Vous êtes ici

Appels à contribution

1922/2022 : Modernismo totale (Università di Torino)

Continuità, discontinuità e la svolta sperimentale

Résumé de l'annonce: 
Il Centro Studi “Arti della Modernità” organizzerà a Torino, nel maggio 2022, un convegno internazionale in presenza, salvo aggiornamenti, dal titolo : 1922/2022 – Modernismo totale. Continuità, discontinuità e la svolta sperimentale.
CONVEGNO INTERNAZIONALE 1922/2022 – MODERNISMO TOTALE (Università di Torino) CONTINUITÀ, DISCONTINUITÀ E LA SVOLTA SPERIMENTALE Centro Studi “Arti della Modernità” 18-19-20 Maggio 2022 – Torino CALL FOR PAPERS L’anno 1922 non segna la nascita del modernismo, né tantomeno ne racchiude il raggio d’azione, ma può senza dubbio indicare una cesura tra un inizio e una fine. Alcune opere chiave del modernismo letterario sono state concepite, scritte o completate in quell’anno: The Waste Land di T.S. Eliot, Ulysses di James Joyce, il Wozzeck di Alban Berg, le Duineser Elegien di Rainer Maria Rilke, Das Schloß di Franz Kafka, Sodome et Gomorrhe di Marcel Proust, per nominare solo le più note. Dal punto di vista teorico, Arnold Schönberg ha pubblicato la sua Harmonielehre, Viktor Sklovskij ha sviluppato la sua idea di straniamento (“l’arte come procedimento”) nella direzione di una teoria della prosa, Clive Bell e Roger Fry hanno elaborato la nozione di “forma significante”. Il 1922 ha visto inoltre l’emergere di altre cruciali produzioni culturali, entrate nel canone modernista solo lentamente, come il cinema, il cabaret, la danza, la musica popolare. Un dialogo fra alto e basso? Studi recenti hanno posto l’attenzione sui legami espliciti che collegano i capolavori del modernismo letterario a una serie di forme culturali popolari, come erano allora considerate le nuove arti, che reclamavano l’inclusione nel canone modernista, secondo quanto avrebbero presto sostenuto Benjamin, Kracauer e altri. Il 1922 pare rappresentare in questo senso uno spartiacque storico, nel quale le tradizionali opposizioni binarie tra l’alto e il basso, il vecchio e il nuovo, l’ordine e il caos sono scompaginate dal formarsi di gerarchie più complesse. In che modo la cultura alta si è appropriata delle arti popolari e quali sono stati il significato e l’esito di questa ibridazione? In quali forme e con quali risultati le arti popolari hanno assimilato le sperimentazioni moderniste? Qual è l’interesse, oggi, di tali trasformazioni, incroci, svolte? Cosa distingue l’alto e il basso? Come li si può definire? Mettendo a confronto la produzione artistica attuale con quegli esperimenti innovativi, quali elementi di continuità e discontinuità si possono trovare? Ripensando oggi al 1922 si può ancora parlare di arte sperimentale? In cosa consiste l’eredità di quella rivoluzione? Il Centro Studi “Arti della Modernità” (http://centroartidellamodernita.it/) organizzerà a Torino, nel maggio 2022, un convegno internazionale in presenza, salvo aggiornamenti, dal titolo 1922/2022 – Modernismo totale. Continuità, discontinuità e la svolta sperimentale. Il convegno è aperto a contributi su questi aspetti decisivi del modernismo nell’annus mirabilis del 1922, un anno in cui, come ha osservato Jean-Michel Rabaté, “si potrebbe essere tentati di sostituire l’espressione ‘alto modernismo’ con quella di ‘modernismo totale’”, o sostenere che l’oggetto primario e problematico del modernismo sia “la totalità appena prima che si trasformi in totalitarismo” (Rabaté 2015). Il convegno intende esaminare questa riformulazione di “alto modernismo” in “modernismo totale”, cogliendo anche i suoi riflessi nella cultura contemporanea, ed esplorare le modalità in cui “il Gesamtkunstwerk wagneriano può trasformarsi in una totalità artistica che combina tutti i media (musica, poesia, pittura, messa in scena, danza e film), sovrapponendo ciò che è più sperimentale a ciò che è più popolare” (Rabaté 2015). Comitato scientifico: Alexander Etkind (European University, Firenze), Marie-Laure Ryan (Independent Scholar), Jens Brockmeier (American University, Paris), Andrei Bronnikov (Independent Scholar), Roxana Preda (University of Edinburgh), Ann Banfield (University of California, Berkeley). Comitato organizzatore: Franca Bruera (Università di Torino), Giuliana Ferreccio (Università di Torino), Roberto Gilodi (Università di Torino), Luigi Marfè (Università di Padova), Daniela Nelva (Università di Torino), Massimiliano Tortora (Università di Torino). Relatori invitati: Jean-Michel Rabaté (University of Pennsylvania), Peter Nicholls (New York University), Ann Banfield (forse su zoom) (University of California, Berkeley), Thomas Macho (Humboldt, IFK Wien), Guido Mazzoni (Università di Siena), Raffaele Donnarumma (Università di Pisa), Hubert Roland (Université Catholique de Louvain), Sigrid Weigel (Zentrum für Literatur- und Kulturforschung, Berlin). Il comitato scientifico del convegno prenderà in esame le proposte di comunicazione che perverranno sui seguenti argomenti: Forma vs. Performance Fine e inizio La relazione tra parole, cose e idee in letteratura e filosofia Autonomia estetica/totalità estetica Citazione, spaesamento, frammentismo Il modernismo plurilingue e transnazionale Il modernismo dell’Est Europa Soggettività e anti-soggettivismo Gesamtkunstwerk come espressione di un’epoca L’arte internazionale: Bauhaus, Vchutemas e altro L’architettura: Le Corbusier e Frank Lloyd Wright Classicismi vecchi e nuovi La musica e le nuove arti visive Fotografia e cinema Danza, cabaret, musica popolare Dada vs. Surrealismo Diaspora cosmopolita Rivoluzioni conservatrici Modernismo americano vs. modernismo europeo Gli espatriati a Parigi, Londra, Berlino, Vienna La città come spazio totale Le proposte di comunicazione, di circa 250 parole, vanno indirizzate al comitato organizzatore tramite la casella email centrostudiartimodernita@gmail.com, entro il 15 dicembre 2021, insieme a un breve profilo biografico. Le proposte saranno valutate entro il 15 gennaio 2022. Gli interventi dovranno essere di 20 minuti ciascuno. La quota di iscrizione al convegno è di 70 euro per i relatori strutturati e di 40 euro per gli altri. Le lingue del convegno saranno l’inglese, il francese e l’italiano. Una selezione dei contributi al convegno sarà ospitata dalla rivista internazionale peer-reviewed «Cosmo: Comparative Studies in Modernism» (ISSN 2281-6658, http://www.ojs.unito.it/index.php/COSMO). I contributi accettati saranno pubblicati sul numero di giugno 2023. Riferimenti bibliografici Adorno, T.W. 1975 [1949]. “Philosophie der neuen Musik.” Gesammelte Schriften, ed. R. Tiedemann, vol. 12. Frankfurt a.M.: Suhrkamp. Ardis, A.L. 2002. Modernism and Cultural Conflict, 1880-1922. Cambridge: Cambridge UP. Banfield, A. 2000. The Phantom Table: Woolf, Frye, Russell and the Epistemology of Modernism. Cambridge: Cambridge UP. Benjamin, W. 2003 [1936]. “The Work of Art in the Age of Its Technological Reproducibility.” Selected Writings, IV, ed. by H. Eiland, M.W. Jennings. Cambridge, Mass.: Harvard UP. Bruera, F., Meazzi, B. (dir.). 2011. Plurilinguisme et Avant-gardes, Bruxelles: Peter Lang. Bruera, F., Margaillan, C. (dir.). 2017. Le troisième sexe des avant-gardes. Paris: Classiques Garnier. Bru, S., Ørum, T., Hjartarson, B., Berg, H., Nicholls, P., Nuijs, L. (eds.). 2011. Regarding the Popular: Modernism, the Avant-Garde, and High and Low Culture. Berlin: de Gruyter. Bürger, P. 1984. Theory of the Avant Garde. Minneapolis: Minnesota UP. Calinescu, M. 1987. Five Faces of Modernity: Modernism, Avant-Garde, Decadence, Kitsch, Postmodernism. Durham: Duke UP. Collot, M. 2005. La poésie moderne et la structure d’horizon. Paris: PUF. Compagnon, A. 1990. Les cinq paradoxes de la modernité. Paris: Seuil. Erikson, G. 2007. The Absence of God in Modernist Literature. New York: Palgrave-Macmillan. Frisch, W. 2005. German Modernism: Music and the Arts. Berkeley: University of California Press. Froula, C. 2007. Virginia Woolf and the Bloomsbury Avant-Garde: War Civilization, Modernity. New York: Columbia UP. Gambrell, A. 1997. Women Intellectuals, Modernism, and Difference: Transatlantic Culture, 1919-1945. Cambridge: Cambridge UP. Goldstein, Bill. 2017. The World Broke in Two. Virginia Woolf, T. S. Eliot, D. H. Lawrence. E, M. Forster and the Year That Changed Literature. New York: Henry Holt and Co., 2017. Hutchings, S.C. 1997. Russian Modernism: The Transfiguration of the Everyday. Cambridge: Cambridge UP. Huyssen, A. 1986. After the Great Divide: Modernism, Mass Culture, Postmodernism. Bloomington. University of Indiana. Janacek, G. 1984. The Look of Russian Literature: Avant-Garde Visual Experiments, Princeton, NJ: Princeton UP. Joyeux-Prunel, B. 2016. Les avant-gardes artistiques, 1848-1918 (t.1) et 1918-1945 (t.2). Une histoire transnationale. Paris: Gallimard, coll. « Folio Histoire ». Kalaidjian, W. 2005. The Cambridge Companion to American Modernism. Cambridge: Cambridge UP. Kelly, C., Lovell, S. (eds.). 2000. Russian Literature, Modernism and the Visual Arts. Cambridge: Cambridge UP. Krauss, R. 1993. L’Originalité de l’avant-garde et autres mythes modernistes. Paris: Macula. Levenson, M. 1984. A Genealogy of Modernism. Cambridge: Cambridge UP. —. (ed.). 2011. The Cambridge Companion to Modernism. Cambridge: Cambridge UP. Lewis, P. (ed.). 2011. The Cambridge Companion to European Modernism. Cambridge: Cambridge UP. Luperini, R. 2018. Dal modernismo a oggi. Storicizzare la contemporaneità. Roma: Carocci. Manganaro, M. 2002. Culture, 1922: The Emergence of a Concept. Princeton, NJ: Princeton UP. Mansanti, C. 2009. La revue « transition » (1927-1938), le modernisme historique en devenir. Rennes: Presses Universitaires de Rennes. Monnier, G., Vovelle, J. (dir.). 1994. Un art sans frontières. L’internationalisation des arts en Europe (1900-1950). Paris: Publications de la Sorbonne. Nicholls, P. 1995. Modernisms: A Literary Guide. London: Macmillan. North, M. 1999. Reading 1922: A Return to the Scene of the Modern. New York: Oxford UP. Olson, L. 2009. Modernism and the Ordinary. Oxford: Oxford UP. Perloff, M. 1996. Wittgenstein’s Ladder: Poetic Language and the Strangeness of the Ordinary. Chicago: University of Chicago Press. —. 1999. The Poetics of Indeterminacy: Rimbaud to Cage. Evanston, Ill.: Northwestern UP. —. 2002. 21st Century Modernism: The “New” Poetics. Oxford: Blackwell. Rabaté, J.-M. (ed.). 2013. A Handbook of Modernism Studies, Oxford: Wiley Blackwell. —. (dir.) 2015. 1922. Literature, Culture, Politics. Cambridge: Cambridge UP. Rado, L. (ed.). 1997. Modernism, Gender and Culture: A Cultural Studies Approach. New York: Garland. Rainey, L. 1997. Institutions of Modernism. Literary Elites and Public Culture. New Haven-London: Yale UP. Rancière, J. 2018. Les temps modernes, Art, temps, politique, Paris, La fabrique éditions, 2018. Roberts, D. 2011. The Total Work of Art in European Modernism. Ithaca: Cornell UP. Schwartz, S. 1985. The Matrix of Modernism: Pound Eliot and Early Twentieth Century Thought. Princeton. Princeton UP. Tomiche, A. 2015. La Naissance des avant-gardes occidentales 1909-1922. Paris: Armand Colin, coll. « U ». Tortora, M. (ed.) 2018. Il modernismo italiano. Roma: Carocci. Walkowitz, R. 2007. Cosmopolitan Style: Modernism Beyond the Nation. New York: Columbia UP.
Nom du contact: 
Centro Studi “Arti della Modernità”
Courriel du contact: 
centrostudiartimodernita@gmail.com
Suggéré par: 
Benoît Monginot
Courriel: 
benoit.monginot@unito.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
15/12/2021
Ville de l'événement: 
Torino
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Modernismo

Usages du passé et imaginaire politique dans la littérature bourguignonne

Résumé de l'annonce: 
Il s'agira de réfléchir sur l'imaginaire politique bourguignon, les modalités et les finalités de l’appropriation du passé dans la littérature écrite à la cour de Bourgogne (fin du XIVe-début du XVIe siècle).
Colloque international : Usages du passé et imaginaire politique dans la littérature bourguignonne Boulogne-sur-Mer, Centre universitaire du Musée, 19-21 octobre 2022 Université Littoral Côte d’Opale, UR 4030 HLLI Organisateurs : Jean Devaux, Elena Koroleva, Grace Baillet Cette manifestation scientifique s’inscrit dans le prolongement des rencontres internationales consacrées à la littérature bourguignonne qui se sont tenues depuis 2005 à l’Université Littoral Côte d’Opale. Au cours du colloque qui se tiendra à Boulogne-sur-Mer du 19 au 21 octobre 2022, il s’agira d’explorer l’imaginaire politique bourguignon et de réfléchir sur les modalités et les finalités de l’appropriation du passé dans la littérature écrite à la cour de Bourgogne entre la fin du xive et le début du xvie siècle. Le corpus sur lequel porteront les analyses pourra s’étendre aux histoires universelles et chroniques régionales retraçant l’histoire des diverses principautés bourguignonnes, aux œuvres épiques, romanesques et théâtrales ainsi qu’aux textes relevant de l’histoire immédiate. Axes de recherche Exploiter les grandes figures du passé Dans L’Automne du Moyen Âge (1919), Johan Huizinga soulignait déjà le rôle qu’avait revêtu « le culte du héros » au sein de la noblesse des derniers siècles du Moyen Âge : « La vie chevaleresque est une imitation ; imitation des héros du cycle d’Arthur ou des héros antiques, peu importe1 ». Les vertus du prince étant considérées comme le fondement même du bon gouvernement, la littérature écrite à la cour de Bourgogne pourra être envisagée sous l’angle de sa dimension exemplaire et de sa portée didactique. On se penchera dans cette perspective sur les œuvres bourguignonnes consacrées aux grandes figures du passé, dont Alexandre, Girart de Roussillon, ou encore Charlemagne2, qui offraient aux ducs et aux seigneurs de leur entourage des modèles de comportements chevaleresques et princiers. Au-delà de l’exemplarité personnelle, les personnages de l’Antiquité gréco-romaine ainsi que ceux de l’histoire nationale ou locale apparaissent aussi et avant tout comme des héros fondateurs. L’on songe par exemple à l’instauration des tournois et de la chevalerie par Alexandre dans le Perceforest ou à la fondation des pays de l’Occident par des rescapés troyens, thème de nombreuses chroniques et compilations d’histoire ancienne écrites pour les ducs et leurs héritiers, comme la Fleur des histoires de Jean Mansel et les Illustrations de Gaule et singularitez de Troyes de Jean Lemaire de Belges. C’est cette dimension politique conférée aux grandes figures du passé qu’il s’agira de déceler dans le cadre du colloque. Seront particulièrement bienvenues les contributions portant sur les récits de fondation incorporés aux chroniques régionales, comme la traduction de la Chronographia de Jean de Beka, relatant l’histoire des comtés de Hollande et de Zélande, ou les Chroniques de Hainaut de Jean Wauquelin. (Ré)inventer le passé Selon Paul Ricœur qui a analysé les manipulations de la mémoire pratiquées par les détenteurs du pouvoir dans le chapitre 2 de son essai La mémoire, l’histoire, l’oubli, celles-ci se réalisent avant tout dans le récit, « l’idéologisation de la mémoire [étant] rendue possible par les ressources de variation qu’offre le travail de configuration narrative3 ». Il conviendra d’examiner les choix narratifs des auteurs de la cour de Bourgogne qui réimaginent le passé en fonction des besoins du moment présent. On s’intéressera au processus de transformation du texte au terme de l’opération de réécriture, de traduction et/ou de compilation effectuée par les écrivains, en identifiant les nouveaux éléments introduits par rapport aux sources et en se demandant dans quelle mesure les œuvres littéraires ainsi produites se conforment à l’idéologie ducale et contribuent à l’élaboration du mythe politique bourguignon. À titre d’exemple, citons la création, dans les années 1440-1470, de tout un corpus de textes exploitant le voyage des Argonautes en quête de la Toison d’or, un thème dont le succès est directement lié aux activités de l’ordre de la Toison d’or, fondé par Philippe le Bon en 1430. D’autres textes offrant une image du monde grec pourraient être examinés, comme la version « littérale » de l’Histoire d’Apollonius de Tyr, qui, tout en restant proche du texte latin, aborde des thématiques politiques pouvant susciter l’intérêt des lecteurs du milieu culturel de la cour de Bourgogne. On étudiera également le discours que les écrivains tiennent sur leur propre travail de réappropriation du passé dans les parties liminaires, en particulier dans les prologues, mais aussi dans des commentaires dispersés au sein de leur récit. Il sera par exemple opportun d’aborder en ce sens le corpus des prologues rédigés par David Aubert pour les ouvrages qu’il transcrivit pour le duc Philippe le Bon. Représenter le passé Dans le cadre de cet axe, il s’agira de s’interroger sur le rôle des représentations du passé dans la mise en scène du pouvoir. Soucieux d’affirmer leur puissance politique, les ducs de Bourgogne cherchaient à l’exhiber avec ostentation. Diverses célébrations offraient un environnement propice pour déployer les fastes : « joyeuses entrées » dans les différentes villes de leurs territoires ; banquets et réceptions solennelles ; chapitres de l’ordre de la Toison d’or ; festivités en rapport avec les grands événements familiaux, à l’instar du mariage de Philippe le Bon et d’Isabelle de Portugal (1430), faits politiques importants, comme le congrès d’Arras (1435). Les figures et événements glorieux de l’histoire ancienne sont souvent convoqués dans l’historiographie d’actualité afin de marquer ces occasions et d’établir des parallèles entre les héros du passé et les représentants de la dynastie ducale. Si plusieurs études, notamment celles de Marie-Thérèse Caron, ont déjà été consacrées au célèbre Banquet du Faisan de 1454, ce colloque offrira l’occasion d’examiner sur de nouveaux frais les entremets de Jason mis en scène lors du banquet, afin de mieux cerner leur place dans le paysage culturel de l’époque et leur influence sur la production littéraire de la seconde moitié du xve siècle. L’on pourra aussi mener des études sur le corpus théâtral bourguignon, d’abord sur les pièces de théâtre dont le sujet est puisé à la « mythistoire4 », comme les Epitaphes d’Hector et d’Achille de George Chastelain, montées lors des fêtes de Nevers en 1454, mais aussi sur les dialogues et les débats impliquant des personnages illustres du passé et destinés à être joués ou au moins déclamés, même si l’on ignore aujourd’hui les circonstances exactes de leur production scénique5. Enfin, les contributions pourront explorer la relation texte-image dans les manuscrits enluminés de la bibliothèque ducale et des collections des seigneurs appartenant à l’entourage des ducs, afin d’examiner comment les représentations du passé participent de la construction de l’imaginaire politique bourguignon. Comité scientifique international Catherine Gaullier-Bougassas, Professeur à l’Université de Lille Jean-Claude Mühlethaler, Professeur à l’Université de Lausanne Anne Schoysman, Professeur à l’Université de Sienne Graeme Small, Professeur à l’Université de Durham Les propositions de communication accompagnées d’un argumentaire d’une dizaine de lignes et d'un bref curriculum vitae sont à envoyer aux organisateurs avant le 15 octobre 2021 : Jean.Devaux@univ-littoral.fr, elena.koroleva@univ-littoral.fr, ulcogracebaillet@gmail.com 1 J. Huizinga, L’Automne du Moyen Âge, trad. fr. J. Bastin, Paris, Payot, 1975, p. 72. 2 Les faicts et conquestes d’Alexandre le Grand et le Girart de Roussillon de Jean Wauquelin, Les croniques et conqueste de Charlemaine de David Aubert. 3 P. Ricœur, La mémoire, l’histoire, l’oubli, Paris, Seuil, 2000, p. 103. 4 Pour ce terme, voir J. Mali, Mythistory : The Making of a Modern Historiography, Chicago, University of Chicago Press, 2003. 5 Cl. Thiry, « Débats et moralités dans la littérature française du xve siècle : intersection et interaction du narratif et du dramatique », Le moyen français, t. 19, 1986, p. 203-244.
Nom du contact: 
Grace Baillet
Courriel du contact: 
ulcogracebaillet@gmail.com
Adresse postale: 
34 Grande Rue 62200 Boulogne-sur-Mer
Suggéré par: 
Baillet Grace
Courriel: 
ulcogracebaillet@gmail.com
Jean.Devaux@univ-littoral.fr
ulcogracebaillet@gmail.com
Date de début ou date limite de l'événement: 
19/10/2022
Date de fin de l'événement: 
21/10/2022
Ville de l'événement: 
Boulogne-sur-Mer
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
littérature bourguignonne, Moyen Âge, politique, imaginaire, représentations, passé, usages
Site web de référence: 
https://hlli.univ-littoral.fr/colloques-journees-detude-tables-rondes-a-venir-2020-2021/
https://mod-fictionnel.univ-littoral.fr/

Exploring words in the digital transformation

Colloque CLAVIER : 18-19 nov 2021 online

Résumé de l'annonce: 
Report de la date limite pour la soumission des propositions (anglais, français, allemand, espagnol) au 20 septembre 2021
CLAVIER 2021 Conference 18-19 November 2021 (online event) EXPLORING WORDS IN THE DIGITAL TRANSFORMATION. TOOLS AND APPROACHES FOR THE STUDY OF LEXIS AND PHRASEOLOGY IN EVOLVING DISCOURSE DOMAINS --- CONFERENCE ANNOUNCEMENT The members of the CLAVIER Board (Corpus and Language Variation in English Research), in collaboration with Unimore research groups Lexi-Term and CAP (Professional and Academic Communication), are pleased to announce the 2021 CLAVIER conference, to be held at the University of Modena and Reggio Emilia from November 18th to November 19th. The theme is: Exploring Words in the Digital Transformation. Tools and Approaches for the study of Lexis and Phraseology in Evolving Discourse Domains. The role of the lexicon has been analyzed from the perspective of different theories of language in the 20th and 21st centuries, ranging from structuralist and generative approaches to more recent cognitively oriented studies of word semantics in context. One of the most passionately debated issues in the linguistic literature continues to be whether words have a decontextualized and stable meaning core or a number of more or less nuclear senses that emerge on the basis of the company they keep with other words. The Firthian tradition has provided a foundation for the newly emerging tradition of corpus-driven empirical lexicology, showing that linguists’ appeal to their intuitions for the definition of word meanings is simply not enough and that the observation of actual usage is necessary. Therefore, our objective is to give real evidence of how we use words, phrases and constructions, both in writing and in speech, in various discourse domains and as a result of the digital transformation. The digital transformation has certainly had an impact on methodological and theoretical approaches to the study of lexis and phraseology. Corpus tools have greatly contributed to the development of lexicography, lexicology and lexico-semantics in particular, with attention to extended units of meaning, lexico-grammatical approaches and focus on patterns and constructions, to name just a few. The impact of the digital transformation has also been profound on communication itself. The study of digital discourse has often highlighted elements of innovation and creativity in language use, as well as in the language repertoires of participants (often crossing the borders of languages), thus adding new perspectives to studies on diversity in discourse and variation in language. The extended participation framework of web discourse has opened the way for new communicative situations and wider impact of the ideological dimension of words, for example in the social media. Digital discourse studies have also most clearly highlighted the need to look at the multimodal and multimedia nature of communication on the Web and at the new developments of AI in online interaction. The Conference aims to gather research experiences and findings on these topics from scholars working on different natural languages and addressing different fields of general language and specialized discourse. The talks will address the intense change taking place in the evolving digital media, with new forms of participation and contribution, or will pay attention to the tools offered by the digital transformation for the study of lexis and phraseology both past and present. --- 3rd CALL FOR PAPERS Papers are welcome using any of the suggested research perspectives and methodologies (but do not need to be restricted to these). Lexicology: Models and approaches Digital tools and resources for lexicology, lexicography, specialized lexicography and terminology Case studies on specialized domains or genres Lexical studies between specialized lexis and popularization General and specialized language in the digital world Tools and approaches to lexical and phraseological variation The impact of web discourse on language use: innovation and creativity Word, image, sound: digital discourse and multimodality Words, ideology and power in digital discourse Lexis in digital discourse studies and genre analysis Lexis, phraseology and diachronic variation Comparative/contrastive variation in lexis and phraseology Social/cognitive information processing strategies Information structure and cognition Interdisciplinary issues The Conference will take place online, given the current uncertainty about travelling restrictions in the near future. This is one of a series of events sponsored by the departmental “Project of Excellence” on Digital Communication, funded by the Italian Ministry of University and Research. --- INVITED SPEAKERS Annalisa Baicchi (Università di Genova) Ines Bose (Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg) Roberta Facchinetti (Università di Verona) Paolo Frassi (Università di Verona) Nelya Koteyko (Queen Mary University of London) José Francisco Medina Montero (Università di Trieste) Julien Longhi (CY Cergy Paris Université) Ruth Page (University of Birmingham) --- CONFERENCE LANGUAGE English, French, German, Spanish --- SUBMISSION GUIDELINES Proposals for individual paper presentations (not more than 250 words, references excluded) can be made from June 1, 2021 to September 20, 2021 and should be directed to CLAVIER21@unimore.it. Proposals for panels should comprise a brief introduction and 3 to 6 abstracts, including names and affiliations of each author. For all submissions, please indicate clearly: Abstract title, author name/s and institutional affiliations. Contact e-mail address and phone number for all authors. Please use Times New Roman 10, single line spacing, no indent, for your abstracts or the introduction to the panel contents. Headings will be bold, centered; names and affiliations will be italics, centered. Individual papers will be allotted 30 minutes (20 minutes plus discussion). Decisions about acceptance will be communicated by September 30, 2021. Following formal acceptance, the presenting authors must register for the Conference using the attendance form that will be available online on the conference website: https://www.clavier2021.unimore.it. --- REGISTRATION All participants (presenters and non-presenters) are requested to complete the Registration form on the conference website (https://www.clavier2021.unimore.it). The Conference fee is 30 EUR (see Registration form). You will receive your Invoice and Certificate of Attendance via email, after the event. Registration deadline for presenters: October 15 Registration deadline for other participants: November 12 --- PUBLICATION Selected peer-reviewed papers by members of the Scientific Committee and other independent reviewers will be invited for inclusion in one, or possibly two, planned publications, details of which will follow the Conference. Please submit your full paper no later than April 1, 2022. Additional information will be provided later. --- SCIENTIFIC COMMITTEE Marina Bondi, Nicholas Brownlees, Paola Catenaccio, Silvia Cacchiani, Daniela Capra, Belinda Crawford, Marina Dossena, Daniele Franceschi, Giuliana Garzone, Ulrike Kaunzner, Denise Milizia, Adriana Orlandi, Giuseppe Palumbo, Anna Franca Plastina, Franca Poppi, Chiara Preite, Rita Salvi --- ORGANIZING COMMITTEE Marina Bondi, Silvia Cacchiani, Daniela Capra, Daniele Franceschi, Ulrike Kaunzner, Chiara Preite, Judith Turnbull --- IMPORTANT DATES Deadline for submission of abstracts for individual papers and panels: 20 September 2021 Communication of acceptance: 30 September 2021 Deadline for registration: Presenters -15 October 2021 / Other participants - November 12 2021 Preliminary programme: 25 October 2021 Online conference: 18-19 November 2021 Full paper submission: 1 April 2022 --- CONTACTS If you have any queries, please contact: CLAVIER21@unimore.it.
Nom du contact: 
CLAVIER21
Courriel du contact: 
CLAVIER21@unimore.it
Suggéré par: 
Chiara Preite
Courriel: 
chiara.preite@unimore.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
20/09/2021
Ville de l'événement: 
Modena
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Lexique, phraséologie, humanités numériques, ressources numériques
Site web de référence: 
https://www.clavier2021.unimore.it

J’accuse … donc j’écris!

Résumé de l'annonce: 
n. 5/2022 di Suite française
Antica quanto la storia, l’attività della scrittura ha accresciuto e sviluppato enormemente le proprie potenzialità grazie alla stampa. Se questa trasformazione interessa in primo luogo il piano della riproducibilità e la sfera artistica, non meno importanti appaiono i suoi effetti sulla funzione critica: la parola, uscita dai torchi, non tarderà a rivelarsi una forma di resistenza o di opposizione al potere, politico e non solo, tra le più praticate. Il n. 5/2022 di Suite française invita a riflettere su questo particolare genere di presa di parola. Con la consueta raccomandazione di attenersi all’ambito francofono, è possibile proporre contributi che s’interroghino su casi di pubblicazioni brevi (pamphlets, brochures, manifesti, appelli, ma anche fogli usciti da un ciclostile clandestino) o di pubblicazioni periodiche (tanto su un particolare passaggio nella vicenda di una rivista o di un giornale quanto sulla sua storia complessiva). In un caso come nell’altro, si tratterà di individuare testi che siano portatori di un messaggio critico o polemico, protestatario o resistenziale, in un arco temporale che abbraccia l’intera modernità: dalle prime opere a stampa fino alla data periodizzante del 1989. Modalità di presentazione: Le proposte, di non oltre 2.000 battute, corredate da un titolo provvisorio e da una brevissima nota biografica, saranno inviate a redazione@suitefrancaise.it entro il 31 dicembre 2021. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 31 gennaio 2022. I contributi definitivi, di lunghezza compresa tra 20.000 e 50.000 battute (note e spazi compresi), accompagnati da un abstract e cinque parole chiave in inglese, saranno redatti conformemente alle regole editoriali della rivista. Dovranno giungere entro il 31 maggio 2022 e saranno sottoposti a processo di revisione con doppia lettura cieca. L’uscita del numero è prevista per l’autunno: Suite française 5/2022.
Nom du contact: 
Cristina Cassina
Courriel du contact: 
cristina.cassina@unipi.it
Suggéré par: 
Cristina Cassina
Courriel: 
cristina.cassina@unipi.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
31/12/2021
Date de fin de l'événement: 
31/12/2021
Ville de l'événement: 
Pisa
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
stampa pamphlet censura potere
Site web de référence: 
https://suitefrancaise.labcd.unipi.it/

Adaptation/L'adaptation

Résumé de l'annonce: 
"The Balzac Review/Revue Balzac", n° 6-2023 (edited by Andrew Watts/sous la direction d'Andrew Watts) - Varia
Balzac’s work has been a rich and recurring source of inspiration for adaptors since the author’s own lifetime. From the earliest, unauthorised theatrical adaptations through to silent and sound films, radio plays, graphic novels and, most recently, online fan fiction, Balzac continues to be reimagined across a wide spectrum of media. Scholars have by no means been indifferent to this ever-expanding corpus of material, as evidenced most notably by the work of Anne-Marie Baron in "Balzac cinéaste" (1990) and "Balzac à l’écran" (2019). However, research in this area has focused primarily on film and television at the expense of other media and the often innovative ways in which they have engaged with Balzac’s output. Moreover, while Adaptation Studies is an increasingly vibrant discipline, adaptation continues to be derided in some quarters as the poor relation of serious academic scholarship. As Robert Stam and Alessandra Raengo observe, the ‘conventional language of adaptation criticism has often been profoundly moralistic, rich in terms that imply that cinema has somehow done a disservice to literature’. This issue of the "Balzac Review/Revue Balzac" challenges and disrupts this kind of outmoded prejudice. Adopting a multimedia approach to the study of Balzac adaptations from the nineteenth century to the present day, it argues that adaptation as an artistic practice is fundamental to our understanding both of the novelist’s work and his status as a canonical author. This issue will encompass several key strands of discussion, including, but not limited to, the following: 1. Adaptation and history: Recreations of Balzac’s work do not exist in a temporal vacuum, but – like "La Comédie humaine" itself – are shaped by the forces of history. In what ways have approaches to adapting Balzac changed and evolved over time? How has adaptive interest in Balzac been driven by and/or responded to history? To what extent have different genres and movements in the history of artistic practice (e.g. New Wave cinema in the 1950s and 60s) influenced the adaptation of Balzac texts? 2. Adaptations and sources: Building on the discussion of adaptation and history, the next part of this issue focuses on the relationship between adaptations of Balzac and their source material. As Kate Griffiths has shown, adaptations are not derived exclusively from a single, literary source. The drivers of the adaptive process are instead multiple, encompassing social, cultural, and economic imperatives. Furthermore, adaptations combine and articulate myriad voices – those of the source author and adaptor, of course, but also of the actors, directors, producers, and technicians who bring the work to fruition. In what ways can this interweaving of sources be applied to adaptations of Balzac? How have reimaginings of his work addressed the multiple, shifting, and sometimes contradictory voices inherent in his own authorial personality? And what do these adaptations reveal about his ability to synthesise sources as diverse as everyday life, politics, and the worlds of literature and the theatre? 3. Adaptation and theory: Adaptation Studies has often borrowed theories from elsewhere, and in particular from key literary concepts such as intertextuality. Some of the most recent research in the discipline has nevertheless begun to provide adaptation with its own theoretical framework. In particular, Kamilla Elliott’s "Theorizing Adaptation" (2020) argues that adaptations should be considered as adaptations, and that we should not attempt to force them into theoretical costumes that do not fit. Contributions under this heading will explore the often problematic relationship between theory and Balzac adaptations. Are the theoretical lenses provided by Barthes, Derrida, and Genette, amongst others, still valuable for reading these adaptations as well as their source texts? Might we continue to look towards other disciplines outside the humanities – such as psychology and neuroscience – in order to study these adapted works? Or, following Elliott’s example, can adaptations of Balzac be theorised and understood as adaptations? 4. Cross-cultural adaptation: Adaptations of Balzac continue to transcend national and cultural boundaries. How has the novelist’s work been reinterpreted for audiences outside of France? To what extent have adaptations produced in different cultural contexts – including Europe, the United States, and South-East Asia – informed, consolidated, or even fragmented Balzac’s reputation as a canonical writer? What is the relationship between adaptation and Balzac’s status as an icon of world – as well as French – literature? 5. Adaptation beyond the screen: While film and television have adapted Balzac on numerous occasions, artists in other media have drawn significant inspiration from his writing. Articles under this heading will explore these neglected and under-discussed media. Notably, they will ask how specific media can help to cast fresh light on Balzac’s work, as in the case of radio and its capacity to highlight the key role of sound, voice, and indeed silence in the source texts. Equally, contributors will examine the way in which new and emerging media have brought Balzac adaptations into the digital age. References to Balzac recur frequently in Internet fan fiction, from historical romances to ambitious "mash-ups" which blend material from sources including "Star Wars" and "Harry Potter". What can these adaptations tell us about the way in which Balzac is perceived and understood in the twenty-first century? And in what ways can they be seen to re-energise Balzac’s appeal to a popular – rather than purely academic – readership? Proposals for articles should be sent by 31st October 2021 to the following addresses: a.j.watts.2@bham.ac.uk and thebalzacreview@gmail.com (thematic dossier) thebalzacreview@gmail.com (Varia) Articles in their final version (35.000 characters maximum, spaces included) are to be sent by 1st September 2022. They should be accompanied by a summary in French (500 characters maximum, spaces included) and 5 keywords. The Balzac Review/Revue Balzac, n° 6/2023 L’œuvre de Balzac a été une sourc d’inspiration riche et récurrente pour les adaptateurs, du vivant même de l’auteur. Des premières adaptations théâtrales non autorisées en passant par les films muets et sonores, les pièces radiophoniques, les romans graphiques et, plus récemment, la fanfiction en ligne, Balzac continue d’être réinventé dans un large spectre de médias. Les chercheurs n’ont nullement été indifférents à ce corpus de matériau en constante expansion, comme en témoignent notamment les travaux d’Anne-Marie Baron dans "Balzac cinéaste" (1990) et "Balzac à l’écran" (2019). Cependant, la recherche dans ce domaine s’est principalement concentrée sur le cinéma et la télévision au détriment de procédés souvent innovants engagés dans la production de Balzac. De plus, alors que les études d’adaptation sont une discipline de plus en plus dynamique, l’adaptation continue d’être considérée dans certains milieux comme le parent pauvre des études universitaires sérieuses. Comme l’observent Robert Stam et Alessandra Raengo, le « langage conventionnel de la critique de l’adaptation a souvent été profondément moraliste, riche en termes qui impliquent que le cinéma a en quelque sorte rendu un mauvais service à la littérature » (notre traduction). Ce numéro de la "Balzac Review/Revue Balzac" remet en cause et en question ce genre de préjugés dépassés. En adoptant une approche multimédia de l’étude des adaptations de Balzac du XIXe siècle à nos jours, il soutient que l’adaptation, en tant que pratique artistique, est fondamentale pour notre compréhension aussi bien de l’œuvre du romancier que de son statut d’auteur canonique. Ce numéro comprendra plusieurs axes majeurs de discussion, notamment – mais sans s’y limiter – les suivants : 1. Adaptation et histoire : les re-créations de l’œuvre de Balzac n'existent pas dans un vide temporel, mais – tout comme "La Comédie humaine" elle-même – sont façonnées par les forces de l’histoire. De quelles façons les approches de l’adaptation de Balzac ont-elles changé et évolué au fil du temps ? Comment l’intérêt pour l’adaptation de Balzac a-t-il été guidé par et/ou a réagi à l’histoire ? Dans quelle mesure les différents styles et mouvements de l'histoire de la pratique artistique (par exemple le cinéma de la Nouvelle Vague dans les années 1950 et 1960) ont-ils influencé l'adaptation des textes de Balzac ? 2. Adaptations et sources : dans le prolongement de la discussion sur l’adaptation et l’histoire, les contributions pourront porter sur la relation entre les adaptations de Balzac et leur document source. Comme l’a montré Kate Griffiths, les adaptations ne proviennent pas exclusivement d’une seule source littéraire. Les vecteurs du processus d’adaptation sont au contraire multiples, englobant des impératifs sociaux, culturels et économiques. De plus, les adaptations combinent et articulent une myriade de voix – celles de l’auteur du texte original et de l’adaptateur, bien sûr, mais aussi celles des acteurs, des réalisateurs, des producteurs et des techniciens qui portent l’œuvre à son terme. De quelles façons cet entrelacement de sources s’applique aux adaptations de Balzac ? Comment les réinventions de son œuvre se sont-elles adressées aux voix multiples, changeantes et parfois contradictoires inhérentes à sa propre personnalité d’auteur ? Et que révèlent ces adaptations sur sa capacité à synthétiser des sources aussi diverses que la vie quotidienne, la politique ou les mondes de la littérature et du théâtre ? 3. Adaptation et théorie : les études d’adaptation ont souvent emprunté des théories venues d’ailleurs, et en particulier de concepts littéraires clés comme l’intertextualité. Des recherches plus récentes de cette discipline ont néanmoins commencé à doter l’adaptation de son propre cadre théorique. En particulier, "Theorizing Adaptation" (2020), de Kamilla Elliott, soutient que les adaptations doivent être considérées comme des œuvres en tant que telles, et que nous ne devrions pas tenter de les faire entrer de force dans des costumes théoriques qui ne leur vont pas. Les contributions qui souhaiteront s’inscrire dans cet axe exploreront la relation souvent problématique entre la théorie et les adaptations de Balzac. Les outils théoriques fournis notamment par Barthes, Derrida et Genette sont-ils toujours valides pour lire ces adaptations ainsi que leurs textes sources ? Devrions-nous continuer à nous tourner vers d’autres disciplines hors des sciences humaines – telles que la psychologie et les neurosciences – pour étudier ces œuvres adaptées ? Ou bien, en suivant l’exemple de Kamilla Elliott, les adaptations de Balzac peuvent-elles être théorisées et comprises comme des ouvrages en tant que tels ? 4. Adaptation interculturelle : les adaptations de Balzac continuent de transcender les frontières nationales et culturelles. Comment l’œuvre du romancier a-t-elle été réinterprétée pour des publics en dehors de la France ? Dans quelle mesure les adaptations produites dans différents contextes culturels – dont l’Europe, les États-Unis et l’Asie du Sud-Est – ont-elles informé, consolidé ou même sapé la réputation de Balzac en tant qu’auteur canonique ? Quelle est la relation entre l'adaptation et le statut de Balzac comme icône de la littérature mondiale – et française ? 5. L’adaptation par-delà l’écran : si le cinéma et la télévision ont adapté Balzac en de nombreuses occasions, les artistes d’autres médias se sont largement inspirés de ses écrits. Les articles qui s’insèrent dans cet axe exploreront ces médias négligés et peu évoqués. Ils interrogeront notamment la manière dont des médias spécifiques peuvent contribuer à jeter une lumière nouvelle sur l’œuvre de Balzac, comme dans le cas de la radio et de son aptitude à souligner le rôle clé du son, de la voix et même du silence dans les textes sources. De même, les contributeurs examineront la façon dont des médias nouveaux et émergents ont fait entrer les adaptations de Balzac dans l’ère du numérique. Les références à Balzac reviennent fréquemment dans les fanfictions sur Internet, qu’il s'agisse de romans historiques ou d’ambitieux "mash-ups" mixant des éléments provenant de sources comme "Star Wars" et "Harry Potter". Que nous apprennent ces adaptations sur la façon dont Balzac est perçu et compris au XXIe siècle ? Et en quoi peuvent-elles être considérées comme un moyen de redynamiser l’attrait de Balzac auprès d’un lectorat populaire – plutôt que purement académique ? Les propositions devront être envoyées avant le 31 octobre 2021 aux adresses suivantes : a.j.watts.2@bham.ac.uk et thebalzacreview@gmail.com (dossier thématique) thebalzacreview@gmail.com (Varia) Les articles dans leur version définitive (35.000 signes maximum, espaces compris) seront à envoyer avant le 1er septembre 2022. Ils devront être accompagnés d’un résumé en français (500 signes maximum, espaces compris) et de 5 mots-clés.
Nom du contact: 
Francesco Spandri
Courriel du contact: 
francesco.spandri@uniroma3.it
Suggéré par: 
Francesco Spandri
Courriel: 
francesco.spandri@uniroma3.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
31/10/2021
Ville de l'événement: 
Paris
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Site web de référence: 
https://classiques-garnier.com/revue-balzac.html

Revue "Annales du patrimoine" numéro 21 / 2021.

Résumé de l'annonce: 
La revue "Annales du patrimoine" de l'Université de Mostaganem (Algérie) lance un appel à publications pour le numéro 21 / 2021.
La revue paraît au mois de septembre de chaque année, en arabe, en français et en anglais. Les chercheurs peuvent soumettre leurs articles dans les disciplines suivantes : - littérature comparée (orientale, occidentale et africaine), - littérature postcoloniale, orientalisme, - littérature mystique, littérature du Sahel, littérature maghrébine, - traduction et interculturalité, - art, histoire et civilisation... La revue accepte également des articles de varia en rapport avec le patrimoine. Modalités de soumission: Les chercheurs intéressés sont invités à envoyer leurs contributions (le résumé de 15 lignes, l'article de 15 pages maximum et 5 mots-clés, en format Word), au plus tard le 31 juillet 2021, à l'adresse email de la revue : annales@mail.com Le titre, le résumé et les cinq mots-clés doivent être en français et en anglais. Veuillez préciser votre affiliation institutionnelle et votre grade académique si possible. Les propositions d'articles devront respecter les normes de publication de la revue : https://annales.univ-mosta.dz
Nom du contact: 
Mohammed Abbassa
Courriel du contact: 
annales@mail.com
Suggéré par: 
Marie Gaboriaud
Courriel: 
marie.gaboriaud@institutfrancais.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
31/07/2021
Ville de l'événement: 
Mostaganem
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Mots-clés: 
patrimoine, orientalisme, mysticisme, langues, civilisation
Site web de référence: 
https://annales.univ-mosta.dz

Figurations de l’impuissance. Échec et création littéraire du XIXe au XXIe siècle

Résumé de l'annonce: 
Colloque - décembre 2021
Colloque International | UNIVERSITÉ DE CHIETI-PESCARA (Italie) Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne Figurations de l’impuissance. Échec et création littéraire du XIXe au XXIe siècle Pescara | 1er – 2 décembre 2021 Appel à communications Au début du XIXe siècle, la littérature française entre en régime vocationnel en associant le concept d’impuissance à l’affirmation de l’homme dans la société et au statut de l’écrivain, tiraillé entre la recherche de sa singularité et le besoin de légitimité littéraire, qu’accompagne en outre son rapport difficile à la création. Si le XVIIIe siècle décrète la fin de l’écrivain heureux, l’individu, obligé de repenser sa position vis-à-vis du réel face aux bouleversements historiques, économiques et sociaux engendrés par la Révolution, devient un objet littéraire où se condense notamment une interrogation sur le devenir de l’homme. Celui-ci se voit menacé d’une impuissance sociale, morale ou psychologique engendrée par les forces désagrégeantes de l’Histoire, par la fragmentation, la fugacité et la dissolution qui sous-tendent la modernité. Cette problématisation traverse l’ensemble de la littérature française du Romantisme à nos jours. La tragédie de l’impuissance humaine, déclinée sous ses multiples variations, est devenue un thème consubstantiel à la production littéraire, qu’elle soit le miroir des fragilités du héros, une analyse des raisons de son inaction, de l’incapacité d’aimer ou de sentir, qu’elle traduise son inadéquation sociale, sa marginalité vis-à-vis du monde ou son malaise à accepter les revers de l’Histoire, ou qu’elle mette au jour les difficultés que pose le changement de paradigme auquel l’individu se trouve confronté. En amont, elle traduit l’écart insurmontable qui s’insinue entre le projet et sa réalisation, la paralysie qui s’empare de la pensée en l’empêchant de s’objectiver, le désarroi de la subjectivité toujours plus attachée à son ipséité mais incapable de la prendre en charge au sein de la société. L’impuissance en arrive alors à devenir une composante de la posture de l’homme moderne, l’assimilation implicite de la part de ce dernier des contradictions qui structurent le monde et de l’embarras qu’il éprouve face à sa complexité. Cette impuissance est aussi celle que peut éprouver l’artiste et qu’on considère, depuis Balzac, comme l’écueil contre lequel peut se heurter toute création. Hanté par le fantasme de sa propre impuissance, l’écrivain la projette dans son alter ego fictionnel. Le roman de l’artiste, qui se constitue comme genre au XIXe siècle à travers le roman du peintre, le roman de l’écrivain, qui au XXe siècle introduit une dimension métalittéraire à travers la mise en abyme ou l’annexion des formes d’écriture les plus disparates, mettent en scène les aléas et les ratages de la création, tout en dévoilant les mécanismes qui y président et le mystère qu’elle renferme. L’écrivain fait de son œuvre le lieu de recherche d’un positionnement, se modélise en affichant la difficulté de toute entreprise artistique, répond à la désacralisation de l’art en transformant sa vulnérabilité potentielle en puissance créatrice. L’impuissance à créer, souvent liée à l’absoluité que la modernité a attribuée à la création littéraire, alimente alors l’œuvre. L’obsession de la page blanche, les tourments stylistiques, les limites de la mimésis, le rapport problématique vis-à-vis du canon ou de l’horizon d’attente, qui peuvent accompagner le processus créatif, se font alors tangibles. Les œuvres incomplètes, les ouvrages constamment remaniés, ceux qui se structurent dans les interstices de l’intentionnalité créatrice et dans les revers de la réalisation, projettent sur le plan de la temporalité et de l’inachèvement une impuissance parfois difficile à assumer mais non moins féconde. Le colloque se propose d’analyser la manière dont une partie de la littérature française, entre le XIXe et le XXIe siècle, se construit à partir de l’énoncé de ses limites et de celles de l’homme face au réel et à l’histoire, afin de dessiner le paradigme de l’impuissance propre à la modernité et à la contemporanéité. Il s’agira d’illustrer le dynamisme littéraire que les différentes formes d’impuissance produisent, de réfléchir sur le sens qu’elles revêtent dans l’imaginaire moderne et contemporain, et de comprendre la fonction qu’elles contribuent à assigner à la littérature. Les communications pourront s’inscrire dans l’un des axes suivants, sans pour autant y être limitées, et recourir à une approche interdisciplinaire :  la représentation de l’échec humain comme objet littéraire, sa déclinaison historique et son sens culturel ;  le système rhétorique, les formes et les genres que privilégie la représentation de l’impuissance ;  les déconvenues de la dynamique créative et sa mise en texte ;  l’impuissance comme inachèvement et les avatars de la genèse ;  les périls de l’expérimentation et la légitimation littéraire: écart, avant-gardisme, singularité ;  l’impossibilité et/ou le refus de la mimésis. Les propositions de communication (titre et résumé: 500 mots maximum), accompagnées d’une brève biobibliographie de l’auteur (200 mots maximum) sont à adresser avant le 20 juin 2021 à federica.dascenzo@unich.it. La notification de l’acceptation sera communiquée le 5 juillet au plus tard. Les communications devront avoir une durée de 20 minutes environ. Le colloque se déroulera le 1er et 2 décembre 2021 à l’Université « G. d’Annunzio » de Pescara. Les actes du colloque feront l’objet d’une publication. Langue du colloque | français Comité scientifique Federica D’Ascenzo (Université de Chieti-Pescara) Patrizia Oppici (Université de Macerata) Elisa Bricco (Université de Gênes) Valeria Sperti (Université Federico II de Naples) Éléonore Reverzy (Université Paris III-Sorbonne Nouvelle) Guy Ducrey (Université de Strasbourg) Michela Gardini (Université de Bergame) Fabrizio Impellizzeri (Université de Catane)
Nom du contact: 
Federica D'ASCENZO
Courriel du contact: 
federica.dascenzo@unich.it
Suggéré par: 
Federica D'ASCENZO
Courriel: 
federica.dascenzo@unich.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
20/06/2021
Ville de l'événement: 
Pescara
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Impuissance, échec, création littéraire, XIXe, XXe, XXIe siècles

III Convegno internazionale di Studi su Eugenio Montale

Résumé de l'annonce: 
nel 40° anniversario della morte (Milano, 12 IX 1981)
III Convegno internazionale di Studi su EUGENIO MONTALE nel 40° anniversario della morte (Milano, 12 IX 1981) Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 25-26 novembre 2021 (in modalità on-line) Reclutamento relatori: tramite Call for papers Partecipazione gratuita per relatori e ascoltatori accademicamente strutturati. Partecipazione a pagamento per relatori e per ascoltatori non accademicamente strutturati (anche con Carta del docente-bonus scuola). Deadline proposte di relazioni: 31 luglio 2021 Temario: https://convegni.unicatt.it/montale-call-for-papers-temario Altre informazioni a breve nel sito https://convegni.unicatt.it/montale-home (attualmente in fase di aggiornamento) Oppure, scrivere a: ida.villa@unicatt.it angelo.colombo@univ-fcomte.fr
Nom du contact: 
Angela Ida Villa
Courriel du contact: 
ida.villa@unicatt.it
Suggéré par: 
Delmondo
Courriel: 
mattia.delmondo@libero.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
31/07/2021
Date de fin de l'événement: 
26/11/2021
Ville de l'événement: 
Milano
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Mots-clés: 
Eugenio Montale, littérature italienne du XXe siècle
Site web de référence: 
https://convegni.unicatt.it/montale-home

“Les deux Baptiste” Molière et Lulli/Lully

pour les 400 ans de la naissance du dramaturge français et les 390 ans de celle du musicien florentin

Résumé de l'annonce: 
Colloque international, novembre 2022
“Les deux Baptiste” Molière et Lulli/Lully pour les 400 ans de la naissance du dramaturge français et les 390 ans de celle du musicien florentin Colloque international lundi 29 novembre 2022 et jours suivants (Le colloque se déroulera soit en présentiel soit à distance selon l'évolution de la pandémie de Covid-19) Jean-Baptiste Poquelin/Molière naît en 1622 Jean-Baptiste Lulli/Lully était né dix ans auparavant, le lundi 29 novembre 1632 (Levi-Malvano) En 1909, depuis l'Institut Français de la place Ognissanti, le professeur Levi-Malvano de l'Office d’Informations et d’Echanges communique à Henry Prunières qu'il a découvert la date de naissance de Jean-Baptiste Lulli. Prunières était en train de travailler au volume L’Opéra italien avant Lully et dans le cadre de ses études, il avait demandé à ce Service de chercher pour lui dans les Archives florentines des documents concernant l'état civil du musicien du Roi Soleil. En 1632, la famille Lulli habite entre Santa Maria sul Prato et San Salvatore in Ognissanti, près du Palazzo Lenzi, bâtiment du XVIème siècle, siège actuel de l’Institut Français de Florence. A l'occasion des 400 ans de la naissance de Jean-Baptiste Poquelin/Molière et des 390 ans de la naissance de Lulli/Lully, ce Colloque veut tout d’abord rendre hommage à la découverte de cet acte de naissance dans le contexte de la mission culturelle de l'Institut Français de Florence/IFF ; découverte qui, à cette hauteur chronologique est, d'un côté, à l'origine de la Section musicale de l'IFF voulue par son fondateur et premier directeur, Julien Luchaire, et dirigée par Romain Rolland et Paul-Marie Masson et, de l'autre, à la base des événements historico-biographiques qui amèneront à la future collaboration entre “les deux Baptiste” en France au cours du XVIIème siècle. Le XXème siècle s'ouvre à Florence par l'Académie musicale en l'honneur de Lulli/Lully organisée au Conservatoire Cherubini par Riccardo Gandolfi en 1902. C'est à Lulli/Lully que Romain Rolland, directeur depuis Paris de la Section musicale de l'IFF, consacre en ce début de siècle de célèbres pages, à l'instar de Prunières aussi, dont les textes fondateurs sur le compositeur florentin -dans le cadre plus vaste de l'œuvre musicale- se répartissent surtout entre les années 1910 et 1920. Ils atteignent leur apogée pendant les années 1930 qui voient la publication des œuvres complètes du compositeur du XVIIème siècle. Les ouvrages rédigés entre les années 1910 et 1920 abordent Lully/Lulli d'un point de vue aussi bien biographique qu'artistique. Un regain d'intérêt général pour Lully/Lulli se produit notamment autour des années 1990, période au cours de laquelle les études et les recherches concernent d'une part les rapports entre Lully/Lulli et le pouvoir (Ph. Beaussant, Lully ou le musicien du soleil), de l'autre la mise au point documentaire, basée sur des archives, de la vie et des œuvres du compositeur (on peut penser, dans cette perspective critique et documentaire, aux écrits fondamentaux de Jérôme de La Gorce: ses études biographiques sur le musicien peuvent se situer dans le sillage de la “biographie critique” inaugurée par Prunières en personne comme contrepoids à une biographie tentée par le mythique et la fiction; il en avait été ainsi au fond pour Prunières lui-même: La vie illustre et libertine de J.-B Lully, et il en sera de même ensuite - en 2002 - pour Vincent Borel avec le roman Baptiste). Des études essentielles à partir de la seconde moitié du XXème siècle (La Gorce, Mazouer, Forestier) et des représentations tout aussi majeures (Mnouchkine, Lazar/Roussat/Dumestre) ont mis en lumière la collaboration et/ou l'affrontement (“le duo infernal” selon V. Borel) entre les deux artistes du point de vue aussi bien historico-biographique que dramaturgique. Bien des décennies plus tard, ce Colloque entend réexaminer les rapports, encore largement discutés, entre “les deux Baptiste” au niveau historico-biographique et dramaturgique. A partir d’une telle focalisation quelques pistes de recherche s’avèrent possibles: - Molière-Lully/Lulli: collaboration et/ou rivalité - Postérité des œuvres de Molière-Lully/Lulli - Molière-Lully/Lulli et la représentation (la parole dite, la parole chantée, la danse) - Molière-Lully/Lulli acteurs au Théâtre (parlé et/ou chanté) et au Cinéma - Les traductions italiennes des pièces écrites en collaboration entre les deux artistes: écriture, représentation et mise en scène - Molière/Lully sur les scènes italiennes - Le formes de diffusion des œuvres de Molière-Lully/Lulli en dehors du contexte théâtral - Molière-Lully/Lulli: les deux auteurs et leurs œuvres comme instruments de diplomatie culturelle - Adaptations théâtrales et musicales des œuvres de Molière-Lully/Lulli - Molière-Lully/Lulli: vie publique et privée dans l'écriture biographique et fictionnelle - Molière-Lully/Lulli et l'allégorie du baroque - Molière-Lully/Lulli et l'orientalisme en musique - Les grands interprètes des pièces de Molière et Lully: comédiens et metteurs en scène - Molière/Lully et le théâtre contemporain Ce Colloque est organisé par le Département de Lettres et de Philosophie/DILEF de l'Université de Florence, en collaboration avec le Département d'Histoire, d'Archéologie, de Géographie, d’Art et de Spectacle/SAGAS de l'Université de Florence, l'Institut Français Firenze, le Conservatoire Luigi Cherubini, et l'Association des Amis de l'Institut Français de Florence. Comité scientifique: Georges Forestier (Université de la Sorbonne), Jérôme de La Gorce (Université de la Sorbonne/CNRS), Marco Lombardi (Université de Florence), Barbara Innocenti (Université de Florence), Michela Landi (Université de Florence),Renzo Guardenti (Université de Florence), Manon Hansemann (Institut français de Florence), Caterina Pagnini (Université de Florence), Guglielmo Pianigiani (Conservatoire Luigi Cherubini de Florence), Paolo Zampini (Conservatoire Luigi Cherubini de Florence). Les propositions de communication d’environ 300 mots seront accompagnées par une brève présentation du proposant et seront envoyées avant le 30 décembre 2021 aux adresses suivantes : marco.lombardi@unifi.it; barbara.innocenti@unifi.it “i due Baptiste” Molière e Lulli/Lully nei 400 anni dalla nascita del drammaturgo francese e nei 390 dalla nascita del musicista fiorentino Convegno Internazionale da lunedì 29 novembre 2022 (Il Convegno si svolgerà in presenza o a distanza a seconda della situazione determinata dal Covid/19) Jean-Baptiste Poquelin/Molière nasce nel 1622 Giovanni Battista Lulli era nato dieci anni prima, il lunedì 29 novembre 1632 (Levi-Malvano) Nel 1909, dall’Istituto Francese di piazza Ognissanti, il professor Levi-Malvano dell’Office d’Informations et d’Echanges comunica a Henry Prunières il reperimento dell’atto di nascita di Giovan Battista Lulli. Prunières stava lavorando al volume L’Opéra italien avant Lully e in quel contesto d’indagine aveva richiesto a quell’Ufficio di ricercare per lui negli Archivi fiorentini documenti anagrafici relativi al Musicista del Re Sole. Nel 1632, la Famiglia Lulli abita tra Santa Maria sul Prato e S. Salvatore in Ognissanti, vicino al quattrocentesco Palazzo Lenzi, sede dell’odierno Istituto Francese di Firenze. In concomitanza con i 400 anni dalla nascita di Jean-Baptiste Poquelin/Molière, e con i 390 anni dalla nascita di Lulli, il Convegno vuole innanzitutto rendere omaggio al reperimento di questo atto di nascita nell’ambito della missione culturale dell’Istituto Francese di Firenze/IFF, reperimento che a quell’altezza cronologica è, da un lato, all’origine della Sezione musicale dell’IFF voluta dal suo fondatore e primo direttore, Julien Luchaire, e diretta da Romain Rolland e Paul-Marie Masson, e, dall’altro lato, alla base degli eventi storico-biografici che porteranno alla futura collaborazione tra “les deux Baptiste” in terra di Francia nel corso del Seicento. Nel ‘900, il secolo si apre a Firenze con l’Accademia musicale in onore di Lulli organizzata al Conservatorio Cherubini da Riccardo Gandolfi nel 1902. A Lulli, Romain Rolland, direttore da Parigi della Sezione musicale dell’IFF, dedica in quell’inizio secolo famose pagine, così come Prunières, i cui testi fondatori sul compositore fiorentino - nel più vasto contesto dell’opera in musica - si distribuiscono soprattutto tra gli anni ‘10 e gli anni ’20 con l’apice raggiunto negli anni ’30 che vedono la pubblicazione delle opere complete del compositore seicentesco. I testi tra il ’10 e il ’20 del Novecento affrontano Lulli/Lully sia da un punto di vista biografico che artistico. Un ritorno generale d’interesse su Lulli/Lully si verifica in particolar modo intorno agli anni ’90 del Novecento. In quel periodo, gli studi e le ricerche sono rivolti da una parte alle relazione tra Lulli/Lully e il potere (Ph. Beaussant, Lully ou le musicien du soleil) dall’altra alla messa a punto documentaria, su basi archivistiche, della vita e delle opere del compositore (si pensi in questa prospettiva critico-documentaria agli scritti basilari di Jérôme de La Gorce: i suoi studi biografici sul musicista possono collocarsi nella scia della “biographie critique” inaugurata dallo stesso Prunières come contraltare a una biografia tentata dal mitico e dal romanzesco (così come in fondo lo era stato per il medesimo Prunières: La vie illustre et libertine de J.-B Lully, e come lo sarà successivamente - nel 2002 - per Vincent Borel con il romanzo Baptiste). Studi epocali dal secondo Novecento al Duemila (La Gorce, Mazouer, Forestier) e performance altrettanto fondamentali (Mnouschkine, Lazar/Roussat/Dumestre) hanno messo in luce la collaborazione e/o lo scontro (“le duo infernal” di cui scrive V. Borel) fra i due artisti sia dal punto di vista storico-biografico sia dal punto di vista drammaturgico. A distanza di molti se non di alcuni decenni, il Convegno intende riprendere in esame l’ancora ampiamente discussa relazione tra “les deux Baptiste” a livello storico-biografico e drammaturgico. Da questo nucleo investigativo si dipartono alcune tracce di ricerca quali: - Molière-Lulli: collaborazione e/o rivalità - Posterità delle opere di Molière-Lulli - Molière-Lulli e la performance (la parola detta, la parola cantata, la danza) - Molière-Lulli protagonisti a Teatro (parlato e/o cantato) e al Cinema - Le traduzioni italiane delle pièce scritte in collaborazione tra i due artisti: scrittura, rappresentazione e messa in scena - Molière e Lulli sulle scene italiane - Modi di diffusione delle opere di Molière-Lulli al di fuori del contesto teatrale - Molière-Lulli: i due autori e le loro opere come strumenti di diplomazia culturale - Adattamenti teatrali e musicali delle opere di Molière-Lulli - Molière-Lulli: vita pubblica e privata nella scrittura biografica e romanzesca - Molière-Lulli e l’allegoria del barocco - Molière-Lulli e l’orientalismo in musica - I grandi interpreti delle pièce di Molière-Lulli - Molière-Lulli e il teatro contemporaneo Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Lettere e Filosofia/DILEF dell’Università di Firenze in collaborazione con il Dipartimento Storia Archeologia Geografia Arte Spettacolo/SAGAS dell’Università di Firenze, l’Istituto Francese di Firenze, il Conservatorio Luigi Cherubini, l’Associazione degli Amici dell’Istituto Francese di Firenze. Comitato scientifico: Georges Forestier (Sorbonne Université), Jérôme de La Gorce (Sorbonne Université/CNRS ), Marco Lombardi (Università di Firenze), Barbara Innocenti (Università di Firenze), Renzo Guardenti (Università di Firenze), Manon Hansemann (Institut français Firenze), Michela Landi (Università di Firenze), Caterina Pagnini (Università di Firenze), Guglielmo Pianigiani (Conservatorio Luigi Cherubini Firenze), Paolo Zampini (Conservatorio Luigi Cherubini Firenze). Le proposte di intervento, di circa 300 parole, dovranno essere accompagnate da un breve CV del proponente e inviate congiuntamente prima del 30 dicembre 2021 ai seguenti indirizzi: marco.lombardi@unifi.it; barbara.innocenti@unifi.it
Nom du contact: 
Barbara Innocenti
Courriel du contact: 
barbara.innocenti@unifi.it
Adresse postale: 
via della Pergola 58/60 Firenze
Suggéré par: 
Barbara Innocenti
Courriel: 
barbara.innocenti@unifi.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
30/12/2021
Ville de l'événement: 
Firenze
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Sous-catégorie: 
Mots-clés: 
Molière; Lully; teatro francese; musica;

Néologie et environnement

Résumé de l'annonce: 
Neologica — Revue internationale de néologie, n°16 (2022)
Le numéro 15 de Neologica (2021), qui présentait l’état de la recherche européenne dans les études de néologie, a montré entre autres que la notion de domaine, pourtant centrale en néologie, ne faisait pas l’objet d’une réflexion épistémologique approfondie. Afin de contribuer à pallier ce manque, le prochain numéro sera consacré aux liens entre la néologie et un domaine particulier, en l’occurrence celui de l’environnement, central dans le discours public depuis les années 1970 et omniprésent dans les médias depuis l’an 2000. Ce numéro vise à mieux comprendre comment se créent et se diffusent les « écovocabulaires » au sein de différentes langues ou aires linguistiques et ce qu’ils révèlent de notre rapport actuel à l’environnement. En effet, l’étude de l’innovation lexicale appelle, dans ce domaine, une réflexion sur la dimension idéologique de nombreux items et sur leurs implications politiques et sociétales, voire juridiques. Les propositions de contributions, qui feront l’objet d’une expertise en double aveugle, seront adressées à Vincent Balnat (balnat@unistra.fr) et Christophe Gérard (christophegerard@unistra.fr). Les articles comptent entre 25 000 et 40 000 caractères (espaces comprises). Les propositions doivent être accompagnées d’un résumé en français et en anglais (500 caractères maximum, espaces comprises) ainsi que de mots clés dans chacune des langues (5 au maximum).
Nom du contact: 
Christophe Gérard
Courriel du contact: 
christophegerard@unistra.fr
Suggéré par: 
Giovanni Tallarico
Courriel: 
giovanni.tallarico@univr.it
Date de début ou date limite de l'événement: 
01/09/2021
Ville de l'événement: 
Paris
Type d'événement: 
Appels à contribution
Catégorie principale: 
Mots-clés: 
Néologie, environnement
Site web de référence: 
https://classiques-garnier.com/neologica.html

Pages

S'abonner à RSS - Appels à contribution