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Didattica delle lingue

"Fragiles sans être idiots" (spectacle théâtral)

Atelier de Théâtre en Langue Française de l'Université de Padoue

Riassunto dell'annuncio: 
Dimanche 22 juin, les étudiants de l’Atelier de Théâtre en Langue Française dirigé par la professeure Anna Bettoni présenteront une adaptation de "Les Idiots" de Claudine Galéa au Cinéma Théâtre Lux de Padoue, à 21h00.
Plus d'informations sur le site: https://www.facebook.com/share/p/1C8nmaq7NH/ Entrée libre.
Nome del contatto: 
Anna Bettoni
Email del contatto: 
anna.bettoni@unipd.it
Indirizzo postale: 
Claudine Galéa, Théâtre, langue française
Segnalato da: 
Francesca Dainese
Email: 
francesca.dainese@unipd.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
22/06/2025
Data di fine dell'evento: 
22/06/2025
Città dell'evento: 
Padova, Cinema Lux
Tipo di evento: 
Séminaires et conférences
Categoria principale: 

Call for papers “Passaggi di senso: traduzioni e linguaggi oltre i confini”

Riassunto dell'annuncio: 
Call for papers del Convegno “Passaggi di senso: traduzioni e linguaggi oltre i confini” (Università degli Studi di Salerno, 23 e 24 febbraio 2026).
In un mondo globalizzato, caratterizzato da confini sociali, economici e culturali diventati sempre più labili, l’incontro di lingue e culture ha mutato volto, evolvendosi con complessità e dinamicità crescenti, superando frontiere di diversa natura e portata (Matras, 2009; Horner & Weber, 2018). L’innovazione tecnologica (non solo telematica), lo sviluppo di nuovi mezzi e scambi commerciali, l’intensificazione dei rapporti politici e degli investimenti internazionali su scala mondiale, hanno creato un mondo in cui persone, oggetti e idee possono liberamente circolare senza vincoli eccessivi, entrando così in contatto non solo in maniera ‘tradizionale’ ma interagendo in contesti che spesso trascendono la fisicità e danno vita a dinamiche transnazionali dominate dal multilinguismo (Pennycook & Otsuji, 2014; Zhu, 2015). In questo scenario, le lingue sono diventate un mezzo di propulsione di scambi e incontri, identità e conflitti: attraverso parole e segni, infatti, è possibile accedere a nuove esperienze di tipo geografico, politico, economico, letterario, socioculturale. Nell’incontro multilinguistico e multiculturale la comunicazione manifesta tutta la sua forza, influenzando e modificando linguaggi, prospettive, luoghi e persone, e intensificando le manifestazioni variazionistiche delle lingue coinvolte, con effetti socioculturali sorprendenti (Weinreich et al., 1968). Anche nei materiali pubblicati a stampa e online, il melting pot di linguaggi e culture si traspone in pratiche di traduzione e translanguaging (Wei, 2018; Ou, Gu & Hult, 2020), apportando nuove informazioni e arricchendo gli scambi comunicativi, nel tentativo di decodificare e ricodificare prospettive linguistico-culturali sempre più ramificate e complesse. Il convegno Passaggi di senso intende promuovere il confronto tra studiose e studiosi sul ruolo delle lingue nei processi di mobilità, contatto e mediazione all’interno del mondo contemporaneo e globalizzato. Tali temi di ricerca si collocano in una prospettiva inter- e multidisciplinare, coinvolgendo numerosi ambiti di indagine che spaziano dalla traduzione specialistica alla comunicazione turistica, dalle dinamiche migratorie alle interazioni tra lingue e territori, analizzando – da molteplici prospettive e in differenti contesti – come il linguaggio si adatti, si trasformi e crei nuove connessioni. Si accoglieranno proposte di contributi afferenti (in maniera generale e non esaustiva) alle seguenti aree tematiche: ● Variazione linguistica ● Multilinguismo e translanguaging in contesti fisici e comunicativi ● Minoranze e marginalizzazione sociolinguistica ● Multilinguismo e sostenibilità ● Comunicazione turistica, localizzazione ● Accessibilità e inclusione nei contesti comunicativi turistici ● Movimenti linguistici e migratori ● Internazionalizzazione ● Traduzione specialistica e mediazione linguistica e culturale ● Prospettive professionali di traduzione e mediazione nei contesti multilingue ● Comunicazione interculturale e nuove tecnologie ● Transcreation e pratiche traduttive creative ● Didattica, sostenibilità ed etica della traduzione Riferimenti bibliografici Horner K., Weber J. J. (2018), Introducing multilingualism: A social approach, 2nd ed., Routledge, London. Matras Y. (2009), Language contact, Cambridge University Press, Cambridge. Ou W. A., Gu M. M., Hult F. M. (2020), Translanguaging for intercultural communication in international higher education: transcending English as a lingua franca, in “International Journal of Multilingualism”, article published online. Pennycook A., Otsuji E. (2014), Market lingos and metrolingua francas, in “International Multilingual Research Journal”, 8, 4, pp. 255-70. Wei L. (2018), Translanguaging as a practical theory of language, in “Applied Linguistics”, 39, 1, pp. 9-30. Weinreich U., Labov W., Herzog M. I. (1968), Empirical foundations for a theory of language change, in W. P. Lehmann, Y. Malkiel (eds.), Directions for historical linguistics: A symposium, University of Texas Press, Austin, pp. 95-195. Zhu H. (2015), Negotiation as the way of engagement in intercultural and lingua franca communication: Frames of reference and interculturality, in “Journal of English as a Lingua Franca”, 4, 1, pp. 63-90. Modalità di invio proposte e atti del convegno Gli interessati sono pregati di inviare all’indirizzo convtradspec2026@unisa.it un abstract di max 300 parole (esclusa bibliografia), in formato .doc oppure .pdf, entro il 15/09/25, specificando i propri dati (nome, cognome, indirizzo e-mail, affiliazione) e l’area tematica della presentazione. Gli autori riceveranno comunicazione dell’esito entro il 31/10/25. È possibile partecipare con una relazione di 30 minuti (20 minuti di presentazione orale e 10 minuti per le domande) o con un poster. In quest'ultimo caso, l’autore dovrà portare con sé il proprio poster stampato su finitura lucida o opaca, delle dimensioni massime di 84 x 119 cm (formato A0). Il tempo della sessione sarà stabilito a seconda del numero totale di poster che verranno esposti. In seguito, i relatori presenti al Convegno saranno invitati a sottoporre, entro il 30/05/26, un articolo relativo al proprio intervento per la pubblicazione in un volume dedicato, che avverrà – dopo un processo di selezione peer reviewed – a cura del Comitato organizzativo e del Comitato scientifico. Il convegno si terrà presso l’Università degli Studi di Salerno e sarà possibile partecipare sia in presenza che online. Le eventuali spese di partecipazione (viaggio, alloggio ed eventuali) sono a carico dei partecipanti. Non è prevista quota di partecipazione. Per informazioni dettagliate (come raggiungerci, dove alloggiare, programma) contattare il Comitato organizzativo (dipsumlingue@unisa.it). Lingue ufficiali: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo. Contatti: convtradspec2026@unisa.it
Nome del contatto: 
Comitato Organizzativo
Email del contatto: 
convtradspec2026@unisa.it
Segnalato da: 
Comitato Organizzativo
Email: 
convtradspec2026@unisa.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
23/02/2026
Data di fine dell'evento: 
24/02/2026
Città dell'evento: 
Fisciano (SA)
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
traduzione, mobilità, contatti, mediazione
Sito web di riferimento: 

CfP: L’eclettismo nel Settecento: un’analisi interdisciplinare

Riassunto dell'annuncio: 
Appel à contributions pour l'ouvrage collectif : "L’éclectisme au XVIIIe siècle : une analyse interdisciplinaire" (Université de Salerne, Département des sciences humaines, Département d'études politiques et diplomatiques)
Le XVIIIe siècle représente une période cruciale dans l’histoire de la culture européenne, marquée par d’extraordinaires transformations intellectuelles, politiques, scientifiques et artistiques (Bock 2020). Ce siècle, qui marque le passage de la modernité à la contemporanéité, est souvent identifié au siècle des Lumières et à ses exigences de rationalité, de progrès et d’universalisme (Garrett 2022). Cependant, si la philosophie des Lumières a dominé le paysage intellectuel, le XVIIIe siècle est aussi un siècle caractérisé par la pluralité des visions et la multiplicité des courants de pensée, de la naissance des sciences modernes à la redéfinition des pratiques artistiques et des structures politiques (Pagden 2013 ; Colclough 2020). Le terme « éclectisme » - du grec eklektikos, qui signifie « celui qui choisit » - est devenu au fil du temps un outil clé pour interpréter l’évolution de la pensée et des pratiques culturelles du XVIIIe siècle (Canto 2017). L’éclectisme s’exprime comme un processus de sélection et de fusion d’éléments issus de différentes traditions, dans une dynamique qui reflète la recherche de nouvelles synthèses dans un contexte historique de grande effervescence (Rosenberg 2019). En philosophie, en art, en science et en politique, l’éclectisme résulte de la nécessité de dépasser le dogmatisme des époques précédentes et d’ouvrir la culture à l’expérimentation, à l’innovation et au dialogue entre les différentes traditions et disciplines (Sorrentino 2021 ; Kelly 2018). En ce sens, et ce n’est pas un hasard, l’Encyclopédie de Diderot et d’Alembert (1751-1772) s’impose comme une œuvre emblématique de cette tendance éclectique : un projet ambitieux intégrant différents savoirs - de l’artisanat aux sciences, de la philosophie aux arts - reflétant pleinement l’esprit d’ouverture, d’interdisciplinarité et d’innovation du siècle. Il ne s’agit pas seulement d’un phénomène stylistique dans l’art, mais d’une approche méthodologique et conceptuelle qui a traversé de nombreux domaines de la connaissance, dans le but de façonner une vision du monde plus inclusive et dynamique (Albritton 2019 ; Kemp 2020). L’éclectisme du XVIIIe siècle est le produit d’une interaction intense entre les idées de la philosophie rationaliste et empiriste, les théories scientifiques émergentes et la tradition classique, toutes influencées par les nouvelles instances sociales et politiques qui se développent en Europe (Fauvelle 2020). Objectifs de l’ouvrage L’objectif de cette publication est d’explorer la manière dont l’éclectisme du XVIIIe siècle a influencé les principaux domaines du développement culturel et scientifique de l’époque. Elle vise à analyser la manière dont les différentes traditions et disciplines interagissent et s’intègrent dans le contexte des principales transformations intellectuelles du siècle, tant au niveau de la théorie que de la pratique. C’est pourquoi les universitaires, les chercheurs et les académiciens sont invités à proposer des contributions qui explorent l’éclectisme dans divers domaines de la pensée humaine, en soulignant les interconnexions entre l’art, la philosophie, la linguistique, la littérature, la science, la politique et la culture. En particulier, l’éclectisme du XVIIIe siècle doit être compris comme une pratique dynamique qui non seulement reflétait la pluralité des courants de pensée de l’époque, mais contribuait également à une synthèse culturelle plus large. En effet, l’éclectisme était à la fois une méthode et un résultat, une forme de résistance à la rigidité des systèmes fermés, ainsi qu’une stratégie d’ouverture à l’expérimentation et à l’innovation dans une période de changements profonds et rapides. Sujets éligibles Cet appel à communications invite les universitaires et les chercheurs à proposer des contributions qui explorent le phénomène de l’éclectisme au dix-huitième siècle dans différentes disciplines, en mettant l’accent sur les interconnexions entre les diverses formes d’expression culturelle et intellectuelle. Les sujets éligibles sont énumérés ci-dessous, représentant des domaines dans lesquels l’éclectisme a joué un rôle important : 1. L’éclectisme dans l’art • L’interaction entre le baroque tardif, le rococo et le néoclassicisme : continuités et ruptures stylistiques. • L’influence de l’antiquité classique dans l’art du XVIIIe siècle et le remaniement de ses canons. • Syncrétisme entre tradition et innovation dans les arts visuels du XVIIIe siècle. • Le rôle de la culture aristocratique et populaire dans l’évolution des langages artistiques. • Réflexion sur l’art en tant que produit d’influences multiples et sur la transformation des techniques artistiques. 2. L’éclectisme philosophique et les Lumières • La synthèse du rationalisme, de l’empirisme et de l’idéalisme dans la philosophie du XVIIIe siècle. • La contribution de Voltaire, Rousseau, Diderot et d’autres penseurs au dialogue entre les différentes traditions philosophiques. • Le rôle central de la raison et l’intégration de points de vue contradictoires sur le progrès humain et social. • L’approche éclectique de Kant et sa capacité à concilier différents systèmes philosophiques. • L’interaction entre la philosophie et d’autres disciplines telles que la science et l’art au siècle des Lumières. 3. L’éclectisme dans les sciences • La naissance des sciences modernes : un mélange de traditions philosophiques, empiriques et naturelles. • L’intégration des sciences physiques, chimiques et biologiques dans le contexte du 18e siècle. • La contribution de scientifiques tels que Newton, Linné et d’autres à la construction d’un nouveau paradigme scientifique intégrant diverses influences. • La synthèse des approches empiriques et théoriques dans la médecine et les sciences naturelles du XVIIIe siècle. • L’évolution de la pensée scientifique par l’interaction des théories traditionnelles et novatrices. 4. L’éclectisme en musique • L’influence des différents styles (baroque, rococo, classicisme) sur la musique et la composition musicale. • L’équilibre entre rationalité et émotivité dans la musique du XVIIIe siècle. • L’interaction entre les différentes traditions musicales et l’évolution du langage musical. • Le phénomène de l’éclectisme dans des genres musicaux spécifiques. 5. L’éclectisme en littérature • L’évolution des genres littéraires et la synthèse de la tradition classique et de l'innovation narrative. • L’apport des Lumières à la littérature : rationalisme, critique sociale et utopie. • Réflexion sur l’individu et la société à travers une pluralité de styles et d’influences. • La littérature comme instrument d’expression et de synthèse culturelle dans un contexte éclectique. 6. L’éclectisme en linguistique • Naissance de la linguistique moderne dans le contexte des Lumières : intérêt pour la rationalisation et la systématisation du langage. • La contribution de penseurs tels que Condillac et Rousseau à l’analyse du langage en tant qu’instrument de pensée et de communication sociale. • Réflexion sur l’origine des langues et leur évolution en tant que synthèse d’influences culturelles, philosophiques et sociales (de Brosses). • L’éclectisme dans les théories linguistiques : la fusion des approches empiriques et philosophiques pour comprendre le langage humain. • Le rôle de la linguistique au siècle des Lumières dans le cadre d’un projet culturel et pédagogique visant à la formation d’une langue universelle et rationnelle. 7. Éclectisme et politique • La fusion des théories du droit naturel, de l’absolutisme et des premières idées de démocratie. • La pensée éclectique de penseurs tels que Montesquieu, Rousseau et Locke sur la gouvernance et les droits de l’homme. • L’influence de l’éclectisme dans la formulation des théories politiques modernes et l’évolution des structures sociales. • Le rôle des idées éclectiques dans les révolutions politiques du XVIIIe siècle, comme la Révolution française. 8. L’éclectisme dans la religion • L’interaction entre la religiosité traditionnelle et les nouvelles conceptions rationalistes et sceptiques. • Comparaison des théologies et des philosophies religieuses, avec un accent sur les réformes religieuses et le déisme. • Le remaniement des principes religieux par l’intégration de différentes influences, telles que le rationalisme et le mysticisme. • L’éclectisme dans les mouvements religieux et les réformes de l’Église en Europe au XVIIIe siècle. 9. L’éclectisme dans l’histoire et les idées sociales • La synergie entre les différentes traditions historiques et l’émergence de nouvelles théories sociales et historiques. • L’interaction entre les philosophies sociales du progrès et les visions conservatrices de la société. • L’éclectisme dans l’analyse des mouvements de réforme sociale et des droits de l’homme. • L’influence des idées du 18e siècle sur la définition de la citoyenneté et des structures sociales modernes. • Les points de vue contradictoires sur la hiérarchie sociale et l’égalité, et la manière dont ils se combinent dans l’élaboration de nouvelles idées politiques. 10. L’éclectisme dans l’éducation et la formation intellectuelle • L’émergence des établissements d’enseignement et leur approche interdisciplinaire de l’enseignement. • La diffusion de la méthode scientifique et sa rencontre avec la tradition humaniste dans les universités et les écoles. • Le rôle des encyclopédies, comme l’Encyclopédie de Diderot, dans la formation d’un savoir intégré et syncrétique. • Les tensions entre la tradition classique et les nouvelles méthodologies d’enseignement. • Le rôle de l’éducation dans l’émergence d’une nouvelle élite intellectuelle, capable de synthétiser différents domaines de connaissance. 11. Éclectisme et culture populaire • L’interaction entre la haute et la basse culture au XVIIIe siècle : traditions populaires et acculturation. • Les influences mutuelles entre la culture aristocratique, le folklore et les nouvelles tendances culturelles. • L’évolution de la littérature et de la fiction populaires en relation avec les idéologies dominantes. • L’éclectisme dans le théâtre, les contes de fées, les histoires populaires et les pratiques théâtrales. • Représentations de la culture populaire dans la musique, l’art et la littérature du XVIIIe siècle. Bibliographie Althusser, Louis. (2020). La philosophie et la philosophie spontanée des scientifiques. Bell, David A. (2021). Le culte de la nation en France : l'invention du nationalisme, 1680-1800. Bock, Gisela. (2020). Les Lumières et la naissance de la politique moderne. Bonnet, Jean-Claude. (2018). Le Siècle des Lumières. Bouhours, Dominique. (2019). Les Lumières et le sens du monde. Caccamo, Giovanni. (2018). L'éclectisme dans la philosophie du dix-huitième siècle. Canto, Manuel. (2017). La formation de la pensée éclectique : une histoire des idées au XVIIIe siècle. Colclough, David L. (2020). Littérature et Lumières dans la Grande-Bretagne du XVIIIe siècle. Cole, Michael W. (2015). La naissance du musée : l'éclectisme du Grand Tour et l'évolution des institutions artistiques. Condillac. (1754). Traité des sensations. Cunningham, Andrew. (2020). La révolution scientifique et les origines de la science moderne. Delon, Michel. (2017). La Littérature du XVIIIe siècle. Fauvelle, François-Xavier. (2020). La construction de l'histoire dans l'Antiquité et le Moyen Âge. Ferrara, Maurizio. (2020). Esthétique et néoclassicisme : le retour à la tradition dans l'art du XVIIIe siècle. Garrett, Aaron. (2022). The Cambridge History of Eighteenth-Century Philosophy (Histoire de Cambridge de la philosophie du XVIIIe siècle). Gibson, Quentin. (2017). La pensée politique à l'âge de la révolution. Goulemot, Jean-Marie. (2020). L'éclectisme philosophique et ses conséquences. Heilbron, John L. (2021). Le soleil dans l'église : les cathédrales comme observatoires solaires. Johns, Christopher M. S. (2018). L'art et les Lumières. Jones, Susan D. (2020). Le 18e siècle mondial. Kelly, Duncan. (2018). La politique des Lumières : concepts et controverses. Kemp, Martin. (2020). La science de l'art : thèmes optiques dans l'art occidental de Brunelleschi à Seurat. Lilti, Antoine. (2021). L'Encyclopédie et le destin des Lumières. Manferdini, Stefano. (2019). L'éclectisme entre science et philosophie : la synthèse rationaliste du XVIIIe siècle. Mossa, Giorgio. (2021). L'éclectisme dans la pensée italienne des Lumières. Rivista di Filosofia Italiana, 123-145. Pagden, Anthony. (2013). Les Lumières : et pourquoi elles comptent encore. Roda, Francesco. (2022). Philosophie, science et politique au siècle des Lumières. Rosenberg, Pierre. (2019). L'Art du XVIIIe siècle : L'Âge des Lumières. Rousseau. (1781). Essai sur l'origine des langues. Sorrentino, Luciano. (2021). La pensée éclectique au XVIIIe siècle : entre rationalisme et empirisme. Tesson, Sylvain. (2022). Les Lumières et l'Empire : Les racines de l'éclectisme politique. Revue des Études Politiques, 76-99. Ward, Patricia A. (2019). Les Lumières dans le contexte social. Zaretsky, Robert. (2021). Une vie qui vaut la peine d'être vécue : Albert Camus et la quête de sens. Soumission des contributions : Envoyez un résumé de 300 mots maximum (en italien ou en anglais), accompagné d’une courte biographie (100 mots maximum), avant le 30 juin 2025 à l’adresse électronique suivante : eclettismo700@unisa.it Les notifications d’acceptation seront envoyées au plus tard le 30 juillet 2025. La version finale de l'article (35 000 mots maximum, espaces et bibliographie compris, pour une éventuelle publication, en italien, français, anglais ou espagnol) doit être soumise avant le 15 septembre 2025. Les articles seront examinés de manière anonyme par au moins deux évaluateurs externes (en double aveugle). Comité éditorial : Rosario PELLEGRINO, Mariadomenica LO NOSTRO, Valeria Anna VACCARO
Nome del contatto: 
Valeria Anna Vaccaro
Email del contatto: 
vvaccaro@unisa.it
Indirizzo postale: 
eclettismo700@unisa.it
Segnalato da: 
Valeria Anna Vaccaro
Email: 
vvaccaro@unisa.it
ropellegrino@unisa.it
mlonostro@unisa.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/06/2025
Data di fine dell'evento: 
30/06/2025
Città dell'evento: 
Università di Salerno
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
eclettismo - Settecento - Linguistica diacronica

La Traduction augmentée

Approches interdisciplinaires, indisciplinées et expérientielles de la traduction

Riassunto dell'annuncio: 
Il convegno "La Traduction augmentée : Approches interdisciplinaires, indisciplinées et expérientielles de la traduction" intende aprire gli studi sulla traduzione all'incontro con l'arte contemporanea, le pratiche esperienziali di traduzione e approcci non solo interdisciplinari ma anche "indisciplinati". Il convegno, aperto da Giuseppe Sofo, vedrà la partecipazione di Myriam Suchet, Lucia Quaquarelli, Chiara Montini, Ricarda Vidal e Madeleine Campbell nella prima giornata, e l'apertura della mostra d'arte contemporanea "L'esperienza della traduzione | La traduzione dell'esperienza" presso la galleria CREA Cantieri del contemporaneo all'Isola della Giudecca. Il secondo giorno avrà luogo il primo seminario del gruppo di ricerca STRADE: Studi sulla Traduzione, la Riscrittura e l'Adattamento nell'Era Digitale, con la partecipazioni di ricercatori nel campo della traduzione di diverse discipline.
LA TRADUCTION AUGMENTÉE Approches interdisciplinaires, indisciplinées et expérientielles de la traduction Università Ca’ Foscari Venezia, 27-28 marzo 2025 Giovedì 27 marzo 10.30-12.15 CREA Cantieri del contemporaneo, Giudecca Redentore Atelier: Kit de désapprentissage de “la langue” Atelier di Myriam Suchet, riservato alle studentesse e agli studenti dei corsi di Éléments de traduction littéraire e Langue française. 14.00-17.30 Ca’ Bernardo, Sala B “La Traduzione aumentata” Approcci indisciplinati ed esperienziali alla traduzione 14-14.15: Saluti istituzionali 14.15-14.45: Giuseppe Sofo (Ca’ Foscari), “La Traduction augmentée” 14.45-15.15: Myriam Suchet (Sorbonne Nouvelle – Paris 3), “Faire l'expérience de la traduction comme transformation: une indiscipline en acte” 15.15-15.45: Lucia Quaquarelli (Paris Nanterre), “Repenser l'acte traductif depuis les ‘marges’” 15.45-16.15: Chiara Montini (CNRS/ENS/Unipegaso), “Mercier et Camier. Traduire le bilinguisme” 16.15-17.15: Ricarda Vidal (King’s College London), Madeleine Campbell (University of Edinburgh), “Book Launch: The Translation of Experience: Cultural Artefacts in Experiential Translation”. Con la partecipazione di Ayse Ayhan (Yildiz Technical University), Delphine Grass (Lancaster University), Giuseppe Sofo (Ca’ Foscari) e Mary Wardle (Sapienza) 17.15-17.30: Discussione Giovedì 27 marzo, ore 18.30 CREA Cantieri del contemporaneo, Giudecca Redentore Inaugurazione mostra d’arte contemporanea, a cura di Ricarda Vidal e Madeleine Cambell The Experience of Translation | The Translation of Experience L’Expérience de la traduction | La Traduction de l’expérience L’esperienza della traduzione | La traduzione dell’esperienza Mostra aperta dal 28 marzo al 7 aprile dalle 11.00 alle 18.00 Ingresso gratuito Venerdì 28 marzo 9.30-13.00 Ca’ Bernardo, Sala B STRADE: Studi sulla traduzione, la riscrittura e l’adattamento nell’era digitale Approcci interdisciplinari alla traduzione Primo seminario del gruppo di ricerca STRADE del progetto di eccellenza del DSLCC. 9.30-9.40: Saluti istituzionali 9.40-10.00: Federico Zanettin, “La traduzione: concetti, pratiche e termini in evoluzione” 10.00-10.20: Magda Campanini e Michela Lagnena, “Corpora letterari francesi della Prima Modernità e paradigma digitale: un caso di adattamento nella didattica universitaria attraverso il progetto ‘Tragiques Inventions’” 10.20-10.40: Massimo Ciaravolo, “Le prime traduzioni italiane del romanziere svedese Hjalmar Söderberg ad opera di Carlo Piazza (1933) e Giuseppe Viggiani (1945)” 10.40-11.00: Giuseppe Trovato e Giacomo Campanaro: “La traduzione delle espressioni polirematiche in contesto audiovisivo: Una prospettiva comparativa spagnolo-italiano” Pausa caffè (11.00-11.30) 11.30-11.50: Maria Elisa Fina, “Multimodalità e (ri)scrittura: l'adattamento nella traduzione intersemiotica” 11.50-12.10: Sara Culeddu, “Adattamento della minoranza etnico-linguistica sami a scrivere nelle lingue maggioritarie e forme di resistenza multilingue: i guai del traduttore!” 12.10-12.30: Yannick Hamon e Giuseppe Sofo, “Tradurre, collaborare, creare: l’apprendimento della traduzione nell’era digitale” 12:30-13.00: Discussione Chiude Myriam Suchet 15.00-16.30 Ca’ Bernardo, Sala B Atelier di traduzione multilingue e multimodale: Translating “An Anna Blume” Atelier a cura di Madeleine Campbell e Ricarda Vidal Con il sostegno di: Venise pour la francophonie, Florence Gombault e Vincent Gombault, DSLCC, Università Italo Francese, Department of Culture, Media & Creative Industries, Arts and Humanities Research Council, UK Research & Innovation, King’s College London, CREA Cantieri del contemporaneo Con il patrocinio di: Do.Ri.F. Università, Rencontres francophones, Seminario di filologia francese, SUSLLF. Comitato scientifico e organizzativo: Giuseppe Sofo, Marie-Christine Jamet, Yannick Hamon Immagine della locandina tratta da: “I am only human” di Sophie Clausen and Manuela Perteghella, 2022.
Nome del contatto: 
Giuseppe Sofo
Email del contatto: 
giuseppe.sofo@unive.it
Segnalato da: 
Giuseppe Sofo
Email: 
giuseppe.sofo@unive.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
27/03/2025
Data di fine dell'evento: 
28/03/2025
Città dell'evento: 
Venezia
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Parole chiave: 
traduzione, interdisciplinarità, arte contemporanea, traduzione esperienziale
Sito web di riferimento: 

Appel à contributions Revue Ponti/Ponts n. 25, 2025

Riassunto dell'annuncio: 
Appel à contributions Revue Ponti/Ponts. Langues littératures civilisations des Pays francophones n. 25, 2025
Dirigée par Marco Modenesi, la revue Ponti/Ponts est une publication annuelle multidisciplinaire qui se veut un haut lieu de rendez-vous des cultures francophones d’Europe, d’Afrique, des Amériques et de l’Océanie. Chaque numéro est révisé par les pairs et est disponible en libre accès sur son site internet. Ponti/Ponts s’avère un espace de diffusion pour les travaux réalisés par les chercheur.es qui s’intéressent à la francophonie extra-hexagonale. De même, la revue se propose d’offrir une vitrine des parutions récentes dédiées à ce domaine de recherche, à travers des notes de lecture portant sur les publications à visée linguistique, littéraire et culturelle (art, cinéma, BD, chansons) concernant les différentes francophonies. Ponti/Ponts a pour but de mettre en lumière la richesse de la multiplicité des regards que les spécialistes de toutes les disciplines émanant des différents horizons des sciences humaines peuvent jeter sur les problématiques et les questionnements relatifs aux espaces francophones, en perspective synchronique ou diachronique. Du n. 1 de 2001 au n. 21 de 2021 les différentes livraisons ont proposé un dossier thématique et des études libres ; à partir du n. 22 de 2022 Ponti/Ponts se caractérise par des études à caractère littéraire, culturel ou linguistique dégagées de contraintes thématiques. La proposition d’interviews et d’inédits littéraires (poèmes, poèmes en prose, nouvelles) est également possible et encouragée. Les propositions de contribution pour le n. 25, 2025 devront être rédigées en français selon les modalités décrites ci-dessous et envoyées à la rédaction (redazione.ponts@unimi.it) jusqu’au 16 mars 2024. * * * * * Soumission d’une proposition d’article La revue reçoit des articles rédigés en français, d’auteurs invités et d’auteurs qui, de leur propre initiative, soumettent des travaux pour évaluation. Les articles proposés doivent être inédits et ne doivent pas être sous évaluation par une autre revue. Les propositions de contribution, en français, comprendront un titre, une bibliographie et un descriptif d’environ 400 mots qui précisera le cadre théorique, les objectifs et méthodes, le corpus utilisé. Elles doivent être soumises en version anonyme. L’auteur enverra à part ses coordonnées (nom, prénom, institution d’appartenance) et fournira un bref CV d’une page au maximum. Modalités d’évaluation Les articles (50.000 signes au maximum, tout espace compris), qui sont jugés potentiellement publiables par le Comité scientifique de la revue, sont acheminés, en version anonyme, à des rapporteur.es pour une évaluation des qualités et des lacunes éventuelles du travail. Le Comité scientifique prend ensuite connaissance des évaluations et décide de publier ou de ne pas publier l’article. Un avis synthétique et motivé peut être transmis aux auteur.es des articles acceptés, qui mettent en œuvre les recommandations du comité dans le délai accordé. Le contenu des textes publiés et l’exactitude de leurs références bibliographiques sont la responsabilité exclusive des auteurs. Calendrier Jusqu’au 16 mars 2025 : envoi des propositions à redazione.ponts@unimi.it 16 mars-31 mars 2025 : évaluation des propositions reçues 31 mai-2025 : date limite pour la remise des articles retenus 31 mai 2025 : évaluation anonyme par les pairs des articles reçus 15 octobre 2024 : remise de la version finale des articles retenus Décembre 2025/janvier 2026 : parution du n. 25, 2025 _____________________________ Site internet de la revue : https://riviste.unimi.it/index.php/ponts Adresse : Ponti/Ponts. Langues littératures civilisations des Pays francophones. Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni – Università degli Studi di Milano – Piazza S. Alessandro 1, 20123 Milano, Italia Directeur : marco.modenesi@unimi.it Rédaction : redazione.ponts@unimi.it
Nome del contatto: 
Francesca Paraboschi
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redazione.ponts@unimi.it
Segnalato da: 
Francesca Paraboschi
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francesca.paraboschi@unimi.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
06/02/2025
Data di fine dell'evento: 
16/03/2025
Città dell'evento: 
Milano
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Appels à contribution
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Idéologies métalinguistiques

La discipline linguistique face à son miroir idéologique

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Le demi-siècle d’âge d’or de la discipline linguistique s’est construit sur un paradoxe apparent : alors qu’elle devenait le paradigme dominant influençant une grande partie du paysage des humanités et des sciences sociales, la linguistique reposait tout entière sur l’idée non-interventionniste, le refus de la prescription et le pari de pouvoir distinguer la langue de ses normes extrinsèques. Pour le dire autrement, alors que le structuralisme imposait une empreinte forte sur la pensée du 20° siècle (Dosse 1991), il le faisait en affirmant l’autonomie des structures parfois même vis-à-vis de ceux qui les parlent, et dans une moindre mesure, de ceux qui les décrivent (Sériot 2012). Or, on le sait depuis l’analyse du discours, la frontière entre cadre théorique et cadre idéologique est parfois si mince qu’il est difficile de ne pas lire dans les méthodes et les épistémologies des visions axiologiques du monde. Quelles axiologies supportent alors le refus de la prescription ?
Cette conférence se propose d’explorer les idéologies qui trament la discipline. Pour cela, trois axes sont envisagés. Axe 1. Discours linguistique, discours des linguistes, quelle altérité ? Pour se mettre en route, le discours linguistique nécessite une coupure entre ordinaire et scientifique, une suspension du régime du discours. Ce moment de distinction, cependant, peut prendre diverses formes et porter avec lui des projets intellectuels et/ou idéologiques différents. Dans certains espaces du champ des pratiques, l’intuition du linguiste chomskyen fabriquant lui-même ses exemples le rend maître à la fois des observables et du jugement de grammaticalité. Ailleurs, les approches de corpus fournissent des données dont la taille des échantillons est censée préserver l’analyse (et l’analyste) des biais de surreprésentation de certaines formes individuelles, quitte à effacer des phénomènes peu représentés ou n’apparaissant pas du fait des méthodes de collecte. Entre les deux, les approches expérimentales reposent sur une approche des fonctionnements linguistiques comme découplés de la fonction communicative de la langue. En-deçà peut-être de cette distinction, les tests de transformation du distributionnalisme visent à suspendre en quelque sorte cette opposition en lui substituant la grammaticalité. Il demeure que toute approche linguistique se confronte à cette distinction des discours. Le questionnement de cette frontière a été au cœur des travaux consacrés à la folk linguistics / linguistique populaire (Paveau 2008, Preston 2019) tout comme à l’épistémologie de la discipline (voir les travaux de la SHEL). Il s’agit en quelque sorte d’expliciter la mise à distance des locuteurs (ou du linguiste selon le point de vue) et les mécanismes de cette distanciation. La légitimité scientifique de la discipline se tient dans cette distinction, qui peut néanmoins se faire jour à partir de compréhensions diverses du rôle de la linguistique. Lorsqu’elle en vient à questionner la dimension idéologique – ou idéationnelle – du langage, la discipline peut se doter par ailleurs d’appareils conceptuels variés : imaginaires (Houdebine 2015), normes majeures et mineures (Berrendonner et al. 1983), idéologies (Kroskrity 2000), formations (Foucault 1971, Pêcheux 1975), représentations, épidiscours, folk linguistics, indexicalité et sens social (Ochs 1993, Silverstein 2003, Eckert 2019), styles, registres (Agha 2003), etc. sont autant de concepts dont le miroir « méta » sont les approches, les cadres, les méthodes et les épistémologies. Que se passe-t-il si on retourne ce miroir vers la discipline linguistique en tant qu’ensemble de discours ? Y a-t-il un imaginaire de la linguistique ? Peut-on penser la discipline en termes de normes majeures et mineures ? d’idéologies ? etc. Quelle sont les formations discursives contemporaines des sciences du langage ? Les nouvelles pratiques d’écritures scientifiques (écritures alternatives, écritures à plusieurs mains, rupture de la distinction entre auteur et enquêtés, approches documentaires, questionnement de la frontière entre terrain et corpus, etc.), en questionnant les pratiques d’écriture et les pratiques de savoir, forment-elles de nouveaux registres ? Par ailleurs, la discipline se légitime également vis-à-vis d’autres disciplines, dont certaines ont parfois mauvaise presse auprès des linguistes (telles que par exemple la littérature ou les sciences de l’information et de la communication) tandis que d’autres sont réinvesties (sémiotique, anthropologie linguistique). Il s’agit parfois même de sous-disciplines qui se concurrencent, partageant des objets mais opposant les analyses et les méthodes (approches de corpus, expérimentales, formelles ou écologiques) ou s’hybrident (sociolinguistique, analyse du discours, anthropologie linguistique). Que révèlent ces altérités et leur mise en scène, sur le projet intellectuel qu’est la linguistique ? La production du savoir se fonde sur le principe de coopération. Les conceptions du consensus et du dissensus, et les modes de gestion des conflits au sein de l’espace scientifique reposent également sur des points cardinaux idéologiques. Il s’agit d’explorer les rapports entre métadiscours de la science, nécessité de la formalisation et langage ordinaire, notamment lorsque celui-ci constitue à la fois l’observable et l’outil d’analyse. On pourra également s’interroger sur les spécificités d’une épistémologie linguistique. Ces distinctions peuvent parfois prendre la forme plus explicite de pratiques de promotion ou de défense de la discipline, et pour cela visent à défendre le pré-carré du métadiscours comme prérogative universitaire. Ce peut être pour la visibiliser auprès du grand public à travers des événements de vulgarisation (Nuit des chercheurs, etc.), des podcasts (Parler comme jamais), des chaines Youtube (Linguisticae, L comme linguistes), des blogs (Bling), ou encore à travers les différentes actions du collectif des linguistes atterré.es. Que signifie la promotion ou la défense disciplinaire par-delà l’espace académique ? Contrairement à d’autres sciences, telle que la sociologie, qui fondent la légitimité de leur discours dans la reconnaissance partagée d’une méthode, la linguistique a parfois des tentations plus universalistes en prétendant à l’ensemble des discours rationnels sur le langage. Le problème le plus direct de cette tentation est la difficulté à limiter l’empan des discours linguistes et donc à en assumer la responsabilité (Haraway 1998) et la singularité, alors même que les traditions entre arts et sciences du texte (Rastier 2001) rendent la tradition hétérogène. Ici, c’est plus largement les caractéristiques de ce qui fait science qui viennent percuter le savoir sur le langage. Axe 2. Approches historiques des idéologies métalinguistiques D’une manière plus historique, on peut aussi s’interroger sur les effets de cloisonnement, décloisonnement, recloisonnement disciplinaire que ces distinctions produisent. Au-delà de la seule légitimité, quelle vision de la langue, du social, de la science et du savoir supportent ces différentes approches et leurs associations ou leurs conflits ? De quelle manière les oppositions entre sous-domaines, en produisant un « air du temps » au sein duquel se forme notre pensée, configurent plus ou moins durablement nos recherches ? Dans un contexte de profusion conceptuelle, due à la massification de la recherche, les généalogies intellectuelles sont sans cesse remises sur le tapis, revisitées, réélaborées. Proposer une linguistique héritière de la grammaire ou de la rhétorique ou bien en rupture avec celles-ci nous place face à l’enjeu même de la linguistique, et à la singularité de notre propos en tant que discipline. Par ailleurs, après le siècle linguistique qui commence avec Saussure, la discipline devient ancillaire, à la faveur d’autres paradigmes dominants, que ce soit les sciences cognitives, la sociologie bourdieusienne, la Gestalt ou encore les réseaux neuronaux. Est-ce pour autant la fin de la linguistique ? La linguistique se meurt-elle ? À la manière de la France qui ne se remet pas de la fin de son impérialisme, la linguistique n’a-t-elle pas des difficultés à se remettre de sa nouvelle position périphérique ? On pourra s’intéresser en particulier à ce qui se passe dans le champ autour des années 1980 et 1990, avec l’éclosion de sous-domaines variés, aboutissant souvent à la constitution d’écoles. On peut citer, entre autres, le renouvellement de la pragmatique et de l’étude des productions orales (approches théoriques des interactions verbales, du parler « ordinaire » ou de la syntaxe du français parlé) et les renouveaux théoriques qui s’ensuivent. Face à une telle floraison, peut-on parler de déclin de la linguistique ? Ces décennies témoignent-elle d’un tournant pour le champ, et ce tournant a-t-il une dimension idéologique, même lorsque ces recherches se revendiquent d’une forme an-idéologique ? Sans nécessairement faire la sociologie du champ, ces moments sont intéressants en ce qu’ils ne font pas rupture (au sens de la rupture saussurienne ou chomskyenne par exemple qui produisent de l’homogénéité), mais constituent plutôt des tournants et des moments d’hétérogénéisation du champ. Par ailleurs, si l’on se penche plus spécifiquement sur les trente dernières années, la super-spécialisation appelée par les nouvelles pratiques de la recherche recentre la spécificité linguistique sur la quantité de données et la manipulation d’outils et de techniques d’ingénierie poussées. Bien sûr, les dialogues entre analyse et ingénierie de la parole ont été nombreux et ces approches se sont informées l’une l’autre pendant de nombreuses années. Mais le développement rapide du champ du deep learning a rendu les espaces d’interdisciplinarité plus pointus et donc plus rares. Or, si la méthode est le fondement épistémologique d’un champ scientifique, dans ce cas la méthode est en quelque sorte confiée à la prothèse qu’est l’outil, délégant la définition de la scientificité hors du champ, par exemple aux statisticiens. Quels sont les effets de cette délégation ? Axe 3. Linguistique et politique Enfin, que se passe-t-il quand la linguistique fait irruption dans l’espace public ? Si la linguistique se fonde sur une posture descriptive et non prescriptive, qu’en est-il aujourd’hui des rapports entre les différents champs qui ne suivent pas cette proscription de la prescription ? Quelles positions les linguistes peuvent-ils soutenir vis-à-vis des discours doxaux sur le danger permanent dans lequel se trouverait la langue française (menacée tour à tour par l’anglais, les jeunes, les étrangers, le politiquement correct, les réseaux sociaux…), discours qui ne sont évidemment pas sans rapport avec le déclinisme ? La posture d’autorité du scientifique peut-elle se distinguer d’un prescriptivisme ? Plus foncièrement, peut-on proscrire de prescrire ? Par ailleurs, quels rapports entretiennent les postures prescriptives, les postures appliquées et les postures engagées ? Les univers idéologiques de ces trois programmes sont divers, mais se rencontrent-ils et, potentiellement, s’interconnectent-ils ? Ces postures viennent interpeller la linguistique traditionnelle sur son utilité ou du moins sa pertinence sociale. Est-ce une injonction à miner la tour d’ivoire pour descendre dans le champ de bataille épilinguistique au profit d’une inscription sociale de la science ? La linguistique a-t-elle vocation à devenir la boite à outils qu’en permanence la société lui demande d’être (voir par exemple le succès médiatique de Clément Viktorovitch) ? Les théories de la langue et du discours peuvent-elles assumer leur inutilité sociale ? Peuvent-elles quitter la tour d’ivoire sans pour autant céder devant les injonctions à l’impact social, voire à ce qui se nomme aujourd’hui un transfert des connaissances et d'innovations vers la société ? Depuis quelle(s) posture(s) idéologique(s) ? Qu’en est-il des nouvelles formes et modalités d’écritures scientifiques, des écritures alternatives, qui inaugure une autre manière de travailler non pas sur mais avec les gens, dans une vision de co-construction de la recherche. Quelles pratiques langagières et quelle réflexivité sur ces pratiques les linguistes peuvent formuler ? Pour le reformuler dans les termes de Castoriadis, les imaginaires linguistiques sont-ils des lieux de transformation sociale ? Et si c’est le cas, qu’en est-il des imaginaires linguistiques des linguistes en termes de transformation sociale ? Comme en témoigne la polémique autour de l’écriture inclusive, les idéologies linguistiques véhiculent des enjeux sociaux et politiques massifs. Et malgré les fréquentes déclarations de non-intervention et d’usage-roi, les linguistes résistent difficilement à se positionner sur ces questions socio-politiques. La diversité de leur position témoigne de la forte dimension idéologique de ces prises de parole, qui sont pourtant souvent faites au nom de la scientificité et d’une prétendue neutralité axiologique. Ces affrontements permettent d’éclairer directement la dimension idéologique des affrontements théoriques au sein du champ. Ils soulèvent aussi des questions sur la linguistique comme parole publique. L’un de lieux majeurs de la linguistique appliquée étant l’enseignement, qu’en est-il des idéologies linguistiques de ces autres spécialistes de la langue que sont les enseignants de langue ? Comment leurs positionnements permettent-ils d’enseigner les idéologies linguistiques (en contexte francophone comme non-francophone) ? Par ailleurs, quels sont les ancrages idéologiques des nouvelles propositions d’enseigner la linguistique dès l’école primaire (Sheehan et al. 2024) ? Se pose également la question du poids des idéologies linguistique sur la gestion concrète du plurilinguisme, par les différents acteurs qui y sont impliqués (Agresti 2021). Au-delà de l’enseignement, les idéologies linguistiques des spécialistes de la langue non-linguistes (correcteur, éditeur, etc.) ainsi que des professionnels de la parole publique (journaliste, rédacteurs administratifs, métiers du droit, etc.) seraient également intéressantes à investiguer. Les enjeux institutionnels autour de la langue sont massifs, tout comme les interventions régulières de l’État en la matière, qu’il s’agisse des textes ministériels encadrant les programmes scolaires, d’organismes tels que la DGLFLF, ou du soft power de la francophonie. Qui sont les auteurs et les acteurs de ces interventions et quels rapports entretiennent-ils avec les linguistes ? Les diverses commissions terminologiques dont se dote la France peuvent-elles être considérées comme des espaces de lobbying d’idéologies linguistiques, à la manière des groupes d’intérêt qui promeuvent ou défendent certaines causes ? D’où viennent les idéologies linguistiques de l’État ? Peut-on en retracer la généalogie ? Que dessinent les politiques linguistiques contemporaines, qui simultanément prêtent l’oreille aux linguistes (comme cela a été le cas pour la glottophobie (Blanchet 2016), ou bien la DGLFLF) et les ignorent (enseignement du français, Académie française, diplomatie culturelle de la francophonie, etc.) ? En France, l’utilisation appuyée de la langue dans la construction nationale a rendu la question langagière d’autant plus saillante dans l’entreprise nationaliste, et certains linguistes se sont volontiers prêtés à l’exercice, à l’instar de Damourette et Pichon. Y a-t-il encore aujourd’hui des approches nationalistes de la science linguistique ? Les linguistes font-ils parfois preuve de glottophobie ? Comment agissent les différentes idéologies linguistiques en fonction des variétés de français sur lesquelles on travaille ? Sous quelle forme se rencontrent-elles ? Enfin, on pourra s’interroger sur les pratiques de muséification de la langue et de la linguistique, du musée associatif Mundolingo (Paris) à la récente Cité internationale de la langue française, inaugurée par Macron en octobre 2023, en passant par les pratiques de patrimonialisation des instruments d’analyse que peuvent mener certains laboratoires de linguistique. Quelle vision du savoir sur la langue et quels enjeux ces pratiques portent-elles ? Alors qu’elles sont des véhicules idéologiques de ce qu’est la linguistique, elles en incarnent une version qui doit être tout à la fois explicative et ancrée socialement. À ce titre, elle constitue peut-être une nouvelle version du paradoxe fondateur de la linguistique : performer un ethos de la description scientifique, qui a vocation à agir socialement. — Références Agha, Asif. (2003). The social life of a cultural value. Language and communication, 23, 231–273. Agresti, Giovanni (2021). « Former aux politiques linguistiques et éducatives. Considérations générales, pratiques de terrain », Synergies France, 14-15 : 151-166. Berrendonner, Alain, Michel Le Guern, et Gilbert Puech. 1983. Principes de grammaire polylectale. Lyon : Presses Universitaires de Lyon. Blanchet, Philippe. 2016. Discriminations : combattre la glottophobie. Paris : Textuel. Dosse, François. 1991. Histoire du structuralisme. Paris : La Découverte. Eckert, Penelope. 2019. “The limits of meaning: Social indexicality, variation, and the cline of interiority”. Language 95(4) : 751-776. Foucault, Michel. 1971. L’ordre du discours. Paris : Gallimard. Haraway, Donna, (1988), « Situated Knowledges: The Science Question in Feminism and the Privilege of Partial Perspective ». Feminist Studies, 14(3): 575-599. Houdebine, Anne-Marie. 2015. “De l’imaginaire linguistique à l’imaginaire culturel” La linguistique 51(1) : 3-40. Kroskrity, Paul V. (ed.). 2000. Regimes of Language: Ideologies, Polities, and Identities. Santa Fe, NM : School of American Research. Ochs, Elinor. 1993. « Indexing Gender ». In Sex and Gender Hierarchies, Barbara D. Miller, 335‑58. Cambridge: Cambridge University Press. Paveau, Marie-Anne. 2008. “Les non-linguistes font-ils de la linguistique ?” Pratiques 139-140 : en ligne Pêcheux M., 1975, « Les Vérités de La Palice », In Maldidier D., éd., L’Inquiétude du discours. Textes de Michel Pêcheux, Éd. des Cendres : 175-244. Preston, Dennis R. 2019. “What is Folk Linguistics?” Målbryting : n. pag. Rastier, François. 2001. Arts et sciences du texte. Paris : PUF. Sériot, Patrick. 2012. Structure et totalité : Les origines intellectuelles du structuralisme en Europe centrale et orientale. Limoges : Lambert-Lucas. Silverstein, Michael. 2003. “Indexical order and the dialectics of sociolinguistic life”. Language and Communication 23 : 193–229 Sheehan, Michelle, Havinga Anna D., Kasstan, Jonathan R., Stollhans Sascha, Corr, Alice & Gillman Peter. 2024. “Teacher perspectives on the introduction of linguistics in the languages classroom: Evidence from a co-creation project on French, German and Spanish”. British Educational Research Journal: online. — Format de la conférence La conférence accueillera des communications sur un format classique (20 minutes de présentation et un temps de discussion collective) et se clôturera sur un moment de parole libre pour accueillir les propositions spontanées qui pourraient éclore des discussions. Une publication est envisagée, dont la forme sera décidée à l’issue du colloque. Comité d’organisation Ruggero Druetta (Università degli Studi di Torino) : ruggero.druetta@unito.it Julie Abbou (Università degli Studi di Torino) : julie.abbou@unito.it Comité scientifique Guy ACHARD-BAYLE (Université de Lorraine) Giovanni AGRESTI (Université Bordeaux Montaigne ; Università degli Studi di Napoli) Christophe BENZITOUN (Université de Lorraine) Josiane BOUTET (Université de Paris-Sorbonne) Cécile CANUT (Université Paris Cité) Gilles CORMINBOEUF (Université de Fribourg) Patrick CHARAUDEAU (Université Sorbonne Paris Nord) James COSTA (Université Sorbonne Nouvelle) José DEULOFEU (Aix-Marseille Université) Alexandre DUCHENE (Université de Fribourg) Oreste FLOQUET (Sapienza Università di Roma) Luca GRECO (Université de Lorraine) Patricia KOTTELAT (Università degli Studi di Torino) Vincenzo LAMBERTINI (Università degli Studi di Torino) Chloé LAPLANTINE (CNRS) Noémie MARIGNIER (Université Sorbonne Nouvelle) Maria Margherita MATTIODA (Università degli Studi di Torino) Benoit MONGINOT (Università degli Studi di Torino) Silvia NUGARA (Università degli Studi di Torino) Alain RABATEL (Université Claude Bernard Lyon 1) Rachele RAUS (Università degli Studi di Bologna) Laurence ROSIER (Université Libre de Bruxelles) Nathalie Rossi GENSANE (Université Lumière Lyon 2) Marie VENIARD (Université Paris Cité).
Nome del contatto: 
Ruggero Druetta
Email del contatto: 
ruggero.druetta@unito.it
Indirizzo postale: 
Complesso Aldo Moro, via Sant'Ottavio angolo via Verdi, 10124 Torino
Segnalato da: 
Claire-Emmanuelle Nardone
Email: 
claireemmanuelle.nardone@unito.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/01/2025
Data di fine dell'evento: 
31/01/2025
Città dell'evento: 
Torino
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Parole chiave: 
linguistique; idéologie

Appel à contribution pour un numéro thématique de la revue AUC Philologica

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Appel à contributions per il numero tematico della rivista AUC Philologica pubblicata dalla Facoltà di Lettere dell'Università Karlova di Praga. Il volume si inserisce all'interno del progetto 4EU+ « FLEurope : Ponts linguistiques, littéraires et culturels à travers l’enseignement du français langue étrangère en Europe ».
Appel à contribution pour un numéro thématique de la revue AUC Philologica « FLEurope : Ponts linguistiques, littéraires et culturels à travers l’enseignement du français langue étrangère en Europe » Responsables éditoriaux : Záviš Šuman, Radka Mudrochová, Francesca Paraboschi Ce numéro thématique de la revue AUC Philologica (publiée par la Faculté des Lettres de l’Université Charles, cf. https://karolinum.cz/en/journal/auc-philologica/current) fait partie du projet Alliance 4EU+, qui se concentre sur la dimension didactique de l’enseignement du français langue étrangère (FLE) dans le cadre de la coopération européenne. Parmi les principaux thèmes de recherche et questions abordés dans ce numéro, on trouve : (1) l’étude de l’impact de l’enseignement du FLE sur l’intégration européenne et l’éducation interculturelle ; (2) de nouvelles approches dans l’enseignement du FLE qui motivent les étudiant.e.s et favorisent leur engagement dans un environnement multilingue ; (3) l’intégration de contenu littéraire et culturel dans l’enseignement du FLE afin de promouvoir la compréhension culturelle et la pensée critique ; (4) l’utilisation de nouvelles technologies pour soutenir un enseignement efficace en français ; (5) l’influence des changements sociaux et culturels en Europe sur le développement du vocabulaire français et son utilisation dans l’enseignement ; (6) les défis et opportunités didactiques liés à l’intégration des variations diatopiques et diastratiques du français dans les programmes éducatifs ; (7) le développement du français en réponse à l’anglais comme lingua franca mondiale et l’impact des emprunts lexicaux sur le purisme linguistique ; (8) les éléments lexicaux nécessaires pour une communication efficace dans les contextes académiques et professionnels et leur intégration dans les curriculums de FLE. L’objectif principal de ce numéro thématique est de renforcer et de connecter les recherches de divers domaines (linguistique, littérature, études culturelles, didactique) et de créer une plateforme durable qui conduira à l’application rigoureuse de la théorie et de la recherche empirique dans l’enseignement du français au niveau secondaire et universitaire. Un autre apport significatif est l’initiation d’une réflexion commune et d’une confrontation critique parmi les chercheur.e.s associé.e.s à l’Alliance 4EU+ et d’autres partenaires internationaux concernant la modification des curriculums universitaires, dans un contexte où nous nous efforçons de mettre à jour des approches parfois très conservatrices, voire obsolètes, des contenus et structures des études philologiques et pédagogiques à travers les universités européennes. Nous invitons donc les chercheur.e.s intéressés.e. à soumettre leurs contributions qui exploreront ces thèmes. Envoi des contributions Les contributions, respectant les consignes de rédaction détaillées infra à la fin de ce document, doivent être envoyées en version électronique simultanément aux trois responsables éditoriaux : Záviš Šuman : zavis.suman@ff.cuni.cz Radka Mudrochová : radka.mudrochova@ff.cuni.cz Francesca Paraboschi francesca.paraboschi@unimi.it Date-limite de l’envoi de vos contributions : le 30 juin 2025. Veuillez indiquer « AUC Philologica » comme objet du message. Comme à l’accoutumée, toutes les contributions reçues seront soumises à une expertise en double aveugle par les pairs. Langue de rédaction : français Záviš Šuman, Radka Mudrochová et Francesca Paraboschi CONSIGNES DE RÉDACTION Les textes intégraux (y compris les notes de bas de page, références bibliographiques, résumés anglais, mots clés, etc.) ne dépasseront pas 42.000 caractères (espaces inclues). 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A/ Mise en forme du texte : Le texte : Police Times New Roman 12 / interligne 1,5 / texte justifié à gauche Débuts des paragraphes : pas de retrait de la première ligne (utilisez juste le tabulateur pour commencer un nouveau paragraphe) Titres des parties du texte : Police Times New Roman 12 / caractères gras / interligne 1,5 / texte justifié à gauche / éviter veuves et orphelines. Les citations : Les citations jusqu’à 3 lignes seront à insérer dans le texte entre guillemets français (« »). Les citations à l’intérieur d’une citation seront entre guillemets anglais (“ ”). N’utilisez pas d’italiques pour les citations. Les citations dépassant 3 lignes seront détachées du corps du texte, sans guillemets (Times New Roman 11 / interligne 1,15 / retrait à gauche 1,25 cm). Les notes de bas de page : Utilisez le système continu, tel qu’il est automatiquement proposé par Word. Police Times New Roman 10 / interligne 1,0 / texte justifié à gauche Nom, Initiale du prénom. (Date de publication), Titre. Éditeurs. Lieu d’édition : Maison d’édition, « collection », pagination. Mallarmé, S. (1945), OEuvres complètes. Édition établie et annotée par H. Mondor et G. J. Aubry. Paris : Gallimard, « Bibliothèque de la Pléiade », p. 869. Liste des locutions latines utilisées et de leurs abréviations (en italique) : cf. / in / infra / supra / op. cit. /sq./idem/ ibidem B/ Mise en forme des références bibliographiques : La liste des références bibliographiques (classées par ordre alphabétique) sera précédée du titre BIBLIOGRAPHIE (Times New Roman 12 / majuscules / caractères gras) et correspondra aux modèles suivants : Pour un ouvrage : Nom, prénom (date de parution). Titre. Éditeurs. Lieu d’édition : Maison d’édition, « collection ». Esmein-Sarrazin, Camille (2008). L’Essor du roman. Discours théorique et constitution d’un genre littéraire au XVIIe siècle. Paris : Honoré Champion. Pour une contribution dans un ouvrage collectif : Nom, prénom. « Titre du chapitre ». Dans nom, prénom (date de parution). Titre. Lieu d’édition : Maison d’édition, pagination. Sermon, Julie « L’entre-deux lagarcien : le personnage en état d’incertitude ». Dans Jolly, Geneviève – Juillard, Didier – Pascaud, Andrée (2007). Jean-Luc Lagarce. Problématiques d’une oeuvre. Besançon : Les Solitaires intempestifs, p. 57-79. Pour un article de revue : Nom, prénom (date de parution). « Titre de l’article », Nom de la revue, volume, numéro, pagination. Lambert, José (1980). « Production, traduction et importation : une clef pour l’étude de la littérature en traduction », Revue Canadienne de Littérature Comparée, VII, 2, p. 246-252. Pensez à mettre des espaces insécables avant le numéro de page, de tome, etc. (le raccourci clavier est « Ctrl+Maj+espace ») Pour des textes numérisés : Procédez comme pour les autres références. Indiquez à la fin : [date de consultation]. La BIBLIOGRAPHIE sera suivie de données relatives à l’auteur du texte (Times New Roman 12 / italique) : Prénom et nom(s) Département d’affiliation Faculté et université d’affiliation Adresse professionnelle E-mail professionnel C/ Règles diverses : Évitez le gras et le souligné pour mettre en valeur des éléments du texte, y préférez l’italique. Les italiques seront utilisées pour les titres ou pour des mots dans une langue étrangère à celle du texte. Les tirets (–) que l’on trouve dans les dialogues ou dans des propositions incises, se distinguent des traits d’union (-) utilisés dans les mots composés (touche « 6 » en haut du clavier). Les tirets longs sont obtenus en appuyant simultanément sur les touches control + - (sur le clavier numérique) ou Alt + 0150 (sur le clavier numérique) et sont suivis d’un espace insécable. Les siècles seront écrits en chiffres romains : XXe siècle Si vous avez des images (en noir et blanc !) à insérer dans le texte, si vraiment besoin en est, prévenez-nous. Il faudra les envoyer dans des formats spécifiques à consulter avec la revue (et surtout en qualité supérieure à 300 dpi). Les non-francophones sont prié.e.s de soumettre leurs textes à une correction préalable par un.e. locuteur.e natif.ve.
Nome del contatto: 
Záviš Šuman : zavis.suman@ff.cuni.cz ; Radka Mudrochová : radka.mudrochova@ff.cuni.cz ; Francesca Paraboschi francesca.paraboschi@unimi.it
Email del contatto: 
francesca.paraboschi@unimi.it
Segnalato da: 
Francesca Paraboschi
Email: 
francesca.paraboschi@unimi.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
30/06/2025
Città dell'evento: 
Praga
Tipo di evento: 
Appels à contribution
Categoria principale: 
Parole chiave: 
Ponts linguistiques, littéraires et culturels; enseignement du français, FLE

Journée d'études ALPAGA

(Alternances Linguistiques Plurielles avec Grenoble Alpes) IRGA 2024

Riassunto dell'annuncio: 
Première journée d'études qui fait un premier état des lieux des travaux, autour de la constitution du corpus, méthodes et outils d'analyse, de la gestion des données, et de l'identification et objectivation des questions de recherche.
Le projet ALPAGA veut explorer un domaine émergent en didactique des langues, celui des échanges multimodaux plurilingues, pratiqués dans les formations télécollaboratives internationales et facilités par l’usage des technologies numériques, en particulier les plateformes, outils de visioconférence et messageries instantanées.
Nome del contatto: 
Sonia Di Vito
Email del contatto: 
sonia.divito@unitus.it
Indirizzo postale: 
VIA SILVIO PELLICO 34
Segnalato da: 
SONIA DI VITO
Email: 
sonia.divito@unitus.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
06/12/2024
Data di fine dell'evento: 
06/12/2024
Città dell'evento: 
Grenoble
Tipo di evento: 
Colloques
Categoria principale: 
Parole chiave: 
alternances linguistiques, plurilinguisme, corpus multimodaux

Fra tecnologia e etica: quali limiti all'intelligenza artificiale? con Daniel Andler

Dialogo con Maurizio Ferraris, seguito da una discussione con Alberto Oddenino e Antonio Romano

Riassunto dell'annuncio: 
Conferenza per il grande pubblico nell’ambito del progetto di Public Engagement «AI debating. La promozione dell’AI nel dibattito pubblico per la valorizzazione della conoscenza» in cui sono coinvolti nove dipartimenti dell’Università di Torino.
Nato nel 1946, Daniel Andler è prima stato un matematico specialista di logica, per poi dedicarsi alla filosofia delle scienze e della conoscenza. Lavora sui fondamenti delle scienze cognitive e dell’intelligenza artificiale. È professore emerito presso Sorbonne Université. Nel 2001 ha fondato il Dipartimento di studi cognitivi dell’ENS ed è stato eletto socio dell’Académie des sciences morales et politiques nel 2016. I due suoi libri, pubblicati da Gallimard, sono La Silhouette de l’humain. Quelle place pour le naturalisme dans le monde d’aujourd’hui ? (2016) e Intelligence artificielle, intelligence humaine : la double énigme (2023). Nell’ultimo, tradotto in italiano con il titolo Il duplice enigma. Intelligenza artificiale e intelligenza umana (Einaudi, 2024), dopo aver evocato i progressi spettacolari dell’IA, evidenzia quello che differenzia essa dall’intelligenza umana, considerando anche le implicazioni per l’etica dell’IA e la sua espansione in campi quali l’educazione, la salute o la giustizia. Nel ciclo di incontri italo-francesi “I.ntelligenz.A” organizzati dall'Institut français Italia, in partenariato con l’Università di Torino. Organizzatori : Maria Margherita Mattioda e Claire-Emmanuelle Nardone. La conferenza si svolgerà in francese e in italiano. 21 novembre, 17:00 Biblioteca Bobbio, Sezione Merlini, Campus Luigi Einaudi Lungo Dora Siena 100 Torino
Nome del contatto: 
Maria Margherita Mattioda - Claire-Emmanuelle Nardone
Email del contatto: 
marita.mattioda@unito.it - claireemmanuelle.nardone@unito.it
Indirizzo postale: 
Biblioteca Bobbio, Sezione Merlini, Campus Luigi Einaudi - Lungo Dora Siena 100 - Torino
Segnalato da: 
Claire-Emmanuelle Nardone
Email: 
claireemmanuelle.nardone@unito.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
21/11/2024
Città dell'evento: 
Turin
Tipo di evento: 
Séminaires et conférences
Categoria principale: 
Parole chiave: 
IA; Intelligenza artificiale; etica; tecnologia; linguaggio; linguistica; filosofia

Dialogare con un IA. Come parlano le macchine?

Dialogo con Alexeï Grinbaum

Riassunto dell'annuncio: 
Dialogare con un IA. Come parlano le macchine? Dialogo con Alexeï Grinbaum
Lundi 11 novembre, à 17h, Alexei Grinbaum, directeur de recherche au CEA-Saclay et président du Comité opérationnel d’éthique du numérique du CEA, sera accueilli à l'Université de Turin. Ayant récemment publié l'essai Parole de Machines (2023), il dialoguera au sujet de l’Intelligence artificielle, des langues et de la traduction avec plusieurs enseignants-chercheurs de l’Unito, en particulier Antonio Romano, Guido Boella, Ilaria Cennamo, Vincenzo Lambertini et Maria Margherita Mattioda. Cet événement, à la forte empreinte interdisciplinaire, est organisé dans le cadre du projet AI Debating par le Département Lingue e Letterature straniere e Culture moderne en collaboration avec l’Institut français Italia. Il s'inscrit également dans le cycle de débats d'idées franco-italiens organisés à l'automne 2024 par l'Institut français Italia sur le thème "I.ntelligenz.A". Il comprendra en large part un moment de table-ronde, puis d’échange avec le public. L’événement se déroulera dans l’Aula Lauree, au 3ème étage du Complexe Aldo Moro.
Nome del contatto: 
Maria Margherita Mattioda
Email del contatto: 
marita.mattioda@unito.it
Segnalato da: 
Claire-Emmanuelle Nardone
Email: 
claireemmanuelle.nardone@unito.it
Data di inizio o data limite dell'evento: 
11/11/2024
Città dell'evento: 
Turin
Tipo di evento: 
Séminaires et conférences
Categoria principale: 
Parole chiave: 
IA, linguistique, traduction, traduction automatique, éthique

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