecento ad oggi. - Une archéologie des imaginaires esthético-littéraires du vingtième siècle à nos jours.

Riassunto dell'annuncio: 
Il convegno si propone di mostrare la presenza e la rilevanza del concetto di rischio in ambito letterario e artistico lungo tutto il Novecento europeo fino alla contemporaneità.
[Version française en bas de page - English below] Declinazioni del rischio - Per un’archeologia degli immaginari estetico-letterari dal Novecento ad oggi 28-30 marzo 2022, Università di Torino. Organizzato da: Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino in collaborazione con l’ANR Project ALEA Nonostante la sua centralità in un vasto spettro di discipline – dalla matematica alla fisica passando per l’economia e le scienze sociali – il concetto di rischio, elemento cruciale nelle società post-industriali emerse dal processo di modernizzazione (Beck, 1986), ha ad oggi ricevuto scarsa attenzione nell’ambito delle discipline umanistiche. Parliamo di rischio nei casi in cui una progettualità viene commisurata a possibili avvenimenti nefasti, suscettibili di minacciare l’integrità o l’incolumità di individui, società, sistemi o organizzazioni. Il rischio implica, in questo senso, la possibilità di un imprevisto, l’esistenza di un margine di incertezza quanto al futuro e la questione della sua gestione (attraverso il calcolo delle probabilità, l’invenzione di narrazioni anticipatorie, ecc.). Il convegno, che si terrà dal 28 al 30 marzo 2022 a Torino, si propone di mostrare la presenza e la rilevanza del concetto di rischio in ambito letterario e artistico lungo tutto il Novecento europeo fino alla contemporaneità. In particolare, vorremmo capire in che modo il rischio intervenga nelle pratiche artistico-letterarie, permettendo di plasmare non soltanto nuove pratiche sociali e stili di vita, ma anche nuove forme di progettualità, di razionalità e di cura del mondo. Il rischio, in effetti, può apparire come il modo in cui un progetto (razionale o, più generalmente, di configurazione del mondo) viene messo in discussione attraverso l'ipotesi del suo possibile fallimento. Ci chiederemo se attraverso la valorizzazione o lo svilimento del rischio nell’arte e nella letteratura del Novecento sia ancora possibile individuare tracce di una definizione umanistica e illuministica delle arti, coerente con una progettualità razionale. A partire da queste premesse, il convegno indagherà i seguenti oggetti: le opere artistiche, letterarie, musicali, ecc., che mettono in gioco rappresentazioni o attuazioni del rischio dalle avanguardie del primo Novecento europeo fino alla contemporaneità e agli interrogativi estetici sull’antropocene (Logé, 2019), il “capitalocene” (Bourriaud, 2017) o il post-futurismo (Berardi, 2013); i discorsi sulle opere letterarie, musicali, artistiche, ecc., che tematizzano direttamente o indirettamente rappresentazioni o attuazioni del rischio; i discorsi teorici provenienti da altri campi (filosofia, scienza, sociologia, antropologia, linguistica) che fungono esplicitamente da riferimento per i discorsi sulle opere menzionate o che costituiscono il loro contesto implicito. Il Convegno si propone di avviare un lavoro di ricerca mirato alla redazione di una Storia delle idee e delle tematizzazioni del rischio dal Novecento alla contemporaneità. Lo scopo del progetto è quello di fare emergere i meccanismi di costituzione di immaginari e complessi teorici legati al rischio. Il comitato scientifico del convegno prenderà in esame le proposte di comunicazione che si iscriveranno negli seguenti assi. a. Come evolve nel corso del secolo l’idea comune nata nell’Ottocento secondo la quale esisterebbe un’isomorfia tra arte e rischio? Sembra che nel Novecento prenda forma e consistenza l’idea secondo la quale l’opera d’arte può o deve essere definita attraverso nozioni quali rottura, innovazione e sorpresa (Benjamin, 2012) come se fosse impensabile un’esperienza artistica o letteraria che faccia a meno di un’apertura al rischio. È possibile storicizzare questa concezione ponendola all'interno dei possibili estetici con e contro i quali ha preso forma? Quali sono le retoriche narrative che rispecchiano l’isomorfia in questione (si pensi alle mitobiografie o ai biopics cinematografici)? b. Come definire la situazione contestuale dei discorsi di valorizzazione del rischio? In che modo le valorizzazioni del rischio in ambito artistico rispecchiano i discorsi che trattano del rischio fuori dalla sfera estetica? Come queste valorizzazioni entrano in risonanza con eventi storici e con discorsi sulla storia che enfatizzano o meno la possibilità di una fine inevitabile? Quali posture etiche e politiche di creatori, critici, teorici si delineano a seconda dell’adesione o meno alle diverse valorizzazioni o svalutazioni del rischio nel campo artistico (Jullien, 2018)? Esiste una connessione tra pratiche estetiche di rischio e teorie rivoluzionarie da un lato (si pensi a Brecht o Piscator) e posizioni conservatrici dall’altro (come nell’opera di Jünger)? c. Come si costruisce e si articola nel discorso critico l’ipotesi del fallimento (definitoria del rischio)? Qual è la funzione di questa ipotesi (Le Breton propone di considerare il rischio come un modo per “pallier un sentiment de perte de sens et d’identité”)? L’eventualità del fallimento permette di fare emergere in maniera contrastiva nuove definizioni dell’arte in un’epoca in cui le definizioni tradizionali sono in crisi (T. Macrì, 2017)? Quali sono i criteri del possibile fallimento? Cosa implicano rispetto a un possibile successo dell’opera? Le proposte di comunicazione, di circa 250 parole, vanno indirizzate al comitato organizzatore tramite la casella email convegnorischio2022@gmail.com, entro il 20/12/2021, insieme a un breve profilo biografico. Le proposte saranno valutate entro il 10/01/2022. Gli interventi dovranno essere di 20 minuti ciascuno. COMITATO ORGANIZZATIVO: Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti COMITATO SCIENTIFICO Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli convegnorischio2022@gmail.com ********************************************************************************************** Déclinaisons du risque - Une archéologie des imaginaires esthético-littéraires du vingtième siècle à nos jours. 28-30 mars 2022, Université de Turin Organisé par : Dipartimento di Studi Umanistici, Université de Turin en collaboration avec le projet ANR “ALEA” En dépit de son importance cruciale dans un large éventail de disciplines ⎯ des mathématiques à la physique en passant par l'économie et les sciences sociales ⎯ le concept de risque, élément fondamental des sociétés post-industrielles issues du processus de modernisation (Beck, 1986), a reçu peu d'attention dans le champ des humanités. On parle généralement de risque dans les cas où l’établissement d’un projet se mesure à l’hypothèse d’événements indésirables mais possibles qui peuvent menacer l'intégrité ou la sécurité d’individus, de sociétés ou plus généralement de systèmes ou d’organisations. En ce sens, le risque implique la possibilité de l'inattendu, l'existence d'une marge d'incertitude quant à l'avenir ainsi que la question de savoir comment gérer cette incertitude (par le calcul de probabilités, l'invention de récits d'anticipation, etc.) Le colloque “Déclinaisons du risque”, qui se tiendra du 28 au 30 mars 2022 à Turin, vise à montrer la présence et la pertinence de ce concept dans la littérature et l'art tout au long du vingtième siècle européen jusqu'à aujourd’hui. Nous tâcherons de comprendre comment le risque intervient dans les pratiques artistiques et littéraires, comment il permet de façonner non seulement de nouvelles pratiques sociales et de nouveaux modes de vie, mais aussi de nouvelles formes de rationalité et de soin du monde, de nouvelles manières de penser la formation d’objets et de projets ⎯ en effet, il y a risque dès lors qu’un projet (rationnel ou, plus généralement, de mise en forme du monde) se trouve mis en question par l'hypothèse d’un échec possible. Nous nous demanderons donc ce qui demeure, dans les valorisations et les dévalorisations du risque dans l'art et la littérature du vingtième siècle, d'une définition humaniste des arts encore cohérente avec un projet rationnel. Dans le cadre de cette interrogation générale, le colloque s’attachera à l’étude des objets suivants : les œuvres artistiques, littéraires, musicales, etc., qui mettent en jeu des représentations ou des actualisations du risque, depuis les avant-gardes européennes du début du XXe siècle jusqu'au contemporain et aux questionnements esthétiques sur l'anthropocène (Logé, 2019), le " capitalocène " (Bourriaud, 2017) ou le post-futurisme (Berardi, 2013) ; les discours sur les œuvres littéraires, musicales, artistiques, etc., qui thématisent directement ou indirectement des représentations ou effectuations du risque ; les discours théoriques d'autres domaines (philosophie, sciences, sociologie, anthropologie, linguistique) qui servent explicitement de référence aux discours sur les œuvres ou qui constituent leur contexte implicite. Le but du colloque est de jeter les bases d’une histoire des idées et des thématisations du risque du 20ème siècle à nos jours, en mettant en évidence les mécanismes de constitution des imaginaires et des complexes théoriques liés à cette notion. Le comité scientifique de la conférence examinera les propositions de communication qui s'inscriront dans les axes suivants: a. Comment a évolué au cours du siècle l'idée commune, née au XIXe siècle, selon laquelle il existe un isomorphisme entre art et prise de risque ? Au XXe siècle, l'idée qu'une œuvre d'art peut ou doit être définie par des notions telles que la rupture, l'innovation et la surprise (Benjamin, 2012) s’est affirmée avec la force et la constance que l’on sait, comme s'il était devenu impensable qu’une expérience artistique ou littéraire s’effectue sans prise de risque. Est-il possible d'historiciser une telle conception en la situant dans les possibles esthétiques avec et contre lesquels elle a pris forme ? Quelles sont les rhétoriques narratives qui reflètent une telle isomorphie ? b. Comment définir la situation contextuelle des discours de valorisation du risque ? Comment les évaluations du risque dans la sphère artistique reflètent-elles les discours traitant du risque en dehors de la sphère esthétique? Comment ces valorisations résonnent-elles avec les événements historiques et les discours sur l'histoire qui soulignent (ou non) la possibilité d'une fin inévitable? Quelles sont les postures éthiques et politiques de créateurs, de critiques ou de théoriciens qui émergent selon qu’on adhère ou non à telles ou telles valorisations ou à telles ou telles dévalorisations du risque dans le champ artistique (Jullien, 2018)? Y a-t-il un lien entre les pratiques esthétiques du risque et les théories révolutionnaires ou bien, au contraire, ces pratiques peuvent-elles s’articuler à certaines positions nettement conservatrices ? c. Comment l'hypothèse de l'échec (définitoire du risque) s’articule-t-elle dans le discours critique ? Quelle est la fonction de cette hypothèse (Le Breton propose de considérer le risque comme un moyen de "pallier un sentiment de perte de sens et d'identité") ? La reconnaissance de la possibilité de l'échec permet-elle de faire émerger, par contraste, de nouvelles définitions de l'art à un moment où ses définitions traditionnelles sont en crise (T. Macrì, 2017) ? Quels sont les critères d'un éventuel échec ? Qu'impliquent-ils quant à une éventuelle réussite de l'œuvre ? Les propositions, d'environ 250 mots, doivent être adressées au comité d'organisation à l’adresse convegnorischio2022@gmail.com, avant le 20/12/2021. Elles seront accompagnées d'un bref profil bio-bibliographique et seront évaluées avant le 10/01/2022. Les interventions retenues seront de 20 minutes chacune. COMITÉ D'ORGANISATION Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti COMITÉ SCIENTIFIQUE Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli ********************************************************************************************** Declinations of risk - An archeology of aesthetic-literary imaginaries from the 20th century to the present. 28-30 March 2022, University of Turin Organised by: Department of Humanities, University of Turin in collaboration with the ANR Project ALEA Despite its centrality in a wide range of disciplines - from mathematics to physics through economics and social sciences - the concept of risk, a crucial element in post-industrial societies that have emerged from the modernisation process (Beck, 1986), has so far received little attention in the humanities. One speaks about risk when a project is commensurate with possible adverse events that could threaten the integrity or safety of individuals, companies, systems or organisations. Thus risk implies the possibility of the unexpected, the existence of some uncertainty about the future and the question of how to manage it (by calculating probabilities, inventing anticipatory narratives, etc.). The conference, to be held from 28 to 30 March 2022 in Turin, aims to show the presence and relevance of the concept of risk in literature and art throughout the European 20th century up to contemporary times. We would like to understand how risk is involved in artistic and literary practices, allowing us to shape not only new social practices and lifestyles, but also new forms of planning, rationality, and care for the world. Indeed, risk may appear as the way a project (rational or, more generally, of configuring the world) is challenged by the hypothesis of its possible failure. We will thus ask ourselves what remains, in the valuations and devaluations of the risk in the art and the literature of the twentieth century, of a humanist definition of arts still coherent with a rational project. Based on these premises, the conference will investigate the following objects: the artistic, literary, musical works, etc., that bring into play representations or realisations of risk from the avant-garde of the early 20th century in Europe up to contemporary times and the aesthetic questions about the Anthropocene (Logé, 2019), the "Capitalocene" (Bourriaud, 2017) or the Post-Futurism (Berardi, 2013); discourses on literary, musical, artistic works, etc., which directly or indirectly focus on representations or implementations of risk; theoretical discourses from other fields (philosophy, science, sociology, anthropology, linguistics) that explicitly serve as a reference for the above-mentioned discourses on the artwork or constitute their implicit context. The aim of the conference is to sketch a History of the ideas and themes of risk from the 20th century to the present day by bringing out the mechanisms of constitution of imaginaries and theoretical complexes related to risk. The scientific committee of the conference will consider communication proposals that fit into the following axes. a. How has the common idea, born in the 19th century, according to which there is an isomorphism between art and risk, evolved over the 20th century? It seems that in the 20th century the idea that a work of art can or should be defined through notions such as rupture, innovation and surprise (Benjamin, 2012) took shape and consistency, as if an artistic or literary experience were unthinkable without an openness to risk. Is it possible to historicize this notion by placing it within the aesthetic possibilities with and against which it developed? Which rhetorical narratives reflect the isomorphy in question (think of mythobiographies or biopics)? b. How to define the contextual situation of risk valorization discourses? How do valorizations of risk in the artistic sphere reflect discourses dealing with risk outside the aesthetic sphere? How do these valuations echo historical events and discourses on history that do or do not underline the possibility of an inevitable end? What ethical and political posture of creator, critic and theorist emerges depending on whether or not one adheres to this or that valorization or devaluation of risk in the artistic field (Jullien, 2018)? Is there a link between aesthetic practices of risk and revolutionary theories or, on the contrary, can these practices be articulated with certain fiercely conservative positions? c.How is the hypothesis of failure ( which defines risk) articulated in the critical discourse? What is the function of this hypothesis (Le Breton proposes to consider risk as a way of "pallier un sentiment de perte de sens et d'identité")? Does the recognition of the possibility of failure allow for the emergence, by contrast, of new definitions of art at a time when its traditional definitions are in crisis (T. Macrì, 2017)? What are the criteria for a possible failure? What do they imply about the eventual success of the work? Proposals of about 250 words may be submitted to convenors through convegnorischio2022@gmail.com by 20 December 2021, together with a bio-bibliographical profile. Proposals will be read and evaluated by 10 January 2022. The time of delivery for each paper should be no more than 20 minutes. ORGANIZING COMMITTEE: Emanuele Arielli, Alessandro Bertinetto, Franca Bruera, Pietro Cavallotti, Franca Franchi, Andrea Malvano, Valeria Marino, Benoît Monginot, Nicola Perullo, Armando Petrini, Valeria Sperti SCIENTIFIC COMMITTEE: Olivier Caïra, Paola Cattani, Gaetano Chiurazzi, Laurent Demanze, Anne Duprat, Roberto Gilodi, Alison James, Valerio Magrelli, Alessandro Pontremoli
Nome del contatto: 
Comitato organizzativo
Email del contatto: 
convegnorischio2022@gmail.com
Segnalato da: 
Benoît Monginot
Email: 
benoit.monginot@unito.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
20/12/2021
Città dell'evento: 
Torino
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
Letteratura Filosofia Storia dell'arte Estetica Storia dell'idee

Intersections. New perspectives for public humanities.

Riassunto dell'annuncio: 
Online international day of study organized by Humanities for Change. Zoom virtual room: http://hfc-int.eventbrite.com/.
Online international day of study "Intersections. New perspectives for public humanities" Held in english on December 3, 2020, 9:00 AM-6:30 PM CET With Jeffrey Schnapp (Harvard University), Franz Fischer (VeDPH), Marco Sartor (Università di Parma), Stefano Dall'Aglio (VeDPH), Francesca Vera Romano (Sapienza Università di Roma), Iris Pupella-Noguès (Università degli studi di Trieste, Université Paris-Est Créteil (UPEC), Silvia Mazzucotelli Salice (Università Cattolica del Sacro Cuore), Carlo Corsato (National Gallery), Kate Devine (National Gallery), Michelangela Di Giacomo (M9), Elisa Corrò (VeDPH), Alberto Trentin, Eugenio Burgio (Università Ca' Foscari Venezia), Paola Italia (Alma Mater Studiorum - Università di Bologna), Alessandra Trevisan (Università Ca' Foscari Venezia, Le Ortique), Alice Girotto (Università Ca' Foscari Venezia). Reserve your seat in the Zoom virtual room: http://hfc-int.eventbrite.com/. Organized by Humanities for Change, promoted by Venice Centre for Digital and Public Humanities and the Faculty of Philology of the University of Banja Luka, financed with funds for student activities of Università Ca' Foscari Venezia. Institutional openings Marco Sartor (University of Parma, cofounder of Humanities for Change) Franz Fischer (Director of Venice Centre for Digital and Public Humanities) Panel I - A glance at public history (9:30-11:00) Stefano Dall'Aglio (Venice Centre for Digital and Public Humanities), Public History: methodologies, experiences and perspectives outside and inside Ca’ Foscari [ENG] Francesca Vera Romano ("La Sapienza" University of Rome), Nuove tecnologie per la valorizzazione della storia cultura: il caso di Matera [ITA] Iris Pupella-Noguès (University of Trieste–Université Paris-Est), Public History and fascist monuments in the towns of Bolzano and Trieste. Some examples and analysis of projects [ENG] Discussant: Irene Mamprin Panel II - Arts, museum and cultural heritage: some insights (11:30-12:40) Silvia Mazzucotelli Salice (Catholic University of the Sacred Heart of Milan), Distant forms of participation in art. Public art as instance of territorial formation in the pandemic [ENG] Carlo Corsato, Kate Devine (The National Gallery, London), Digital divide, diversity and access in museum education [ENG] Discussant: Paola La Barbera (Ca' Foscari University of Venice) Panel III - Beyond the academy. Dissemination of research and employment (14:00-15:30) Michelangela Di Giacomo (M9 Museum), Diffondere cultura oggi: l'esempio del Museo M9 [ITA] Elisa Corrò (Venice Centre for Digital and Public Humanities), Heritage thinking and maker culture. Hi(story) of landscapes, communities and memories in the Venice countryside [ENG] Alberto Trentin (financial analyst and poet), L'eroe in azienda. Come Ulisse e i suoi discendenti possono aiutare il business [ITA] Discussant: Stefano Adamo (University of Banja Luka) Keynote (15:30-16:30) Jeffrey Schnapp (Harvard University), Actionable knowledge [ENG] We inhabit a world in which there exists an unprecedented proliferation of freely accessible and (sometimes) high quality information; information that no longer resides on library bookshelves alone, but rather that, thanks to the ubiquity of networks and the smart phones we carry in our pockets, accompanies us as we move about the world. Yet on issue after issue – climate change, vaccinations, immigration, history, culture... – this ever-expanding library struggles to shape public beliefs and actions. My talk will tackle the question of how to cut through the noise and how to make knowledge matter. Its focus will be on the role of critical design practice, on the one side, and on the need for new models of university level training and organization that merge the practical with the critical and theoretical, on the other. Discussant: Giulia Pellizzato (Harvard University) Panel IV - The contribution of digital to the tradition of literary texts (17:00-18:30) Eugenio Burgio (Ca’ Foscari University of Venice), A cosa serve la filologia nel tempo delle Digital and Public Humanities: il caso DEDM (Digital Edition of the Devisement dou Monde) [ITA] Paola Italia (Università “Alma Mater Studiorum” Bologna), Testi come beni comuni: per una filologia digitale sostenibile [ITA] Alessandra Trevisan (Ca’ Foscari University of Venice), Alice Girotto (Ca’ Foscari University of Venice), Le Ortique ovvero del canone deformato: un progetto collettivo e digitale per riscopre le artiste dimenticate a cura di studiose e autrici Discussant: Gaia Tomazzoli (Università degli Studi di Pisa)
Nome del contatto: 
Humanities for Change
Email del contatto: 
info@humanitiesforchange.org
Segnalato da: 
Francesco Venturini
Email: 
francesco.venturini@humanitiesforchange.org
Data di inizio o data limite dell'evento: 
03/12/2020
Città dell'evento: 
Online
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Sottocategoria: 
Parole chiave: 
Public Humanities, Intersections
Sito web di riferimento: 

Bando di dottorato interdisciplinare

"Medium e medialità" - Università eCampus

Riassunto dell'annuncio: 
Il primo pubblico concorso per l'ammissione al corso di dottorato di ricerca Medium e Medialità presso l'Università eCampus è stato indetto con scadenza 1 settembre 2020 alle ore 12 per la presentazione delle domande. Si tratta di un innovativo dottorato interdisciplinare le cui linee di ricerca e le cui macroaree disciplinari sono pertinenti anche per i settori della francesistica.
Il primo pubblico concorso per l'ammissione al corso di dottorato di ricerca Medium e Medialità presso l'Università eCampus è stato indetto con scadenza 1 settembre 2020 alle ore 12 per la presentazione delle domande. Si tratta di un innovativo dottorato interdisciplinare le cui linee di ricerca e le cui macroaree disciplinari sono pertinenti anche per i settori della francesistica. Il bando di concorso è disponibile al seguente link: https://uniecampus.it/fileadmin/public/dottorato_di_ricerca/medium_e_medialita/2020/125-20_Bando_dottorato_Medium_e_medialita_copia_conforme.pdf
Nome del contatto: 
Francesco Pigozzo
Email del contatto: 
francesco.pigozzo@uniecampus.it
Segnalato da: 
Francesco Pigozzo
Email: 
francesco.pigozzo@uniecampus.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
01/09/2020
Città dell'evento: 
Novedrate (CO)
Tipo di evento: 
Bourses, prix, emplois
Categoria principale: 
Parole chiave: 
Dottorato, Bando, Medium, Medialità, interdisciplinare

La désuétude au carrefour des savoirs

Riassunto dell'annuncio: 
Colloque 18 et 19 mars 2021 à Meknès
L’Université Moulay Ismail en collaboration avec l’Université de Lorraine et l’Association Marocaine des Etudes Lexicographiques Colloque international « La désuétude au carrefour des savoirs » 18 et 19 Mars 2021 à Meknès 2ème appel à communication Argumentaire Au sens propre, la désuétude désigne la sortie d’usage, d’un mot, d’une expression ou de leur référent, mental ou réel. Au sens technique, c’est un processus qui rend un mot/une expression ou une pratique in-opérationnelle dans le tissu communicatif et culturel d’un groupe linguistique bien déterminé. Complexe, long et plutôt inconscient, le processus de désuétude a, le plus souvent, des origines obscures : On ne sait pas pour quelle raison un mot/une pratique tombent définitivement en désuétude et pas d’autres. Ce phénomène pourrait frapper divers secteurs de la société : les noms propres, les slogans, les expressions quotidiennes, mais aussi les concepts et les pratiques culturelles ainsi que leurs connotations (l’ensemble de pratiques et d’habitudes d’une société d’ordre culturel, juridique, politique…) (J. RICHARD : 1990 ; M. C. JONES : 1998 ; F. BALLE : 1999 ; Ph. MINARD : 2002 ; A. TOURAINE : 2007 ; J. HAMEL :2012 ; L. GUERAUD : 2014 ; F. JOIGNOT : 2015 …) Aussi, notre questionnement portera sur les conditions linguistiques, cognitives et socioculturelles qui rendent un mot, une expression, un fait social… désuets et donc incapables de remplir la fonction communicative, sociale et pragmatique qui est la leur. Le phénomène inverse consiste à revivifier des mots morts, des habitudes et des pratiques délaissées, à les faire réintégrer dans l’usage communicatif et social, notamment grâce à la néologie sémantique en tant que processus de renouvellement de la langue. Celle-ci consiste à prendre un mot désuet et le revivifier en lui accordant une nouvelle signification/extension/restriction. Les mass médias actuels modernes - presse, radio, télévision, cinéma, réseaux sociaux- connaissent bien ce phénomène ; leurs actions néologiques, exercée presque quotidiennement, méritent d’être explorées. Notre colloque a pour but de réunir des chercheurs de différentes disciplines, intéressés par ces problématiques gravitant autour de « la désuétude » ; et ceci dans une perspective pluridisciplinaire. À travers cette rencontre, nous souhaitons apporter des éléments de réponse à ces questions :  Peut-on préciser à partir de quel moment on considère comme désuets un mot/une expression/ une pratique/ une référence…?  Quel est le rôle des philologues/des lexicologues/des critiques littéraires, qui voient de mauvais œil l’emploi des mots surannés, dans le processus de leur désuétude/revivification ?  Quels sont les facteurs linguistiques, socioculturels, politiques… qui décident (ou pas) de la désuétude d’un mot, d’une expression et de leurs connotations socioculturelles politiques et juridiques ?  A quel moment une société, une communauté, une culture laissent-elles tomber des mots, des habitudes, des valeurs, des dogmes, des représentations, des lois et mêmes des idéologies … et pour quelle raison? Axes du colloque : A. Axe lexical : Dans cet axe, nous interrogerons, principalement, les dictionnaires et lexiques (arabes, français ou d’autres langues) contemporains afin de voir comment ont-ils traité les mots dépassés ? Les ont-ils consignés ou définitivement écartés du corpus officiel ? Nous pourrions aussi traiter des mots/ locutions, qui ne remplissent plus leur fonction référentielle. La dimension diachronique importe ici : A partir de quelle date/fait/ événement, les « autorités linguistiques et culturelles » considèrent que le mot est désuet ? B. Axe terminologique : cet axe portera sur la désuétude des vocabulaires de spécialité (termes) face aux différentes métamorphoses du monde. Les propositions de contribution peuvent concerner tous les domaines de connaissance qui relèvent des sciences exactes et des technologies. Les études peuvent porter sur : - Les dictionnaires spécialisés ; - Les banques de données terminologiques ; - Les classifications, les thesaurus ; - Les dictionnaires informatiques (CD/DVD) - Les glossaires informatiques . C. Axe culturel : Ce volet concerne la désuétude d’un référent/un objet/ ou un acte qui n'existe plus/a cessé d'être fabriqué/utilisé/ connu, et ce à l’instar de : - La désuétude des habitudes alimentaires ; - La désuétude des représentations sociales ; - La désuétude des méthodes pédagogiques et de l’enseignement ; - La désuétude des lois dans le domaine juridique et leur expression terminologique ; - La désuétude des habitudes vestimentaires et de la mode … D. Axe formel : Cet aspect se rapporte aux procédés linguistiques et cognitifs, plutôt formels, aux stratégies implicites de la traduction des mots désuets, celles de la restitution de sens, dans une langue étrangère, aux grilles psychosociologiques qui interviennent pour rendre une pratique, une habitude, une représentation, un mot désuets, aux conditions linguistiques (lexicales, sémantique, phonétiques, morphologiques…) psychologique, sociologique, juridique et politique qui favorisent ce phénomène. Les propositions de contributions peuvent concerner un (ou plusieurs) des corpus suivants : - Les dictionnaires contemporains - Les textes juridiques - Les médias sociaux - Les textes littéraires Les communications consacrées à la manière dont les écrivains de toutes disciplines confondues présentent le concept de « la désuétude » des mots, des valeurs, des représentations sociales, des dogmes et des idéologies, seront les biens venus. Les communications qui traiteront la « désuétude » en rapport avec la mémoire individuelle et la mémoire collective à travers les œuvres littéraires et artistiques de tous mouvements confondus (les textes autobiographiques ou fictionnels (l’époque coloniale), la littérature maghrébine (postcoloniale), la littérature de jeunesse…) seront aussi appréciées. Bibliographie ALVES, I. M.(2016) As denominações da crise econômica mundial no entrecruzamento da Economia e da Medicina. Filologia e Linguística Portuguesa (Online), v. 18, p. 43-67. ALVES, I. M. (2004) Neológismo. Cráçáo lexical, Sao Paulo : Atica ALVES, I. M. (Org.) (2001). Glossário de termos neológicos da economia. Cadernos de Terminologia, v. 3. 2. ed. São Paulo: Humanitas. BALLE F. (1999), Médias et sociétés. Presse, édition, internet, radio, cinéma, télévision, télématique, cédéroms, DVD, réseaux multimédias, Montchrestien. BEN ELAZMIA, N. (2019) « Le néologisme dans le vocabulaire politique arabe : processus de créativité et de lexicalisation » in Discours politique arabe : contraintes de traduction et de terminologie, (ouvrage collectif), Nancy, P. U.N., Editions Universitaires de Lorraine. CABRE, Maria Teresa (1998) : La terminologie, théorie, méthodes et applications. Ottawa : Presses de l’Université d’Ottawa FOURNIER M. (dir.), Knowledge, Communication & Creativity, Londres, Sage Publications. FRANQUESA E. (2000) «La Innovació terminològica i l’actualització de la llengua», La Neologia en el tombant del segle: I Simposi sobre neologia. diciembre de 1998, Institut de Lingüístic Aplicada, Universitat Pompeu Fabra. GAIDDENS A. (1994), Les Conséquences de la modernité, Paris, Éditions l’Harmattan. GAUDIN, François (2003) : Socioterminologie : une approche sociolinguistique de la terminologie. Bruxelles : De Boeck/Larcier/Duculot. GUERAUD L. (2014), La désuétude : entre oubli et mort du droit ? Presses Universitaires de Limoges – Pulim ; Collection : Cahiers de l'Institut d'Anthropologie Juridique. HAMEL J., « La sociologie doit-elle changer afin de pouvoir étudier les sociétés en continuel changement ? », Sociologie[En ligne], URL : http://journals.openedition.org/sociologies/4143 JOIGNOT F.(15 Octobre 2015) La « chienlit », histoire d’un mot de Rabelais à Sarkozy, Le Monde. KHLFALLAH N. (2019) Discours politique arabe : contraintes de traduction et de terminologie, Nancy, P. U.N. , Editions Universitaires de Lorraine LATOUR B. (2006), Changer de société – Refaire de la sociologie, Paris, Éditions La Découverte. OGDENS ET RICHARD (1923), The Meaning of the Meaning, London, Kegan Paul. MINARD Ph. et al. (2002) Histoire et anthropologie, nouvelles convergences ?Dans Revue d’histoire moderne & contemporaine 5 (no49-4bis), pages 81 à 121. RICHARD, J. (1990) Anthropologie religieuse et théologie. Laval théologique et philosophique, 46 (3), 383–402. https://doi.org/10.7202/400559ar. SALES A. et MARCEL F. (dir.) (2007), Knowledge, Communication and Creativity, Sage Publications, Thousand Oaks/Londres. TOURAINE A. (2007), Penser autrement, Paris, Éditions Fayard. TOURAINE A. (2005), Un nouveau paradigme. Pour comprendre le monde d’aujourd’hui, Paris, Éditions Fayard. URY J. (2007), Sociologie des mobilités. Une nouvelle approche pour la sociologie ?Paris, Éditions Armand Colin. URY J. (2005), « Mobilities, Networks and Communities », dans SALES A. &FOURNIER A. (dir.), Knowledge, Communication & Creativity, Londres, Sage Publications, pp. 67-76. Calendrier et modalités de soumission Vous pouvez envoyer des propositions de communication en arabe en français ou en anglais conjointement aux adresses suivantes : colloque_meknes2016@yahoo.fr et nejmid@gmail.com La communication orale pourra avoir lieu en arabe en français ou en anglais. Nous vous prions de respecter ces normes : - Nom et prénom, affiliation(s) académique(s) de l’auteur ; - Titre de la communication, mots-clés (5 maximum) et bibliographie sommaire ; - Positionnement par rapport aux axes de l’appel à communication : Axe A, B, C.D ; - Résumé court de 500 mots. Dates importantes : Date limite de soumission : 30 septembre 2020 Notification aux auteurs : Octobre 2020 Date du colloque : 18 et 19 Mars 2021. Comité d’organisation : Nadia BEN ELAZMIA (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc); Nejmeddine KHALFALLAH (Université de Lorraine, France) ; Mohamed BENNASER (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) ; Abdelghani ABOULAAZM (Université Ain choq, Maroc) Omar MEHDIOUI (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc). Latifa BENAZZI (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Comité scientifique : Abdelghani ABOULAAZM (Université Ain choq, Maroc) Abdellatif KIDAI (Université Mohammed V, Rabat) Abdelkarim BELHAJ (Université Mouhamed V, Rabat) Ali FELLOUS (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Anouar BENMSILA (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Catherine DELESSE (Université de Lorraine, France). El-Mostapha ABOUHASSANI (Université Moulay Ismail, Maroc) Fadi JABER (Université de Lorraine, France) Hamid DAMOUM (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Hela NEJJAR (Université de Balamand, Liban) Ieda MARIA ALVES (Université de Sao Paulo, Brésil) Isabelle BILLO (Université de Lille, France) Joana LUCAS (Université Nouvelle de Lisbonne, Portugal) Laurence DENOOZ (Université de Lorraine, France) Loïc BIENASSIS (Université de Tours, France) Maria NASR (Université de Balamand, Liban) Micaela ROSSI (Università di Genova, Italie) Mohamed BENNACER (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Mohammed BERNOUSSI (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Nadia BEN ELAZMIA (Université Moulay Ismail, Meknès, Maroc) Nejmeddine KHALFALLAH (Université de Lorraine, France) Nevine SARWAT (Université d’Alexandrie, Egypte) Omar MEHDIOUI (Université Moulay Ismail Meknès, Maroc) Ousmane NDIOGOU THIAW (Université cheikh anta Diop de Dakar, Sénégal) Sylvie CAMET (Université de Lorraine-France).
Nome del contatto: 
Nadia Ben Elazmia
Email del contatto: 
nbenelazmia@yahoo.fr
Indirizzo postale: 
Université Moulay Ismail, Meknes, Maroc
Segnalato da: 
Pr. Nadia Ben Elazmia
Email: 
nbenelazmia@yahoo.fr
Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/09/2020
Città dell'evento: 
Meknes (Maroc)
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
la désuétude, culture, langue, société

Intersections

New perspectives for public humanities

Riassunto dell'annuncio: 
The international network Humanities for Change is searching contributes for an international day of study on the theme of 'public humanities', which will be held in Venice and will take place on Thursday, December 3, 2020.
The international network Humanities for Change is searching contributes for an international day of study on the theme of 'public humanities', which will be held in Venice and will take place on Thursday, December 3, 2020. The event will be streamed on YouTube. The designated venue will be announced in the coming months. The study day is addressed to PhD students, PhDs and researchers related to Italian and foreign institutions. Interested participants are invited to submit a proposal for intervention at https://bit.ly/HFC-INT-2020 no later than Friday, July 10, 2020. Each proposal must contain: ✓ name, surname, e-mail address and academic affiliation; ✓ a short bio-bibliographical note (max. 1,000 characters including spaces); ✓ a short abstract of the intervention accompanied by a provisional title (max. 1,500 characters including spaces). We accept interventions in the following languages: Italian and English. The expected duration of each paper is about 20 minutes. Publication of the conference proceedings is foreseen. The international network Humanities for Change, in accordance with the interdisciplinary spirit and the contaminatory approach that characterize its activities, intends to organize an international day of study on the theme of 'public humanities'. The meeting, called “Intersections. New perspectives for public humanities”, aims to stimulate some reflections coming from different fields of knowledge and to encourage the dialogue between researchers on the possibilities of the humanities to escape from academic circles. In this sense, the main object of study is the analysis of methodologies and tools related to knowledge dissemination practices for historical, artistic and philological-literary disciplines. Particular attention will also be given to new professional figures connected to the degree courses of the humanities faculties (such as the 'public historian') and to the interactions of these professional figures with the new media of communication and mass dissemination. List of topics History The public dimension of the humanities has developed over the last fifty years in different fields. One of these is history, which has seen the affirmation of digital public history outside the academy, in order to go beyond the classroom and immerse oneself in the real world. In particular, public history has been developing in the United States since the 1970s and responds both to the need of historians to employ their training outside of universities and to the needs of a non-specialist public that wants to live and learn about history beyond the traditional channels, thus overcoming the self-referentiality of the elite and addressing the non-experts in particular (https://humanitiesforchange.org/en/ 2020/03/13/a-new-horizon-for-history/). In this regard, the role of digital is paramount, opening the doors to the general public and guaranteeing the maximum circulation and usability of knowledge. Therefore, a voice will be given here to the contributions which, in the spirit of public history, promote the sharing of knowledge and full accessibility to sources. In the Italian and international context, for example, some digital public history projects concern shared digital memories, and are linked in particular to the 20th century. This is the case of “Memoro”, the memory bank (http://www.memoro.org/), an international non-profit project born in 2007 and implementable by users that collects the memories of people born before 1950 through audio and video stories, in order to reconstruct the small and big history. Another example is the “Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana” [“Last letters of death sentenced and deported prisoners of the Italian Resistance”] (http://www.ultimelettere.it/), also born in 2007, which collects documentary material from the archival funds of the “Istituto per il Movimento di Liberazione in Italia” [“Institute for the Liberation Movement in Italy”] and is continuously expanded by users. Furthermore, the “Archivio degli Iblei” [“Hyblei archive”] (http://www.archiviodegliiblei.it/), born in 2013, is a virtual participatory archive where citizens are called to expand the archive with online resources to promote the historical and cultural heritage of the Hyblaean area through the concept of active citizenship. Arts In the art world, the current health emergency linked to the spread of the Covid-19 viral phenomenon has clearly highlighted the importance of digital resources for museums or galleries. Now more than ever before, on the other hand, at a time when mobility has been reduced to situations of extreme necessity and museums have been forced to close, the problem of the digital divide has emerged: if before digital was almost an accessory element that the museum or gallery could boast, now it has proved to be an indispensable tool to guarantee the public at least remote access to the collections. Online is in fact more and more necessary to reach the artistic contents: virtual rooms are born, such as those presented through a telepresence robot by the Hastings Contemporary Museum in England (https://www.nytimes.com/2020/04/15/arts/museums-robots-coronavirus.html), or web art lessons, as in the case of the artist Martin Morris, who presents and produces his artworks live (https://www.theguardian.com/artanddesign/2020/apr/20/art-world-coronavirus-pandemic-online-artists-galleries). In this section we will welcome contributions for a reflection on how the artwork can be disseminated on a large scale, also with attention to digital content in the art world and to the didactical issues (https://humanitiesforchange.org/2020/04/24/valore-umano-nella-didattica-digitale-della-storia-dellarte/) or the role of social networks (https://humanitiesforchange.org/2019/12/06/parlare-di-arte-nellera-social/). Can digital replace a real work of art? Since only large museum institutions have sufficient resources to exploit the potential of digital, how much power will giants like Google acquire? Conversely, what will be the fate of smaller museums that will necessarily have to rely on Google to define the boundaries of the art world? In this context, the theories of Bordieu and Becker regarding the creation of artistic value and cultural significance should be taken into account. Has digital deprived art of its task of collective social space? Is the digital experience a mutilated experience? The public is vital for the survival of a museum, but now we have to rethink about a reorganization for remote fruition: how many museums have managed, for example, to face the pandemic? Could it be a valid solution to the problems of mobility and environmental sustainability (thinking about travel and the problems of global warming)? Literature The outflow of content from classrooms and lecture halls is perhaps more difficult as far as the literary field is concerned. The contributions in this section can probe the sociological dynamics of diffusion and reception of specific literary works or genres outside the academic sphere. Some examples on the first side concern the pop reinterpretationsof literary texts that are part of the canon of Italian and/or world literature, such as through performing arts, film reductions, graphic novels... In the second case, however, a certain genre, such as poetry or detective stories, can be taken into consideration in order to draw a picture of its diffusion outside the purely academic sphere. Think of the “Movement for the Emancipation of Poetry” (MeP, http://mep.netsons.org/beta/) or similar experiences involving new digital communication technologies and social networks (https://humanitiesfor-change.org/2019/10/11/la-poesia-vive-le-nuove-forme-del-discorso-poetico/). This section can also include theoretical reflections that support the importance of the humanistic heritage in everyday life by studying, for example, how mythologems can shed light on fundamental contemporary issues such as immigration or ecology (https://humanitiesforchange.org/2019/11/22/sul-mito-e-sullattualita-del-suo-linguaggio/). Finally, we accept contributions that highlight the potential of the digital environment as a privileged channel of communication for an exponential expansion of the public. The most immediate example are the digital scholarly editions, on which Tiziana Mancinelli and Elena Pierazzo talk in “Che cos’è un’edizione scientifica digitale” (Rome, Carocci, 2020, https://humanitiesforchange.org/2020/02/28/le-edizioni-scientifiche-digitali-una-terra-incognita/), but it is also necessary to remember the enterprise of Google Books, which has scanned and digitalized more than twenty-five million books, renouncing the manual correction of material and therefore proposing texts that are freely accessible to anyone, but unfortunately often incorrect. To overcome this problem there are initiatives of public engagement and crowdsourcing (i.e. recruiting a voluntary audience for the transcription of the text to be digitized), such as that of “The Medici Archive Project” (https://www.medici.org/the-medici-interactive-archive-mia/), an American institute based in Florence, whose aim is the creation of digital editions of the archival documents of the Medici family. But transcription requires not indifferent linguistic and palaeographic skills: can we always trust a not undifferentiated public whose skills we do not know? What could be the most suitable solutions to reconcile philology, digital and ethics?
Nome del contatto: 
Francesco Venturini
Email del contatto: 
francesco.venturini@humanitiesforchange.org
Segnalato da: 
Francesco Venturini
Email: 
francesco.venturini@humanitiesforchange.org
Data di inizio o data limite dell'evento: 
10/07/2020
Data di fine dell'evento: 
10/07/2020
Città dell'evento: 
Venezia
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Sottocategoria: 
Parole chiave: 
Public Humanities, Publiv History, Intersections
Sito web di riferimento: 

Culture & Musées

Contenuto dell'annuncio: 

Ce numéro de Culture & Musées est consacré à une thématique dont on pourrait imaginer a priori qu’elle relève d’un simple artefact institutionnel : le patrimoine européen. Ce serait oublier que les perceptions et la définition même du patrimoine sont des construits sociaux ; oublier aussi...

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Parole chiave: 
patrimoine européen, musées, culture
ISSN formato elettronico: 
ISSN électronique 2111-4528
TItolo del numero: 
La fabrique des patrimoines européens au XXIe siècle
Categoria principale: 
Email: 
f.rigat@univda.it
Lingua: 
Data di pubblicazione online: 
Sunday, January 12, 2020
Data di pubblicazione: 
Sunday, January 12, 2020
Segnalato da: 
Françoise Rigat

Baudelaire et Wagner

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Il presente studio prende a riferimento l'unica lettera di Baudelaire a Wagner e lo scritto "Richard Wagner et Tannhäuser à Paris", per proporre, attraverso l'analisi del discorso, una lettura alternativa a quella ad oggi consensuale sull'atteggiamento encomiastico di Baudelaire nei confronti di...

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Categoria principale: 
Segnalato da: 
Michela Landi
Email: 
michela.landi@unifi.it
ISBN: 
978-88-6453-954-6
Collezione: 
Biblioteca di Studi di Filologia Moderna
Anonyme
Editore: 
Firenze University Press
Luogo della pubblicazione: 
Firenze
Data di pubblicazione: 
Friday, November 15, 2019
Data di pubblicazione online: 
Friday, November 15, 2019
URL: 
https://www.fupress.com/catalogo/baudelaire-et-wagner/3996
Lingua: 
Francese
Parole chiave: 
Baudelaire; Wagner; musica e letteratura
Sito web di riferimento: 
https://www.fupress.com

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