L’esistenza più o meno riconosciuta di una identità valdostana ha da sempre acceso ampi dibattiti, soprattutto di carattere politico. Raramente tuttavia ci si è soffermati a riflettere sulla possibilità di considerare una specificità della Valle d’Aosta che emerga distintamente nel panorama culturale italiano ed europeo, in ambiti quali quello storiografico, letterario e più in generale nelle diverse produzioni artistiche, come la musica, l’arte e soprattutto il cinema. Esiste, per esempio, un’identità valdostana storicamente riconoscibile, con caratteristiche ben definite, o è piuttosto un concetto moderno che la storiografia ha proiettato sul passato? Come si differenzia il destino della Valle d’Aosta da quello del Vallese, della Tarentaise o della Val di Susa? Si può parlare, in virtù di qualche valido esempio di poesia dialettale e della più corposa produzione in lingua francese, di un’identità letteraria valdostana? Ed è lecito, per contro, domandarsi quanto e quale spazio abbia avuto la Valle d’Aosta nella vita culturale e letteraria italiana, al di là della statura di intellettuali come Natalino Sapegno e Federico Chabod? E ancora, quale immagine della Valle d’Aosta emerge dalle opere dei poeti e degli scrittori che l’hanno frequentata e raccontata nel passato, come Carducci, Gozzano, De Amicis, Levi e altri? E in che modo tale immagine si è modificata nella rappresentazione di autori contemporanei come Cognetti e Manzini, le cui opere godono di un sempre maggiore successo di critica e di pubblico? È infine troppo ottimistico parlare di una vocazione “cinematografica” valdostana dopo i successi televisivi di Rocco Schiavone e la partecipazione sempre più importante a progetti e produzioni nazionali e internazionali (Avengers, Kingsman etc.)?
Il Convegno Internazionale di Studi Valle d’Aosta tra storia e immaginario - Vallée d’Aoste entre histoire et imaginaire – promosso e organizzato dal Dipartimento LLCER dell’Université Savoie Mont Blanc in collaborazione con la Regione Autonoma Valle d’Aosta – intende, per quanto possibile, cercare delle risposte a questi e altri interrogativi, attraverso un approccio interdisciplinare, transmediale e transnazionale che dia spazio alle più diverse voci critiche e che diventi fertile terreno di confronto fra le varie prospettive di ricerca. Lo scopo è fornire, in un momento storico di grandi e rapidi cambiamenti, un quadro non solo aggiornato e approfondito, ma anche ampio e multiprospettico della realtà culturale valdostana attuale, così come della sua evoluzione nel corso del tempo. Uno stato dell’arte, insomma, che consenta, attraverso la rivisitazione e la rimeditazione di aspetti storici, artistici e letterari di definire, o ridefinire, un possibile nucleo identitario valdostano e che possa essere al tempo stesso occasione di bilanci e valutazioni, ma anche punto di partenza per la costruzione e lo sviluppo di futuri scenari culturali. In tale prospettiva, naturalmente, il convegno non può non essere anche un momento di riflessione sulla vocazione transfrontaliera della Valle d’Aosta, in particolare sui rapporti con la vicina Francia e più in generale sul suo essere un carrefour culturale tra le diverse anime europee.
Nello specifico il convegno si prefigge di indagare la dimensione storico-culturale della Valle d’Aosta secondo quattro macro-linee direttrici e si articola di conseguenza in quattro sessioni tematiche da considerare, tuttavia, in una prospettiva di ricerca interdisciplinare, in quanto elementi interconnessi e in continuo dialogo. La prima sessione (1), che prevede un taglio più squisitamente letterario, è dedicata a verificare l’esistenza di un’identità letteraria valdostana, così come a considerare il ruolo e la specificità della Valle d’Aosta nel panorama culturale italiano, attraverso interventi che possano spaziare dalle analisi linguistiche alle indagini filologico-letterarie fino ad affondi puntuali su autori e opere in vario modo collegati con la Valle d’Aosta. La seconda sessione (2), di carattere più storico, esaminerà il “particolarismo” valdostano, la sua effettiva esistenza e, soprattutto, il modo in cui è stato sviluppato e persino costruito dalla storiografia. Verrà inoltre analizzata la specificità della Valle d’Aosta, al tempo stesso chiusa dalle sue catene montuose e aperta all’Europa, in quanto attraversata da una delle più importanti vie transalpine. La terza sessione (3) mira ad analizzare il “fattore” Valle d’Aosta nelle diverse espressioni artistiche (cinema, musica, arte), non solo in quanto scenario naturale, ma anche come fonte di ispirazione e punto di partenza della creazione artistica stessa. Tale impostazione non esclude naturalmente aperture e collegamenti con l’ambito storico-letterario. La quarta sessione (4) si apre, infine, a una dimensione internazionale. A partire dalla parole del canonico valdostano François-Gabriel Frutaz («On a toujours oublié ou ignoré un fait capital: c’est que [...] les montagnes, les Alpes surtout rattachaient les populations des deux versants, au lieu de les séparer»), intende riflettere sui rapporti storici e culturali con la vicina Francia per esaminarne la natura e l’evoluzione nel corso del tempo e valutare così l’effettiva influenza della cultura francofona nella formazione di una eventuale identità storico-culturale valdostana.
Le proposte di contributo, relative a una delle quattro linee tematiche sopra descritte, dovranno essere calibrate in previsione di interventi di 30 minuti. Redatte in italiano o in francese e titolate, non dovranno in ogni caso superare le 300 parole e dovranno essere gentilmente inviate entro il 31 agosto 2025 al seguente indirizzo: moreno.savoretti@univsmb.fr.
La comunicazione dell’accettazione sarà data entro il 30 settembre 2025.
È prevista la pubblicazione degli atti.